01/16/2026 | News release | Distributed by Public on 01/16/2026 03:18
L'archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare è uno scrigno di preziose informazioni che il passar del tempo continua a restituire. In questo caso, recenti approfondimenti hanno svelato e permesso di divulgare segreti militari rimasti celati per novant'anni. Si tratta della prima sperimentazione in mare della torpedine semovente, questo il nome originale, poi rinominato Siluro a Lenta Corsa (S.L.C.) e passata dalla storia alla leggenda come "maiale".
Le ricerche effettuate, infatti, hanno permesso di spostare indietro nel tempo, precisamente al 1935, nonché di ricollocare presso Porto Santo Stefano, il programma d'addestramento dei primi operatori subacquei della Regia Marina e soprattutto dei mezzi e dei materiali, tra i quali i primi due prototipi di torpedine semovente.
Tali attività addestrative erano ricondotte e tramandate alla sola area del "Serchio", o meglio la foce del fiume Serchio (Vecchiano - Pisa). Località tenuta sempre nel più assoluto segreto dove, in seguito, proseguiranno gli estenuanti e rischiosi addestramenti degli incursori iniziati sul finire degli anni Trenta e proseguiti nei primi anni della Seconda guerra mondiale.
Porto Santo Stefano accolse molti di questi uomini di mare e degli abissi ancora nella fase sperimentale. Questi stessi uomini sin dalla fine del 1936 e anni dopo, alle soglie ormai della guerra, ripresero con maggiore intensità le esercitazioni a Bocca di Serchio e furono definiti come "i vecchi di Porto Santo Stefano".
Tra loro, un nome su tutti Teseo Tesei che avrebbe riempito pagine di libri di storia navale, alla cui figura oggi è intitolato il Comando Subacquei e Incursori della Marina Militare (COMSUBIN).
I primi test sulle torpedini semoventi, avvennero nel tratto di mare prospicente la costa settentrionale dell'Argentario tra il piccolo paese toscano e il tombolo della Giannella, poi a La Spezia e Bocca di Serchio. Nello specifico: dieci i periodi tra il 1935 e il 1936: Porto Santo Stefano (otto periodi): 1° ottobre-7 ottobre 1935; 27 ottobre - 10 novembre; 12 - 20 dicembre 1935; 7 - 14 gennaio 1936; 27 febbraio - 15 marzo 1936; 29 marzo - 6 aprile 1936; 11 - 26 maggio 1936; 15 giugno - 1° luglio 1936. La Spezia (un periodo): 15 aprile - 8 maggio 1936; Bocca di Serchio (un periodo): 25 luglio - 15 agosto 1936.
Curiosità e passione mi hanno spinto ad approfondire e scoprire maggiori dettagli sui primi periodi di esercitazione, quelli tra l'ottobre del 1935 e il luglio del 1936 avvenuti nel mare di Porto Santo Stefano.
Come si svolsero le esercitazioni, quali gli obiettivi ottenuti? Ho provato a dare alcune risposte attraverso le preziose relazioni tecniche sugli addestramenti messemi a disposizione dai colleghi dell'Ufficio Storico della Marina.
Sarà il comandante del 1° Comando Sommergibili di La Spezia, capitano di fregata G. Catalano di Gonzaga Cirella che al termine di ogni periodo d'addestramento a cavallo tra il 1935 e il 1936 dattiloscriverà le relazioni per informare il Comando Sommergibili (Maricosom) allo Stato Maggiore Marina a Roma.
Sarà, appunto Porto Santo Stefano a fare da cornice al battesimo del mare alla torpedine semovente dopo le prove in vasca a La Spezia, ecco uno stralcio della relazione:
Relazione, 7-14 gennaio 1936
1°) Il 7 gennaio il Smg H-8 proveniente da Spezia è giunto alle 10.30 a Porto S. Stefano. A tale ora è giunta anche la R.N. Titano con a bordo la torpediniera semovente.
2°) Ho preso imbarco sul Smg H-8.
3°) La torpediniera semovente portata a Porto S. Stefano è il secondo esemplare costruito a cura di Marimuni S. Bartolomeo. L'apparecchio dopo l'allestimento era stato solamente provato in vasca. D'accordo con Marinarsen si era venuti alla determinazione, per ragioni di riservatezza, di seguire tutte le prove dell'apparecchio a Porto S. Stefano.
4°) Allo scopo di rendere il più segreto possibile lo svolgimento delle esperienze a Porto S. Stefano con la torpedine semovente ho dato le seguenti particolari disposizioni:
a) Esecuzione delle esperienze nello specchio d'acqua prospicente la località Tombolo a circa 2.500 metri per 34 ° da punta Liberatore. La costa in questa zona si riduce a una stretta striscia di terra che divide lo stagno Nord di Orbetello dal mare e non è normalmente frequentata da nessuno.
b) Giusto accordi con il Capitano dei RR. CC. di Orbetello durante le esperienze quattro RR.CC. hanno perlustrato la zona del Tombolo
c) La pesca è stata interdetta nella zona di mare fra il Pozzarello e il Tombolo.
d) Il semovente è stato sempre approntato nelle ore notturne e messo in mare dal Titano prima dell'alba.
e) Il Titano nei giorni in cui si sono svolte le esercitazioni ha dato fondo in località Pozzarello a circa 2 miglia dalla costa. Prima di alarlo a bordo, il semovente è stato sempre completamente ricoperto da tele.
f) Alle prove di esercitazioni hanno assistito soltanto ufficiali e sottufficiali di sicura fiducia, pertanto gli armamenti dei due automezzi e la spedizione del palombaro di soccorso, ridotte al minimo indispensabile, sono state costituite da ufficiali e sottufficiali.
…omissis…
Grazie a queste minuziose relazioni, un tempo ricoperte dal massimo segreto militare, sono emerse informazioni d'interesse che si aggiungono alla storiografia già nota. Ho ritenuto così far tornare indietro nel tempo il lettore, gli appassionati di mare e di Marina, facendolo letteralmente "immergere" sui sommergibili e i mezzi speciali nel mare trasparente di Porto Santo Stefano dove un tempo si realizzarono le pioneristiche gesta degli uomini della Regia Marina.
Nelle immagini: foto dimostrative del S.L.C. (anni '40); S.L.C. originale impiegato da Tesei Teseo a Gibilterra il 30 ottobre 1940 oggi conservato nella Sala degli Eroi a COMSUBIN; S.L.C. particolare strumentazione; foto di Porto Santo Stefano (anni '30).
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