Regione Veneto

06/18/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/18/2026 09:30

Dissesto idrogeologico, assessore Venturini: “Oltre 20 mln per il Veneto, si concretizza il lavoro di programmazione della Regione”

18 giugno 2026

Comunicato n° 1057

(AVN) - Venezia, 18 giugno 2026

«L'assegnazione di oltre 20 milioni di euro al Veneto per interventi contro il dissesto idrogeologico rappresenta un risultato importante che concretizza il lavoro di ricognizione, pianificazione e programmazione svolto dalla Regione insieme alle strutture tecniche competenti».

Lo dichiara l'assessore regionale all'Ambiente e alla Protezione Civile Elisa Venturini commentando il piano di finanziamenti del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica destinato al Veneto.

«Con questo finanziamento prende forma un percorso avviato da tempo per individuare le opere più efficaci nella riduzione del rischio idraulico e candidarle ai programmi nazionali. Gli interventi sono stati inseriti nel portale ReNDiS e valutati secondo i criteri e gli indici di priorità definiti dal Ministero, che hanno consentito di individuare le opere con il maggiore impatto in termini di sicurezza del territorio. È un lavoro spesso poco visibile, ma fondamentale per trasformare le esigenze delle comunità in interventi finanziati e realizzabili».

«Il programma interessa l'intero Veneto e comprende opere strategiche per la prevenzione del rischio idrogeologico. Penso all'area di laminazione di valle dello scolo Rialto a Torreglia, che potrà contare su un finanziamento di quasi 5,5 milioni di euro, alle casse di espansione del bacino del Marzenego a Trebaseleghe per oltre 3 milioni di euro e agli interventi di messa in sicurezza idraulica del torrente Avenale-Muson tra Castelfranco Veneto e Castello di Godego. Si tratta di opere attese che consentiranno di aumentare la capacità del territorio di gestire eventi meteorologici sempre più intensi e frequenti».

«Particolarmente rilevanti sono inoltre gli interventi previsti sulla foce dell'Adige tra Chioggia e Rosolina, quelli sul torrente Longhella tra Marostica e Nove, sul sistema LEB a Cologna Veneta e le opere di consolidamento e regimazione idraulica distribuite nelle diverse province venete. È una programmazione che guarda all'intero territorio regionale, con l'obiettivo di intervenire sulle situazioni più critiche e ridurre in modo concreto il rischio per cittadini, imprese e infrastrutture».

«Ora si apre la fase attuativa. Alcuni interventi dispongono già di livelli progettuali avanzati, mentre altri dovranno completare il percorso di progettazione e affidamento. È quindi realistico prevedere che i principali cantieri possano entrare nel vivo nel corso del 2027 e che le opere più complesse richiedano tempi di realizzazione superiori all'anno. L'importante è che oggi siano disponibili le risorse necessarie e che sia stato definito un percorso concreto per rafforzare la sicurezza idraulica del Veneto. La differenza tra un territorio che va sott'acqua e uno che riesce a contenere gli effetti di un evento estremo non dipende dalla fortuna, ma dalla programmazione. Dipende dalle opere realizzate, dalla manutenzione, dalla capacità di pianificare per tempo gli interventi necessari. È questo il lavoro che la Regione sta portando avanti e che oggi trova una concreta attuazione attraverso questi finanziamenti. La prevenzione resta la nostra migliore alleata per proteggere cittadini, imprese e comunità locali».

(allegate immagini dell'intervento di Torreglia)

(DIFESA DEL SUOLO)

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