Bundesversammlung

08/25/2026 | Press release | Distributed by Public on 08/25/2026 09:04

La futura strategia di cooperazione internazionale al centro dei dibattiti

Dopo la sua decisione di fine giugno e conformemente all'articolo 152 capoverso 5 della legge sul Parlamento, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) è stata consultata in merito all'orientamento della strategia di cooperazione internazionale (CI) 2029-2032 elaborata dal Consiglio federale. La discussione, tenutasi alla presenza del consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri, si è incentrata in particolare sulle considerazioni e sui rischi legati alle modifiche previste, perseguite alla luce dei tagli di bilancio decisi dal Parlamento. Diversi membri della CPE-N hanno sottolineato il profondo riorientamento delle priorità geografiche, settoriali e finanziarie della cooperazione internazionale che tale strategia rappresenta. È stata inoltre discussa la nuova ripartizione delle competenze tra la DSC e la SECO ed è stato evidenziato il rischio di una perdita di know-how e delle reti di contatti. Altri membri della Commissione hanno accolto con favore un progetto che risponde alle mutevoli esigenze nel settore dell'aiuto umanitario e hanno posto in risalto i partenariati esistenti con il settore privato, che a loro avviso sono efficienti.

Al termine del dibattito, con 14 voti contro 10 e 1 astensione la Commissione ha deciso di inviare una lettera al Consiglio federale in cui lo invita a non anticipare le decisioni dell'Assemblea federale, la quale si pronuncerà in occasione della deliberazione sul messaggio relativo alla futura strategia di cooperazione internazionale. La maggioranza della CPE-N ritiene che un eventuale ritiro totale o parziale da singoli Paesi, così come i cambiamenti sostanziali tra cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario, debbano essere decisi nell'ambito della deliberazione parlamentare ordinaria sulla strategia di cooperazione internazionale 2029-2032. A tal fine, la maggioranza chiede che la ridefinizione delle priorità e la ridistribuzione dei fondi in questo contesto siano oggetto di una discussione approfondita, condotta sulla base di informazioni specificamente richieste. Secondo la minoranza, il processo parlamentare offrirà comunque, a tempo debito, la possibilità di pronunciarsi su questo tema, pertanto la proposta sarebbe superflua.

Conformemente all'articolo 152 capoverso 3 della legge sul Parlamento, la Commissione è stata consultata sull'anteprima dell'81a Assemblea generale delle Nazioni Unite. La discussione era stata avviata in giugno e in quell'occasione la CPE-N aveva deciso di proseguire l'audizione ad agosto. Ha chiesto che le venisse presentato l'ordine del giorno concreto dell'Assemblea generale e illustrate le posizioni della Svizzera al riguardo e in merito all'elezione del nuovo Segretario generale dell'ONU. Con 16 voti a favore e 7 astensioni, la Commissione ha approvato le direttive e ha ribadito l'importanza del multilateralismo per affrontare le questioni globali, nonché il ruolo c​entrale svolto dalla Ginevra internazionale in questo contesto. Ha inoltre accolto con favore gli sforzi volti a riformare il sistema delle Nazioni Unite.

Con 14 voti contro 9 e 1 astensione, la CPE-N ha accolto la proposta sulla mozione di commissione Espellere sistematicamente le spie (26.4069). La maggioranza della Commissione constata che la minaccia costituita dallo spionaggio straniero è aumentata notevolmente negli ultimi anni e tocca diversi settori. In considerazione di questa minaccia crescente e al fine di garantire la sicurezza della Svizzera, è indispensabile rafforzare la capacità di difesa del Paese.

Conformemente all'articolo 152 capoverso 3 della legge sul Parlamento, la CPE-N è stata consultata in vista della 31a Conferenza delle Parti (COP 31) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma ad Antalya, in Turchia. Dopo un'approfondita discussione sull'efficacia della COP e sul ruolo della Svizzera, la Commissione ha esaminato una proposta intesa a rendere più ambiziosa la posizione svizzera in materia di finanziamenti per il clima. La proposta è stata respinta con 14 voti contro 9. Con 16 voti contro 9, la Commissione ha infine approvato il mandato negoziale senza apportarvi modifiche.

