07/03/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/03/2026 06:16
(Arv) Venezia, 3 luglio 2026
"Da mesi continuiamo a porre una domanda molto semplice: con quali magistrati, cancellieri e risorse si pensa di aprire il nuovo Tribunale della Pedemontana? Finora non è arrivata una risposta convincente. Per questo riteniamo che la Regione debba impegnarsi innanzitutto per ottenere dal Governo più risorse per la giustizia e un piano straordinario di assunzioni per rafforzare gli organici dei tribunali veneti". Lo dichiarano i consiglieri regionali del Partito Democratico, Andrea Micalizzi, vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni Manildo, capogruppo e Antonio Dalla Pozza vicecapogruppo.
"Il confronto che si è sviluppato in questi giorni - osserva Micalizzi - dimostra che il tema della giustizia non può essere affrontato come una bandiera di partito. Quando lavoratori, organizzazioni sindacali, magistrati, avvocati, amministratori locali e consiglieri regionali appartenenti a forze politiche diverse pongono lo stesso problema, crediamo che la politica abbia il dovere di fermarsi ad ascoltare. Si tratta di un patrimonio di competenze e di esperienza che non può essere liquidato come una difesa corporativa".
"Il centrodestra - ricorda Manildo - porterà in Consiglio regionale una risoluzione per sostenere l'istituzione del Tribunale della Pedemontana. Rispettiamo questa posizione, ma continuiamo a ritenere che oggi la priorità sia un'altra: concentrare tutte le energie per garantire il pieno funzionamento dei tribunali esistenti. Lo affermo anche in veste di avvocato che conosce bene la situazione in cui versa oggi la giustizia in Veneto".
"Puntuale come un orologio, si avvicinano le elezioni politiche, e si torna a parlare di Tribunale della Pedemontana. Cinque anni di governo - dichiara Antonio Dalla Pozza -evidentemente non sono bastati. La questione non è di essere contro Bassano o la Pedemontana, ma di guardare in faccia la realtà: finché i tribunali del Veneto continueranno a registrare scoperture di personale fino al 30 o al 40%, il primo obiettivo deve essere quello di colmare queste carenze e di far funzionare di nuovo gli uffici. Un'esigenza invocata da cittadini e imprese, con i sindaci dell'Alto Vicentino che chiedono ascolto e condivisione delle scelte, e non vogliono pagare sulla propria pelle queste inefficienze di cui il Governo è responsabile".
"Ci auguriamo - concludono Micalizzi, Manildo e Dalla Pozza - che su questo obiettivo concreto per una maggiore efficienza, e non sulla discussione strumentale di nuovi presidi, possa costruirsi un fronte ampio e trasversale".