Università Cattolica del Sacro Cuore

07/01/2026 | News release | Distributed by Public on 07/01/2026 08:36

La via italiana del dialogo interreligioso

Il 25 giugno scorso, nella cornice dell'Ara Pacis a Roma, i rappresentanti delle principali comunità religiose presenti in Italia hanno sottoscritto il Patto La via italiana del dialogo interreligioso. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale. Successivamente, nel corso della presentazione ufficiale al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il proprio apprezzamento per il documento, sottolineando come le diverse tradizioni religiose possano contribuire, attraverso il dialogo, alla promozione del bene comune e al rafforzamento della convivenza democratica. Promossa nell'ambito del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, l'iniziativa segna un passaggio significativo nel dialogo interreligioso del nostro Paese.

Definito dal presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, "un contributo serio e sperimentato", il documento individua alcuni impegni concreti: promuovere la cultura dell'incontro, contrastare ogni forma di discriminazione, radicalizzazione e violenza, educare alla cittadinanza, favorire la conoscenza reciproca e sviluppare percorsi di collaborazione. Emblematica, in tal senso, l'affermazione con cui i firmatari dichiarano di condividere «l'importanza di agire insieme per il Bene comune, certi della rilevanza del dialogo interreligioso per lo sviluppo della società italiana».

Al di là del suo indubbio valore civile e istituzionale, La via italiana del dialogo interreligioso può essere letto come una significativa declinazione del percorso inaugurato dal Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019 da papa Francesco e dal Grande Imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyib (per un approfondimento si veda anche Il Documento di Abu Dhabi tra riflessione e ricerca, pubblicato su Secondo Tempo). Se quel testo invita ad «adottare la cultura del dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio», il documento sottoscritto all'Ara Pacis sembra tradurre quei principi nella realtà italiana, facendo della fraternità non soltanto un ideale etico, ma una concreta responsabilità condivisa. In questa prospettiva, il Patto rappresenta anche un significativo cambio di paradigma nel modo di intendere il dialogo interreligioso. Non più soltanto occasione di conoscenza reciproca o strumento per prevenire i conflitti, ma spazio di corresponsabilità nel quale le comunità religiose, senza rinunciare alla propria identità, si riconoscono interlocutori affidabili nella promozione della pace, della giustizia sociale e della dignità di ogni persona. La fraternità umana cessa così di essere un principio astratto per diventare un criterio operativo di cittadinanza condivisa.

In un tempo segnato da guerre, polarizzazioni e crescenti tensioni identitarie, il pluralismo religioso continua a essere percepito, non di rado, come un fattore di divisione. La via italiana del dialogo interreligioso propone invece una prospettiva diversa: riconoscere le differenze religiose come una ricchezza capace di generare fiducia, collaborazione e coesione sociale. In questo senso, restituisce alle religioni una presenza nello spazio pubblico non come fattore identitario o rivendicativo, ma come risorsa educativa, culturale e sociale al servizio dell'intera comunità nazionale. Una prospettiva che trova oggi un'ulteriore consonanza anche nel magistero di papa Leone XIV che, nella sua prima enciclica, Magnifica humanitas, invita a «edificare insieme, trasformando la diversità in una risorsa e facendo dell'ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità». Più che un punto di arrivo, il Patto sembra così indicare un metodo: fare del dialogo non soltanto un ideale da affermare, ma una responsabilità condivisa da vivere, affinché la fraternità umana trovi espressione concreta nella vita delle comunità religiose e della società civile.

Nella foto in alto
il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
incontra i rappresentanti delle comunità religiose
in occasione della sottoscrizione del Patto
"La via italiana del dialogo interreligioso"

© Quirinale.it

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