02/17/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/18/2026 06:47
Interrogazione a risposta scritta 4-06418
GRIMALDI Marco
testo diMartedì 25 novembre 2025, seduta n. 571
GRIMALDI. - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Per sapere - premesso che:
l'Italia intrattiene con le autorità del Bahrein solide relazioni diplomatiche, istituzionali e commerciali e il 1° ottobre 2025 i due Paesi hanno siglato a Roma una nuova partnership strategica per la collaborazione e gli investimenti del valore di oltre un miliardo di euro. Secondo una nota congiunta diffusa dai due Governi, l'accordo mira a rafforzare e ad espandere in modo significativo la già solida cooperazione esistente tra le due nazioni in tutti i settori;
l'Italia e il Bahrein si sono impegnati a intensificare la collaborazione nel settore della difesa, sia a livello militare sia industriale, e in quello energetico, con un focus sulla sicurezza, la transizione ecologica e lo sviluppo di nuove tecnologie. Grande attenzione è stata data anche al settore delle infrastrutture, con l'obiettivo di esplorare ulteriori opportunità per le imprese italiane di contribuire allo sviluppo del regno del Golfo nei campi dell'edilizia, dei trasporti, del turismo e delle smart cities. L'intesa tocca anche ambiti cruciali come la sicurezza alimentare, la gestione delle risorse idriche e la cooperazione in ricerca e innovazione;
purtroppo in Bahrein si registrano continue violazioni dei diritti umani e, a partire dalla cosiddetta «primavera araba» del 2011, numerosi attivisti, difensori dei diritti umani e giornalisti sono stati arbitrariamente arrestati e imprigionati per aver partecipato a manifestazioni pacifiche: queste persone sono state arrestate arbitrariamente e condannate a seguito di processi iniqui basati esclusivamente su confessioni ottenute con la tortura;
tra i prigionieri ci sono Hassan Mushaima e il dottor Abduljalil Al-Singace, due anziani e importanti difensori dei diritti umani del Bahrein, che in carcere subiscono abusi, maltrattamenti e negligenza medica dal 2011 per aver esercitato il loro diritto alla libertà di espressione partecipando pacificamente alle proteste a favore della democrazia nel Bahrein;
secondo l'associazione non governativa «Americans for democracy & human rights», entrambi gli uomini soffrono di diverse patologie, per le quali le autorità del Bahrein negano loro le cure mediche necessarie, con il risultato che il dottor Al-Singace ha intrapreso uno sciopero della fame solido dal 2021. Sono stati tenuti in isolamento negli ultimi quattro anni, con contatti umani minimi e accesso limitato all'aria aperta;
nel 2022, come riportato anche in una intervista a Repubblica del figlio, Hassan Mushaima ha rifiutato la proposta giunta dalle autorità del Bahrein di terminare il suo ergastolo a patto di porre fine all'attivismo politico. Ora le sue condizioni e quelle di Al-Singace necessitano che siano rilasciati immediatamente e incondizionatamente e ricevano le cure mediche vitali che sono state loro negate per così tanto tempo -:
se non ritenga opportuno e urgente adottare iniziative di competenza presso le sedi internazionali utili per fare pressione sul Governo del Bahrein e ottenere il rigoroso rispetto dei diritti fondamentali di tutte le persone, comprese quelle detenute e supportare le ragioni della liberazione di Hassan Mushaima e Abduljalil Al-Singace.
(4-06418)
Risposta scritta pubblicata Martedì 17 febbraio 2026
nell'allegato B della seduta n. 617
4-06418
presentata da
GRIMALDI Marco
Risposta. - La tutela e la promozione dei diritti umani costituiscono un pilastro fondamentale dell'azione internazionale dell'Italia, che da sempre sostiene le persone e le comunità che vivono in contesti di crisi, laddove libertà e diritti fondamentali risultano gravemente minacciati da condotte repressive e violazioni sistematiche. L'elezione a membro del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite per il triennio 2026-2028 rappresenta, in tal senso, un riconoscimento concreto di questo impegno, del ruolo svolto dal nostro Paese nella difesa della dignità di ogni persona e della capacità di dialogo e mediazione della nostra diplomazia. Il mandato nel Consiglio offrirà ora nuovo slancio alle tradizionali priorità italiane: l'abolizione universale della pena di morte, la promozione della parità di genere, la tutela dei diritti dei bambini e delle persone più vulnerabili, la difesa della libertà di espressione e di religione, la lotta contro ogni forma di discriminazione.
