Bundesversammlung

04/24/2026 | Press release | Distributed by Public on 04/24/2026 04:36

151a Assemblea dell’UIP a Ginevra (Svizzera)

Dibattito generale

Laurent Wehrli ha parlato a nome della Svizzera e nel suo discorso ha rammentato il quadro e gli obiettivi del diritto internazionale umanitario, evidenziando il ruolo delle Convenzioni di Ginevra del 1949 e dei loro protocolli aggiuntivi quale riferimento normativo. Ha posto l'accento sulla protezione dei civili, sulla necessità di garantire un accesso umanitario rapido e senza ostacoli, sul rispetto dei principi di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza, nonché sulla protezione del personale umanitario. Ha inoltre insistito sull'importanza di un sostegno finanziario prevedibile (stabile e duraturo) alle organizzazioni umanitarie, in particolare al Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e alle agenzie delle Nazioni Unite. Da ultimo ha evocato la responsabilità dei parlamenti di integrare gli obblighi del diritto internazionale umanitario nelle proprie legislazioni nazionali, di prevedere meccanismi di sanzione delle violazioni e di esercitare un controllo parlamentare sulle decisioni relative all'uso della forza, ai trasferimenti di armi o alle operazioni di pace. I contenuti emersi durante il dibattito generale sono sfociati nel testo della Dichiarazione di Ginevra adottata dall'Assemblea (F /E).

Oltre alla Dichiarazione, l'Assemblea ha adottato altri due testi.

Punto d'urgenza:

Quale punto d'urgenza, l'Assemblea ha adottato la risoluzione «Azione parlamentare contro la criminalità transnazionale organizzata, la cibercriminalità e le minacce ibride alla democrazia e alla sicurezza umana» (F/E). Riconoscendo l'interconnessione tra criminalità organizzata, traffici illeciti e ciberminacce e i rischi che ne derivano per le istituzioni democratiche e la sicurezza umana, il testo esorta i parlamenti adeguare e armonizzare i rispettivi quadri normativi, a rafforzare il controllo parlamentare e ad agire nel rispetto dello Stato di diritto, dei diritti umani e dei principi umanitari. Invita a prevenire il coinvolgimento di attori statali e non statali nella cibercriminalità, a combattere la coercizione per scopi di frode informatica, a proteggere i parlamentari, a definire standard comuni di cibersicurezza, a regolamentare le piattaforme online, la criptoattività e i flussi finanziari transfrontalieri e a cooperare con l'UNODC, l'Interpol e le organizzazioni regionali. La risoluzione promuove approcci incentrati sulle vittime, riconosce che alcune forme di criminalità organizzata possono rientrare nel campo dei crimini contro l'umanità e prevede che gli organi competenti dell'UIP continuino a monitorare la situazione.

L'iniziativa era stata lanciata dalla Polonia durante una riunione del comitato direttivo del Gruppo a Varsavia mediante una risoluzione incentrata sulla guerra ibrida e sulla cibercriminalità. La Thailandia e il GRULAC, promotori di proposte analoghe, si sono associati per elaborare un testo comune che integrasse le priorità di ciascuno e una prospettiva di genere apportata dal Gruppo dei Dodici Più. La versione congiunta presentata da Thailandia, Argentina, Cile, Polonia e Svezia è stata in seguito approvata dai tre gruppi.

Nella votazione sul punto d'urgenza, la proposta concorrente presentata dal Sudafrica a nome del Gruppo africano, intitolata «Appello mondiale alla solidarietà parlamentare e a all'azione coordinata sul Madagascar», ha ottenuto la maggioranza dei due terzi ma non è stata accolta, non avendo ottenuto il maggior numero di voti. Tuttavia, al termine dell'Assemblea è stata pubblicata una dichiarazione sul Madagascar da parte dei dirigenti dell'UIP (v. sotto).

Commissioni permanenti:

La Commissione della democrazia e dei diritti umani ha fatto adottare la risoluzione «Riconoscere e sostenere le vittime di adozioni internazionali illegali e adottare misure per prevenire tale pratica». Il testo esorta a rispettare le norme internazionali applicabili, in particolare la Convenzione sui diritti del fanciullo e gli strumenti pertinenti, e tiene conto della Convenzione dell'Aia del 1993. Ribadisce inoltre gli obblighi degli Stati in materia di prevenzione, perseguimento e compensazione, nonché il ruolo dei parlamenti nell'adeguamento dei rispettivi quadri normativi, nello svolgimento di indagini e nel rafforzamento dei meccanismi di cooperazione. La risoluzione può essere consultata online (F/E).