In seguito, la Commissione ha esaminato e preso atto del rapporto relativo al postulato Revisione della legge federale sulle misure economiche esterne (Po. CPE-N 23.4320). Nell'ambito delle attualità di politica economica estera, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha informato la Commissione in merito alla conclusione dei negoziati con la Cina concernenti l'ottimizzazione dell'accordo di libero scambio. Inoltre, la Commissione ha affrontato la questione delle violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione palestinese da parte di coloni israeliani estremisti e, con 15 voti contro 8 e 1 astensione, ha respinto una mozione di commissione che chiedeva di riprendere le sanzioni imposte dall'UE il 28 maggio 2026.

Nell'ambito delle attuali questioni di politica europea, la Commissione ha deciso con 13 voti contro 9 di inviare una lettera al Consiglio federale nella quale si intende ricordare in modo inequivocabile all'Esecutivo di attuare i mandati parlamentari pendenti riguardanti la partecipazione della Svizzera al programma Copernicus.

La Commissione ha poi affrontato la questione riguardante il diritto per i rifugiati economici di richiedere l'asilo; con 14 voti contro 10 e 1 astensione ha respinto una proposta relativa a una mozione di commissione che avrebbe incaricato il Consiglio federale di limitare tale diritto.

La Commissione si è occupata in modo approfondito della situazione umanitaria in Sudan. A tal proposito ha respinto, con 13 voti contro 9 e 1 astensione, una proposta relativa a una mozione di commissione che avrebbe incaricato il Consiglio federale di adottare immediatamente e integralmente le sanzioni applicate dall'UE contro l'economia di guerra sudanese e di adeguare, di conseguenza, l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti del Sudan.

Con 13 voti contro 8 e 4 astensioni, la CPE-N ha dato seguito all'iniziativa parlamentare della CPE-S 25.443 Approvazione delle due Camere per l'istituzione e la cura di relazioni internazionali dell'Assemblea federale con istituzioni di altri Stati. La maggioranza della Commissione, al pari della Commissione omologa del Consiglio degli Stati, ritiene che sia necessario intervenire per migliorare il coordinamento tra le due Camere nei rapporti con i parlamenti monocamerali e con i parlamenti che non sono parlamenti nazionali di Stati riconosciuti dalla Svizzera. La minoranza della Commissione ritiene che questo progetto comporti un aumento della burocrazia nelle relazioni esterne del Parlamento.

Il 22 agosto 2025 l'Ufficio del Consiglio nazionale ha deciso di adottare un'iniziativa di commissione che prevede l'istituzione di unadelegazione permanente per le relazioni con il Parlamento degli Stati Uniti d'America (25.463). L'Ufficio del Consiglio degli Stati ha approvato questo progetto il 14 novembre 2025. Poiché il tema rientra nella competenza delle Commissioni della politica estera, l'Ufficio del Consiglio nazionale si è rivolto alla CPE-N per l'elaborazione del progetto di atto legislativo. Quest'ultima ha esaminato approfonditamente l'iniziativa parlamentare e, con 20 voti contro 1 e 4 astensioni, ha deciso che non sussiste alcuna necessità di fondo di istituire una delegazione permanente per le relazioni con il Parlamento statunitense. La Commissione ritiene che l'istituzione di una nuova delegazione permanente per un determinato Paese costituirebbe un precedente e comporterebbe la richiesta di istituire altre delegazioni permanenti per curare le relazioni con altri Paesi. La Commissione propone invece di esaminare se i gruppi di amicizia parlamentari esistenti debbano essere sostenuti con mezzi finanziari e risorse supplementari.

Dal 2023, nella legge federale su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo è sancita un'istituzione nazionale indipendente per i diritti dell'uomo. La CPE-N ha sentito alcuni rappresentanti di tale Istituzione nazionale per i diritti dell'uomo (INDU) in merito al lavoro da essa svolto nell'ambito dei poli di ricerca prioritari e ne ha discusso il finanziamento. Con 12 voti contro 11 e 1 astensione è stata approvata una proposta che chiede che la Commissione invii una lettera alla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale affinché prenda in considerazione un adeguato aumento del credito corrispondente nel preventivo 2027.



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