La Farnesina segue pertanto con costante attenzione la situazione dei diritti umani in Bahrein. La questione viene affrontata regolarmente sia nel quadro delle interlocuzioni bilaterali sia nel contesto più ampio dei rapporti tra Unione europea e Bahrein, dove il confronto su tali tematiche è continuo e strutturato. Tra i principali temi oggetto di interlocuzione figurano il trattamento degli oppositori politici, dei dissidenti e dei difensori dei diritti umani, nonché le condizioni di detenzione nel Paese. Proprio nel quadro dei rapporti UE-Bahrein, dal 2016 è attivo un dialogo strutturato annuale sui diritti umani. In tali occasioni, l'Unione europea richiama con regolarità l'attenzione sul rispetto delle libertà di espressione, opinione e manifestazione pacifica, nonché sul rafforzamento dello Stato di diritto, dell'indipendenza della magistratura, del diritto a un giusto processo e sull'introduzione di una moratoria di fatto sulle esecuzioni capitali.
Negli ultimi anni, anche grazie al dialogo con la comunità internazionale, si sono registrati in Bahrein alcuni sviluppi positivi, quali l'istituzione nel 2009 di un ente nazionale per i diritti umani (National Institution for Human Rights - NIHR), e l'adozione, nel 2022, di un Piano d'azione quadriennale per i diritti umani, articolato su quattro ambiti d'intervento: diritti civili e politici; diritti economici sociali e culturali; diritti dei gruppi che necessitano cura prioritaria; diritti di solidarietà. Nel 2023 è stato inoltre istituito un comitato nazionale per i diritti umani, presieduto dal Ministro degli esteri e responsabile del coordinamento intergovernativo e del confronto con le organizzazioni nazionali ed estere, nonché della predisposizione dei rapporti previsti dagli accordi internazionali cui Manama ha aderito.
Abbiamo accolto con favore tali progressi, pur consapevoli della necessità di ulteriori miglioramenti, in particolare per quanto riguarda le libertà di espressione, associazione e stampa. In occasione del più recente esame del Bahrein nell'ambito della revisione periodica universale (UPR) del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite, svoltosi a Ginevra nel novembre 2022, le raccomandazioni formulate dall'Italia si sono concentrate su questi ambiti, oltre che sull'introduzione di una moratoria sulle esecuzioni capitali e sul rafforzamento delle misure di prevenzione della tortura, inclusa la ratifica del protocollo opzionale alla convenzione contro la tortura. Posizione sostenuta anche dall'Unione europea nel quadro della sessione autunnale del Consiglio diritti umani delle Nazioni unite in occasione del dibattito generale con l'alto commissario per i diritti umani delle Nazioni unite, Volker Turk.
Con riferimento al sistema penitenziario bahreinita, sono state adottate delle iniziative per migliorare la normativa carceraria e le condizioni di detenzione, in linea con gli standard internazionali. Negli ultimi due anni, più di 5.280 persone detenute hanno beneficiato della grazia reale, da ultimo quasi mille individui graziati in occasione della festa nazionale del Bahrein del 16 dicembre 2025. In tale contesto si inserisce l'adozione della legge n. 18 del 2017 in materia di pene alternative, che dal 2017 ha interessato più di diecimila persone, nonché della legge n. 21 del 2025 sulla giustizia correttiva minorile, che, modificando la precedente legge del 2021, ha elevato l'età della responsabilità penale a 15 anni e istituito «Tribunali di giustizia riparativa per minori» e «Comitati giudiziari per l'infanzia», con un approccio incentrato sulla riabilitazione, sulla protezione dagli abusi e sul reinserimento nella società. Queste riforme hanno portato il Paese a raggiungere uno dei tassi di recidiva più bassi a livello internazionale, pari a circa il 2,5 per cento, secondo quanto riportato dalle autorità locali.
Il Bahrein si distingue inoltre, nel contesto del Consiglio di cooperazione del Golfo, per la presenza di un «difensore civico» (Ombudsman) della polizia, incaricato di accogliere e analizzare le denunce di abusi attribuiti alle forze di polizia, nonché di vigilare sul trattamento e sulle condizioni di vita dei detenuti, e di un'unità investigativa speciale dedicata alle indagini sulle denunce di tortura e maltrattamenti.
Infine, posso assicurare che il Governo italiano segue con attenzione anche il caso, menzionato dall'Onorevole interrogante, dei cittadini bahreiniti Hassan Mushaima e Abduljalil Al-Singace, arrestati nel 2011 e condannati all'ergastolo nel 2013 per reati connessi ad un tentativo di rovesciamento dell'ordine politico e costituzionale. La nostra ambasciata a Manama ha sollecitato un incontro specifico con il Ministero degli affari esteri del Bahrein, durante il quale le autorità locali hanno assicurato che entrambi i detenuti ricevono cure mediche adeguate presso il centro di cura speciale di Muharraq e che la loro detenzione avviene nel rispetto della normativa nazionale vigente.
Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale continuerà a seguire con attenzione la vicenda e a vigilare sul rigoroso rispetto dei diritti fondamentali della persona e delle garanzie giuridiche procedurali, con particolare riguardo alle condizioni di detentive in conformità agli obblighi derivanti dalla normativa internazionale in materia di diritti umani.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale: Giorgio Silli.