02/04/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/04/2026 09:34
(Arv) Venezia, 4 febbraio 2026
"A Ceggia si stanno effettuando visite in spazi impropri, come gli spogliatoi di un palasport trasformati in un vero e proprio "ambulatorio di fortuna". Si tratta di un segnale grave del livello di sofferenza in cui è stato lasciato il territorio. Non è un episodio folkloristico: è l'effetto concreto della carenza di medici, della mancanza di programmazione e di un'organizzazione che scarica sui cittadini il prezzo delle scelte regionali". Così la consigliera regionale del Partito Democratico Monica Sambo che spiega: "Il Comune di Ceggia, e altri del Veneto Orientale, negli ultimi anni ha visto un progressivo depauperamento dell'offerta sociosanitaria territoriale e attualmente conta solo un medico di base di stanza in paese, che opera anche a Eraclea. Di fatto, solo un cittadino su cinque può usufruire del medico di base in paese, mentre gli altri sono costretti a rivolgersi a professionisti di altri comuni o a soluzioni alternative come quella, inadeguata, in atto presso il palasport".
"Per questo - annuncia Sambo - verrà depositata un'interrogazione alla Giunta regionale e all'assessore alla sanità per chiedere chiarimenti e interventi immediati. Nell'atto si chiede in particolare: quali siano le cause organizzative e strutturali che hanno portato all'utilizzo di spazi non adeguati per le visite; quali misure urgenti la Regione intenda adottare per ripristinare condizioni dignitose e sicure per operatori e utenti; quale sia il quadro della carenza di medici nell'area e quali strumenti concreti siano stati messi in campo per colmare i vuoti; quali standard e controlli vengano applicati per garantire prestazioni sanitarie in luoghi idonei sotto il profilo igienico-sanitario, logistico e della privacy. È inaccettabile che nel 2026, in una delle regioni più ricche d'Italia, si debba ricorrere a soluzioni emergenziali che mettono in discussione dignità del servizio, riservatezza e sicurezza. La sanità territoriale non può essere trattata come un problema secondario: la Regione ha il dovere di garantire presidi e personale con una vera progettualità, non di rincorrere l'emergenza".
"Auspichiamo che Regione, Comune e Ulss 4 valutino assieme soluzioni concrete per i cittadini, che non siano rattoppi di breve periodo, ma interventi strutturali capaci di guardare al futuro" conclude Sambo.