02/17/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/17/2026 10:27
DOPO DUE ANNI DI CONSOLIDAMENTO (2023:0%; 2024: -0,5%), IL MADE IN ITALY CRESCE DEL 3,3% E RAGGIUNGE €643 MLD. L'EUROPA CRESCE (+4,2%) PIÙ DELL'EXTRA EUROPA (+2,4%). FARMACEUTICA (+28,5%) E METALLI (+9,8%) COMPENSANO UNA IMPORTANTE RIDUZIONE DELL'EXPORT DELL'ENERGIA (-9,7%). BENE AGROALIMENTARE (+4,9%) ANCHE SE IN LEGGERO RALLENTAMENTO NEGLI ULTIMI MESI CHIUDE CON UN RECORD DI 72MLD. E LA MODA PERDE SOLO l'1,9%. STATI UNITI RALLENTANO MA CHIUDONO A +7,2% GERMANIA, PRIMI SEGNALI DI RIPRESA FANNO BEN SPERARE: +2,3%.
«Dopo due anni di consolidamento in un contesto avverso e nonostante i dazi, il cambio euro dollaro, i conflitti bellici e tutte le criticità attuali, l'export del Made in Italy chiude il 2025 con un valore di 643 miliardi, in crescita del 3,3% rispetto all'anno precedente. Un risultato che appare particolarmente significativo tanto nel confronto con la performance dell'UE (+2,2%), e con quella dei suoi principali esportatori (+0,9% la Germania, +2,0% la Francia, in leggero ripiegamento Belgio e Spagna), quanto con quello dei principali esportatori mondiali (+0,9% la Cina, stabile il Giappone, in leggera flessione la Corea del Sud).
Nel 2025 il bello e ben fatto italiano dimostra di essere più forte degli ostacoli tanto nei confini europei (+4,2%) quanto al di fuori (+2,4%). La farmaceutica è il settore che ha portato il contribuito più ampio alla crescita: 2,5 dei 3,3 punti di incremento complessivo provengono da questo settore; seguono i metalli e prodotti in metallo e l'agroalimentare, con rispettivamente 1 e 0,5 punti del totale. L'export di prodotti agroalimentari (+4,9% la variazione 2025/2024) si è attestato a 72,4 miliardi, quello della meccanica si conferma a poco meno di 100 e quello del tessile, abbigliamento e calzature si è ridotto dell'1,9%, attestandosi a 60,8 miliardi.
Dicembre 2025 (+4,9% rispetto a dicembre 2024) ha contribuito con 2,4 miliardi ai 20,4 miliardi di incremento dell'export sull'intero 2024: di questi 13,2 si sono prodotti nei mercati UE (+4,2%) e 7,2 nell'extra UE (+2,4%). Il mercato UE più dinamico è stato la Spagna (+10,2%), seguita da Polonia, Austria e Francia; dopo due anni di flessione sono tornate a crescere anche le vendite verso la Germania (+2,3%), principale mercato di destinazione del nostro export. Tra gli europei non UE, sale la Svizzera (+16,3%) e scendono la Turchia (-23,1 complessivamente, -4,6% se escludiamo la gioielleria) e la Russia (-15,4%).
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il 2025 si chiude con un +7,2%, sintesi di una crescita molto sostenuta nella prima parte dell'anno e di un deciso rallentamento nella seconda. L'andamento delle vendite verso gli USA andrà monitorato attentamente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi considerando le incertezze legate ai dazi e al cambio euro/dollaro. Sfiora il 10% la crescita dell'export in India (+9,4%), mentre si riduce del 6,6% il valore delle vendite in Cina, nonostante un ultimo trimestre in territorio positivo.
È fondamentale proteggere i contratti acquisiti negli Usa e diversificare nel resto dei mercati globali. In questo senso il Piano d'azione per l'export, promosso dal MAECI e dal Ministro Antonio Tajani, rappresenta una leva fondamentale per sostenere le imprese nei mercati esteri, insieme a resto del Sistema Paese. Il Governo sta spingendo molto sulla crescita dell'export destinando importanti risorse: dobbiamo trasformarle in azioni concrete, potenziando fiere, collettive estere, uffici nel mondo e attività di business matching, a beneficio soprattutto delle piccole e medie imprese».