L'esame della risoluzione sulle adozioni internazionali illegali ha cristallizzato le tensioni esistenti tra la Delegazione russa e quella ucraina, in particolare per quanto riguarda la menzione del ruolo della Federazione Russa e del numero di bambini trasferiti in Russia dai territori ucraini occupati. Annunciata in anticipo durante le riunioni del gruppo dei Dodici Più, la prospettiva di una votazione sugli emendamenti ucraini che citavano esplicitamente la Federazione Russa e il trasferimento di «migliaia di bambini» ha suscitato una forte mobilitazione dei suoi membri. La Delegazione russa aveva manifestato la sua intenzione di opporsi alla risoluzione e ha contestato il numero indicato, fornendo il numero di casi formalmente trasmesso al «Gruppo di lavoro per la risoluzione pacifica del conflitto in Ucraina». I tentativi di trovare un compromesso bilaterale tra Russia e Ucraina, condotti durante la notte, non hanno consentito di raggiungere un consenso all'interno dei membri della Commissione, che hanno scelto di pronunciarsi su due formulazioni alternative: una generica (Russia) e l'altra che cita la Federazione Russa e mantiene il riferimento al numero di bambini indicato dall'Ucraina. Al termine della votazione in seno alla Commissione, la seconda opzione ha ottenuto la maggioranza. Il testo menziona quindi la «Federazione Russa» e il riferimento al trasferimento di «migliaia di bambini», nonostante le obiezioni della Russia: l'emendamento ha ottenuto ventitré voti favorevoli e tre contrari. La Delegazione russa ha espresso le sue riserve sul contenuto adottato, come consentito dal regolamento.

La Commissione ha approvato il tema della prossima risoluzione, che riguarderà lo «Sviluppo sociale inclusivo per tutti: strategie parlamentari intese a promuovere i diritti e l'autonomia delle persone con disabilità». Christian Lohr è stato nominato correlatore per questo testo, per il quale sono previsti un primo dibattito preparatorio durante la 152a Assemblea e l'adozione nel corso della 153a Assemblea.

La Commissione per gli affari delle Nazioni Unite ha adottato una mozione che raccomanda l'elezione di una donna nel prossimo processo di selezione per l'incarico di Segretario generale delle Nazioni Unite. Basandosi sugli impegni assunti dagli Stati membri a favore della trasparenza e della parità tra donne e uomini, invita i parlamenti ad affrontare la questione nelle loro commissioni competenti e ad avviare un dialogo con i rispettivi governi al fine di individuare candidature femminili altamente qualificate. La mozione può essere consultata online (F< /a>/E).

Task force sulla risoluzione pacifica della guerra in Ucraina

La Task force sulla risoluzione pacifica della guerra in Ucraina ha svolto la sua quindicesima riunione il 20 ottobre 2025. Ha continuato a scambiare informazioni indirettamente tra le Delegazioni dell'Ucraina e della Federazione Russa sui bambini separati dai genitori o dai parenti sulla base dei fascicoli trasmessi dall'Ucraina nel 2024 e completati nel 2025 con una documentazione più approfondita dei legami familiari. Questi casi sono stati comunicati alla Delegazione russa, che ha fornito una risposta formale. È stato riferito che un bambino è stato ricongiunto con un genitore. I membri hanno espresso preoccupazione di fronte all'acuirsi delle conseguenze umanitarie del conflitto, in particolare per gli anziani, le persone con disabilità e gli sfollati, facendo notare che con l'approssimarsi dell'inverno gli attacchi contro le infrastrutture energetiche rischiano di rendere più vulnerabile la popolazione civile. La Task force ha accettato l'offerta di organizzare la prossima riunione in Turchia nell'aprile 2026 e ha nominato quale vicepresidente S. D'Hose (Belgio). La Delegazione russa ha criticato dinanzi alla Task force l'emendamento adottato dalla Commissione della democrazia e dei diritti umani, che condanna il trasferimento di migliaia di bambini ucraini da parte della Federazione Russa, e ha chiesto alla Task force di pronunciarsi in merito. La presidenza ha rammentato che il mandato della Task force è quello di promuovere il dialogo e che non rientra nelle sue competenze intervenire nella procedura di risoluzione dei conflitti.

Nel corso di questa 151a Assemblea il Parlamento del Brunei Darussalam dovrebbe inoltre entrare a far parte dell'UIP quale 182° parlamento contribuendo in tal modo a rafforzare l'universalità dell'organizzazione.

La Delegazione svizzera presso l'UIP era rappresentata dal presidente, il consigliere nazionale Thomas Hurter (UDC, SH), dai consiglieri nazionali Laurence Fehlmann Rielle (PS, GE), Christian Lohr (Il Centro, TG) e Laurent Wehrli (PLR, VD), nonché dai consiglieri agli Stati Isabelle Chassot (Il Centro, FR), Andrea Caroni (PLR, AR) e Daniel Jositsch (PS, ZH).



Bundesversammlung published this content on April 24, 2026, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on April 24, 2026 at 10:36 UTC. If you believe the information included in the content is inaccurate or outdated and requires editing or removal, please contact us at [email protected]