06/18/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/18/2026 06:58
(Arv) Venezia, 18 giugno 2026
"Mentre c'è chi resta prigioniero di una nostalgica archeologia ideologica e preferisce fare processi alla storia di due secoli fa, noi scegliamo di amministrare il presente e di dare risposte e opportunità di sviluppo culturale e turistico ai territori veneti. È evidente che il collega Lovat non abbia concepito lo spirito della proposta Pdl 58 sulla valorizzazione del Museo Diffuso del Risorgimento, che è il risultato del lavoro e dell'impegno delle nostre amministrazioni locali sul territorio e che coinvolge sessanta enti locali. Il compito degli amministratori è quello di promuovere e valorizzare le realtà locali, non ignorarle e sminuirle in maniera ideologica". Così i consiglieri regionali Filippo Rigo (Lega-LV) e Morena Martini (Stefani Presidente) che replicano "duramente alle dichiarazioni del consigliere Davide Lovat, di Resistere Veneto, espresse a margine della seduta della Commissione cultura. Lovat pretende di stabilire quali siano gli argomenti 'vietati' a chi milita nella Lega, dimenticando che il pragmatismo leghista si misura sui bisogni dei cittadini, non sui tribunali dell'ortodossia teorica. Lasciare i monumenti, i sacrari e le nostre colline all'abbandono per fare un dispetto ideologico non è identitarismo: è autolesionismo. Significa penalizzare il decoro e l'attrattività dei nostri stessi paesi".
"Entrando nel merito della proposta e portando esempi pratici del modello di valorizzazione proposto - spiegano i due consiglieri - se applicassimo la logica del collega Lovat, avremmo dovuto radere al suolo le trincee del Monte Grappa o i forti dell'Altopiano di Asiago. Anche la Grande Guerra fu il culmine di un processo statale e centralista che portò fame e distruzione. Eppure, nessuno oggi accusa la Regione di 'nazionalismo trito' quando finanzia il recupero di quei luoghi. Lo abbiamo fatto, e continuiamo a farlo, per il sacro rispetto dei caduti, per la memoria storica e perché quei siti oggi sono meta di un turismo storico ed europeo che dà respiro alle nostre comunità. Lo stesso identico principio di rispetto si applica al Mudri: i nostri amministratori locali, i nostri artigiani, i nostri commercianti e i nostri agricoltori non ci chiedono guerre di religione sui libri di storia, ma opportunità di marketing territoriale. Questo progetto di legge significa creare percorsi ciclopedonali, valorizzare i monumenti e i territori esclusi dai grandi flussi turistici creando un indotto economico reale per le attività economiche ed infine per la promozione dei nostri prodotti tipici quelli a marchio Igp e Docg".
"Questa è l'autonomia che ci piace: quella che prende ciò che il territorio possiede, anche le ferite o le stratificazioni della storia e le trasforma in valore per i Veneti. Chi preferisce i rancori dell'Ottocento si accomodi pure; noi continuiamo a lavorare per il futuro del Veneto", concludono Rigo e Martini.