01/20/2026 | Press release | Distributed by Public on 01/20/2026 10:44
Il TAR Liguria ha dato ragione alle associazioni e ha annullato la delibera della Regione Liguria che autorizzava la caccia in deroga a fringuello e storno per la stagione venatoria 2025/2026 salvando così decine di migliaia di fringuelli e storni.
La delibera della Giunta regionale del 10 luglio scorso, proposta dal presidente Marco Bucci prevedeva (in deroga alla normativa statale ed europea) l'abbattimento a scopo ricreativo di 25.984 fringuelli e 11.058 storni, specie protette e non cacciabili. Il ricorso, presentato dalle associazioni LAC, LAV, LIPU, LNDC, ENPA e WWF, difese dall'avv. Claudio Linzola, ha portato i giudici amministrativi a dichiarare illegittimo il tentativo di autorizzare una vera e propria mattanza, che avrebbe dovuto svolgersi tra il 1° ottobre e il 16 novembre.
Un principio importante
Secondo il TAR, la Regione ha violato la Direttiva Uccelli (2009/147/CE) e la legge nazionale (157/1992). In particolare, il TAR ha affermato un principio di grande rilievo: la caccia con fucile a fini ricreativi non può essere considerata un "impiego misurato" di specie protette, come richiesto dall'art. 9 della Direttiva Uccelli.
La sentenza chiarisce inoltre che le motivazioni culturali, tradizionali o gastronomiche non sono giuridicamente idonee a giustificare una deroga al divieto di caccia, né può essere eluso il requisito fondamentale dell'assenza di soluzioni alternative soddisfacenti, che in questo caso il TAR ha escluso, ricordando che l'attività venatoria può svolgersi su specie cacciabili.
La Regione Liguria è stata inoltre condannata al pagamento delle spese di giudizio, per un importo complessivo di circa 6.500 euro.
"No a scorciatoie politiche"
«Questa decisione - dichiara il WWF - ristabilisce un principio essenziale: le deroghe non possono trasformarsi in scorciatoie politiche per aggirare la tutela della biodiversità. La Direttiva Uccelli tutela le specie selvatiche come patrimonio comune e ammette eccezioni solo in casi davvero straordinari e per interessi pubblici prevalenti, non certo per mantenere pratiche venatorie amatoriali o alimentare scambi di favori per favorire carriere politiche».
Il WWF sottolinea come la sentenza rappresenti un precedente importante anche per altre regioni, richiamate al rispetto rigoroso del diritto europeo e del principio di precauzione, e ribadisce che la conservazione dell'avifauna non può essere subordinata a pressioni elettorali o a consuetudini locali.