Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation of the Italian Republic

04/01/2026 | Press release | Archived content

Interrogazione a risposta scritta 4-06783 On. Ghirra (AVS) sulle iniziative del Governo nell’ambito dell’Unione europea e internazionale per la situazione curda in Siria.


Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06783


presentato da

GHIRRA Francesca

testo di

Venerdì 16 gennaio 2026, seduta n. 595

GHIRRA, FRATOIANNI, GRIMALDI, MARI e DORI. - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Per sapere - premesso che:

la Siria, dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, ha avviato una nuova fase di transizione politica della durata di cinque anni, sotto la guida del nuovo presidente Ahmed al-Sharaa. Questo processo dovrebbe condurre alla ricostruzione del Paese dopo tanti anni di conflitto, all'elaborazione di una nuova Costituzione e allo svolgimento di nuove elezioni. Tuttavia, dopo un breve periodo di relativa calma, si sono registrati nuovi episodi di violenza settaria, che minacciano di compromettere il già fragile e complesso percorso di transizione;

i curdi sono circa il dieci per cento della popolazione della Siria, ma durante la guerra civile siriana, cominciata nel 2011 e finita nel 2024, erano riusciti a ottenere il controllo di circa il 30 per cento del Paese, a nord-est. Tuttora nel «Rojava Kurdistan» (cioè «Kurdistan occidentale»), i curdi hanno un proprio governo di fatto indipendente e proprie forze armate, le Sdf. Durante la guerra i curdi avevano preso il controllo anche di alcune altre aree limitate del nord della Siria, tra cui alcuni quartieri di Aleppo, come quelli di Ashrafieh e di Sheikh Maqsoud, abitati da comunità curde;

il 10 marzo 2025 è stato firmato un accordo tra la leadership del governo di transizione e il comando delle Syrian democratic forces (Sdf) coalizione militare multietnica che include forze curde, arabe e assiro-siriache. A questa intesa è seguito, il 1° aprile, un accordo specifico su Aleppo, che prevedeva lo scambio di prigionieri, l'integrazione dei consigli locali nell'amministrazione provinciale e il ritiro delle Sdf dalla città, con il trasferimento della sicurezza interna alle Asayish, forze civili dell'Amministrazione Autonoma. L'attuazione di tali accordi è tuttavia rimasta parziale e, dopo il ritiro delle Sdf, i quartieri curdi di Aleppo, Sheikh Maqsoud e Ashrafiyah, sono rimasti esposti progressivamente isolati, mentre si sono intensificati gli attacchi armati contro la popolazione;

l'11 gennaio 2026 il Governo siriano si è assicurato il controllo di Aleppo dopo giorni di combattimenti mortali nei due quartieri curdi. I combattenti curdi sono stati trasferiti nell'area autonoma gestita da questa minoranza nel nordest del Paese. Dopo aver rifiutato di arrendersi per ore, i combattenti curdi asserragliati nella loro roccaforte del quartiere di Sheikh Maqsoud hanno lasciato Aleppo nella notte tra il 10 e l'11 gennaio 2026 e l'offensiva delle forze di Sharaa si concentra ora sulle aree a ovest dell'Eufrate;

il 23 settembre 2025, nell'ambito della partecipazione ai lavori della settimana di alto livello dell'Assemblea Generale dell'Onu, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il Presidente della Repubblica Araba Siriana, Ahmed Al Sharaa. «L'incontro», si legge in un comunicato ufficiale, «ha costituito l'occasione per confermare il sostegno dell'Italia alla ricostruzione di una Siria stabile e sovrana anche attraverso investimenti da parte delle aziende italiane in molteplici settori di reciproco interesse. (...) Nel corso del colloquio, il Presidente del Consiglio ha, infine, condiviso la necessità di lavorare sul tema dell'inclusione e della tutela di tutte le componenti della società siriana, a partire dalle minoranze come quella cristiana, e l'opportunità di proseguire negli sforzi per garantire un ritorno volontario e sicuro in patria dei rifugiati siriani.» -:

quali iniziative di competenza il Governo intenda promuovere nell'ambito dell'Unione europea e in ambito internazionale per monitorare e rispondere alla situazione curda in Siria e se intenda intraprendere azioni diplomatiche per far cessare le violenze e garantire diritti, a protezione dei civili, con l'apertura di corridoi umanitari per l'evacuazione dei feriti e la consegna degli aiuti.
(4-06783)


Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 1 aprile 2026
nell'allegato B della seduta n. 638
4-06783
presentata da
GHIRRA Francesca

Risposta. - Il Governo segue con attenzione quanto sta accadendo nel Nord-Est della Siria. Il ruolo svolto dalle Syrian democratic forces (Sdf) nella lotta contro lo Stato Islamico è stato cruciale e, insieme ai partner europei e internazionali, non abbiamo mai mancato di riconoscere come il coraggio e il sacrificio dei curdi siano stati determinanti per arrestare l'avanzata dell'Isis.
Oggi la Siria ha intrapreso un nuovo percorso politico, non privo di ostacoli, che l'Italia sostiene attraverso un dialogo aperto, ma esigente, con le autorità di Damasco.
Sin dal principio, abbiamo sostenuto in Europa, al G7 e in tutti i consessi internazionali, l'importanza di una transizione pacifica e inclusiva, che garantisca i diritti di tutte le componenti della società siriana e una loro attiva partecipazione al processo politico. In questo contesto, i curdi rappresentano un elemento imprescindibile per una Siria stabile e unita. Il Ministro degli esteri Tajani lo ha ribadito in più occasioni sia al Presidente al-Sharaa, sia al Ministro degli esteri al-Shaibani.
Abbiamo seguito con forte preoccupazione l'evolversi degli scontri tra l'esercito siriano e le forze curde, che hanno provocato lo sfollamento di migliaia di civili ed esacerbato la crisi umanitaria in un contesto già fragile. Il Ministro Tajani ne ha parlato con il
leader curdo Masoud Barzani, in visita a Roma lo scorso 20 gennaio, concordando che il dialogo tra le parti è l'unica via possibile.
Una posizione ribadita anche in ambito Ue, da ultimo in occasione del Consiglio affari esteri del 29 gennaio, nel quale il Ministro Tajani ha richiamato gli Stati membri a mantenere alta l'attenzione sulla stabilità e sull'integrità territoriale della Siria, quali condizioni essenziali per la sicurezza europea. In tale quadro, ha sottolineato la necessità di proseguire con determinazione la lotta al terrorismo e di assicurare che le autorità transitorie garantiscano la sicurezza dei campi e dei centri di detenzione, prevenendo ogni rischio di riorganizzazione di gruppi jihadisti e nuove destabilizzazioni.
Adesso la priorità è consolidare la tregua, dando piena attuazione all'intesa raggiunta il 30 gennaio tra il Presidente al-Sharaa e il Generale Mazloum Abdi per l'integrazione dei curdi nell'amministrazione civile e militare dello Stato siriano, nel pieno rispetto dei loro diritti politici, culturali e linguistici. In tal senso, il decreto presidenziale del 16 gennaio, che riconosce l'identità culturale curda, aveva già rappresentato un significativo passo avanti.
Sul piano della risposta umanitaria e della ripresa economica, l'Italia è attiva con iniziative nel Nord-Est a sostegno della popolazione siriana. Anche grazie al coordinamento assicurato dalla nostra Ambasciata a Damasco - l'unica di un Paese del G7 operativa già al momento della caduta del regime di Assad - ci siamo attivati fin da subito, impegnando lo scorso anno 50 milioni di euro tra interventi per la ricostruzione del Paese e di emergenza da me deliberati. Da ultimo, lo scorso settembre abbiamo inviato a Damasco un carico umanitario per sostenere la ripresa del settore ospedaliero siriano, contribuendo così a garantire cure di qualità e la salvaguardia della salute delle popolazioni più vulnerabili. Siamo inoltre pronti a sostenere anche eventuali iniziative della Commissione europea nel Nord-Est del Paese.
L'attenzione del Governo per la Siria e per l'evoluzione del contesto regionale resta forte e concreta: continueremo a lavorare, in stretto raccordo con i
partner dell'Unione europea e con gli attori internazionali, per sostenere una transizione inclusiva e rispettosa dei diritti di tutte le componenti della società siriana.
Il Viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale: Edmondo Cirielli.

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