Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation of the Italian Republic

10/08/2025 | Press release | Archived content

Interrogazione a risposta scritta 4-05033 On. Grimaldi (AVS) sul mancato rilascio del visto a tre studentesse palestinesi vincitrici di una borsa di studio presso l’Università[...]


Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05033


presentato da

GRIMALDI Marco

testo di

Giovedì 15 maggio 2025, seduta n. 481

GRIMALDI. - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:

Zaina Alhelou Enas, Majd Abusahanein Ilham e Shahad Abusahanein Ilham sono tre studentesse palestinesi della Striscia di Gaza che hanno ottenuto una borsa di studio presso l'Università di Siena, ma sono ancora bloccate dentro la Striscia, poiché i consolati di Gerusalemme e del Cairo bloccano il rilascio del visto;

nella Striscia di Gaza la situazione di scuole e università è drammatica: più del 90 per cento sono state distrutte o danneggiate, come si legge nel rapporto di Euro-Med Human rights monitor pubblicato ad aprile 2025. Sono state rase al suolo 560 scuole su 564. Ad oggi le scuole in macerie vengono usate come rifugio per le persone sfollate. Tutte le università e i college sono stati distrutti o gravemente danneggiati. Secondo l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite pubblicato a gennaio 2025, 51 edifici universitari sono stati devastati e 57 pesantemente colpiti, nessuno è agibile;

tra il 7 ottobre 2023 e il 15 aprile 2025, 13.419 studenti e studentesse sono stati uccisi e 21.653 feriti e, tra il personale scolastico, sono 651 gli insegnanti deceduti e 2.791 i feriti;

l'istruzione dovrebbe essere un diritto universale, ma per migliaia di giovani sotto bombe o occupazione militare diventa un'opportunità irraggiungibile, anche quando raggiungono risultati eccellenti;

mentre i loro coetanei occidentali pianificano Erasmus e sessioni di studio in biblioteca, Shahad, Majd e Zaina lottano per la sopravvivenza quotidiana a Gaza, senza acqua né elettricità, con la speranza appesa a un visto che tarda ad arrivare. La loro vicenda è una tragica intersezione tra il diritto all'istruzione e la violazione dei diritti umani, in cui la possibilità di accedere a un percorso accademico ottenuto con il merito ridisegna il valore di un passaporto, assumendo una dimensione vitale;

le tre ragazze gazawi, supportate dall'associazione Yalla Study, hanno fatto richiesta di un visto al consolato del Cairo (dove si rivolge parte della popolazione di Gaza) e a quello di Gerusalemme. In entrambi i casi la risposta è stata negativa: l'Egitto non ha risposto, mentre da Gerusalemme fanno sapere che non è possibile ricevere le domande di visto perché è necessario «rilevare i dati biometrici». Cosa impossibile per coloro che si trovano nella Striscia di Gaza visto che non possono fisicamente recarsi presso la rappresentanza -:

se non ritengano di dover mettere in campo tutte le iniziative di competenza affinché siano rilasciati immediatamente al rilascio dei visti necessari a Zaina Alhelou Enas, Majd Abusahanein Ilham e Shahad Abusahanein Ilham per venire a studiare a Siena;

se non ritengano importante intervenire per quanto di competenza, per difendere il diritto allo studio come principio universale, anche e soprattutto nei contesti di guerra e oppressione.
(4-05033)


Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Venerdì 17 ottobre 2025
nell'allegato B della seduta n. 549
4-05033
presentata da
GRIMALDI Marco

Risposta. - Il Governo italiano segue con la massima attenzione la grave situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, dove il conflitto in corso sta avendo impatti devastanti sulla popolazione civile, sulle infrastrutture e sull'accesso ai servizi essenziali, compreso quello relativo all'istruzione.
In risposta, il Governo ha prontamente promosso iniziative concrete come
Food for Gaza e organizzato evacuazioni per accogliere in Italia bambini bisognosi di cure sanitarie e per permettere ricongiungimenti dei nuclei familiari. Negli scorsi giorni abbiamo inoltre attivato i primi «corridoi universitari» finalizzati all'arrivo in Italia di studenti e ricercatori che, attraverso borse di studio, sono iscritti presso nostri Atenei.
Sul fronte degli aiuti umanitari, il Governo italiano ha stanziato oltre 110 milioni di euro per aiuti a Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est e trasportato migliaia di tonnellate di beni umanitari nella Striscia, continuando a lavorare in stretto raccordo con le Nazioni Unite per portare soccorso alla popolazione civile, nonostante le difficoltà di accesso umanitario.
Quanto alle evacuazioni, finora abbiamo accolto in Italia quasi 200 bambini, che vengono curati presso strutture ospedaliere italiane. In totale abbiamo consentito l'ingresso in Italia di più di 1.100 persone provenienti dalla Striscia. Sono numeri che fanno dell'Italia il primo Paese al mondo per operazioni sanitarie da Gaza, insieme a Turchia, Emirati, Qatar ed Egitto.
Il Governo è fortemente impegnato anche sul fronte dell'istruzione. Complessivamente, sono oltre 200 gli studenti palestinesi che hanno ricevuto borse di studio a vario titolo dal sistema delle Università italiane. Consentiranno agli studenti residenti nei Territori Palestinesi di accedere, a partire dall'anno accademico 2025/2026, a corsi di laurea in Italia e frequentare corsi propedeutici di lingua e cultura italiana, organizzati dagli atenei aderenti.
Per quanto riguarda gli studenti residenti nella Striscia di Gaza beneficiari di borse di studio presso università italiane, in questi mesi il Governo ha mantenuto un costante e intenso dialogo con Israele e Giordania, al fine di individuare modalità concrete di assistenza. L'autorizzazione da parte di questi Paesi è infatti imprescindibile per consentire l'uscita dalla Striscia e il transito verso la Giordania, passo necessario per raggiungere l'Italia, come già avvenuto in occasione di alcuni precedenti trasferimenti umanitari.
Grazie al costante impegno della Farnesina, l'Italia è stato il primo Paese ad attivare un corridoio specificamente dedicato a studenti e ricercatori palestinesi. Questi «corridoi universitari» permettono agli studenti palestinesi di Gaza, beneficiari di borse di studio presso atenei italiani, di trasferirsi nel nostro Paese per proseguire il loro percorso accademico. Contribuiremo così a formare la futura classe dirigente dello Stato di Palestina.
Un primo gruppo, composto da 39 studenti e loro familiari, tra cui figurano le studentesse richiamate nella sua interrogazione, ha già raggiunto l'Italia lunedì scorso, accompagnati personalmente dal Ministro dell'università e della ricerca, Anna Maria Bernini. Il trasferimento è avvenuto con il sostegno della CRUI, grazie ai finanziamenti dell'Unione europea e dei voli messi a disposizione dalla Guardia di finanza e della Protezione civile.
Attendiamo a breve l'arrivo nel nostro Paese di ulteriori studenti che potranno finalmente lasciare la Striscia e ricominciare così in Italia a costruire il proprio futuro.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale: Maria Tripodi.

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