03/03/2026 | News release | Distributed by Public on 03/03/2026 04:37
"Quando succedono tragedie come la morte di un bambino di due anni, bisognerebbe solo tacere e lasciare che i magistrati e tutti gli organi competenti facciano il proprio lavoro, perché la famiglia colpita dalla tragedia merita verità, vicinanza e soprattutto rispetto. Non è decoroso rilasciare dichiarazioni che gettano dubbi sull'operato di un'intera comunità di professioniste e professionisti". Così la Funzione Pubblica CGIL commenta le dichiarazioni del Presidente FNOMCEO, Filippo Anelli, rilasciate a La Stampa lo scorso 28 febbraio, secondo cui la tragedia della morte del piccolo Domenico possa dipendere anche dall'attribuzione di competenze agli infermieri.
"Avremmo preferito non esprimerci - prosegue il sindacato - ma se non corrette o smentite, le dichiarazioni di Anelli rappresentano una posizione grave e di sterile difesa corporativa. Insinuare nei cittadini il dubbio è un atto irrispettoso del lavoro che infermieri e professionisti sanitari svolgono ogni giorno con dedizione e spesso in condizioni difficili. E rischia di alimentare in modo irresponsabile un sentimento di sfiducia di cui nessuno sente il bisogno. Probabilmente sfugge al Presidente Anelli - aggiunge la Fp Cgil - che per il trapianto in Italia si opera secondo standard nazionali sotto il coordinamento della Rete Nazionale Trapianti, che coinvolgono tutta l'equipe".
"Tragedie come quelle di cui stiamo parlando meritano verità e non strumentalizzazioni, senza dimenticare mai le migliaia di vite che tutto il SSN (non solo i medici, la cui stragrande maggioranza è peraltro del tutto conscia del valore del lavoro in equipe) con abnegazione e senso di responsabilità ogni giorno salvano in silenzio", conclude la Funzione Pubblica CGIL.