09/11/2026 | Press release | Archived content
«Agricoltura, alimentazione e salute sono elementi di un'unica filiera, da mettere al servizio dello sviluppo dell'Abruzzo e del benessere dei cittadini. Sostenere la produzione agricola significa investire nella qualità del cibo, nella vitalità dei territori e nella salute delle persone. Dobbiamo valorizzare le nostre eccellenze, ma anche rendere un'alimentazione sana e di qualità accessibile a tutti, comprese le fasce meno abbienti».
Lo ha dichiarato il vicepresidente della Giunta regionale e assessore all'Agricoltura, Emanuele Imprudente, a margine del convegno "Agricoltura, Alimentazione e Salute: Approcci Integrati per la Valorizzazione delle Produzioni Agroalimentari", ospitato oggi nella Sala Rivera di Palazzo Fibbioni, nell'ambito dell'Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.
L'incontro, promosso dal professor Paolo Ranalli, accademico dei Georgofili, d'intesa con il CREA di Pescara e con l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Abruzzo, ha riunito competenze scientifiche e tecniche per approfondire il rapporto tra produzione agricola, qualità del cibo e salute.
«Il ruolo dell'agricoltura viene troppo spesso trascurato nel dibattito pubblico e nelle scelte strategiche - ha sottolineato Imprudente -. È il settore dal quale dipende la produzione del cibo: deve garantire qualità, salubrità e tracciabilità, rispondendo anche alle possibilità economiche dei cittadini. Il confronto tra i tecnici della Regione e i ricercatori del CREA ci aiuta a tradurre questi obiettivi in indirizzi concreti. Nell'anno della Capitale italiana della Cultura, significa anche fare cultura del cibo, della prevenzione e della ricerca».
La direttrice del Dipartimento Agricoltura, Elena Sico, ha illustrato gli strumenti della Politica agricola comune e del Complemento di sviluppo rurale. Hanno contribuito ai lavori inoltre, per la Regione Abruzzo, Antonio Rocco Zinni, Fabio Pietrangeli e Nadia Di Bucchianico; per il CREA, Domenico Rongai e Maria Gabriella Di Serio, e gli accademici dei Georgofili Paolo Ranalli e Silverio Pachioli. Le relazioni hanno approfondito le misure agroambientali, l'agricoltura biologica, il miglioramento genetico vegetale e la difesa sostenibile delle colture, con particolare attenzione all'olivicoltura e alla viticoltura abruzzesi.
«Accanto agli interventi della programmazione fino al 2027, abbiamo già cominciato a lavorare alla strategia per il periodo 2028-2034 - ha proseguito il vicepresidente -. Vogliamo sostenere le aziende che investono in produzioni sane e di qualità, valorizzando il contributo della ricerca e il patrimonio dei nostri territori. I prodotti agricoli sono alla base della dieta mediterranea e della cucina italiana: il riconoscimento dell'Unesco rappresenta un'ulteriore opportunità per far conoscere questo legame e rafforzarlo».
«Attraverso la programmazione regionale e la futura Politica agricola comune - ha concluso Imprudente - vogliamo accompagnare le imprese in questo percorso. L'agricoltura deve essere una priorità delle politiche di sviluppo anche per la sua capacità di mantenere vivi i territori e garantire presìdi nelle aree interne, unendo produzione, salute, identità e valorizzazione turistica».