Italia Nostra Onlus

11/05/2026 | News release | Distributed by Public on 11/05/2026 09:01

Piani spiaggia: documento congiunto delle associazioni ambientaliste

Le scriventi Associazioni ambientaliste e di tutela del territorio, presa visione del comunicato della Regione Calabria del 21.10.2026 avente ad oggetto "Piani Spiaggia, aperto il tavolo di confronto e coordinamento tra Regione, Comuni e Soprintendenze", esprimono quanto segue.

Apprendiamo con favore l'apertura di un tavolo istituzionale finalizzato ad armonizzare le linee di indirizzo in materia di Piani Spiaggia e garantire una corretta attuazione della normativa sulle concessioni demaniali marittime. Tuttavia, non possiamo ignorare un passaggio finale del comunicato che indica quale obiettivo del tavolo quello di "favorire uno sviluppo equilibrato delle aree costiere, coniugando le esigenze di valorizzazione turistica con la tutela del patrimonio paesaggistico, ambientale e demaniale".

Sul punto le scriventi Associazioni ritengono doveroso richiamare la Vostra attenzione su un concetto fondamentale: La tutela del paesaggio non si "coniuga" ma prevale.

A tal riguardo richiamiamo l'articolo 9 della Costituzione italiana che inserisce la tutela del paesaggio tra i principi fondamentali della Repubblica (art. 9, comma 2): La Repubblica "Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni". La tutela del paesaggio è, pertanto, un valore costituzionale primario e assoluto. La finalità di preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio è stabilita dall'articolo 1, comma 2.

La giurisprudenza della Corte costituzionale e del Consiglio di Stato considera la tutela del paesaggio - fondata sull'art. 9 della Costituzione - come un valore primario e assoluto, prevalente rispetto agli interessi economici o urbanistici, e non suscettibile di essere sacrificato o attenuato attraverso una semplice comparazione o bilanciamento con altri interessi, ancorché pubblici. Pertanto, la tutela ha sempre la priorità assoluta sulla valorizzazione economica.

La risorsa culturale o paesaggistica deve essere innanzitutto protetta e conservata per le generazioni future; lo sfruttamento economico o la fruizione da parte del pubblico sono leciti solo se non ne compromettono l'integrità. Bisognerebbe piuttosto ribaltare completamente la logica tradizionale del consumo del territorio, spostando l'accento dal valore economico immediato al valore ecologico strutturale.

L'ambiente non è un magazzino da cui attingere per produrre ricchezza, ma è la ricchezza stessa. La costa e il mare non sono un bene economico da consumare fino all'esaurimento. Sono la risorsa stessa, l'identità e il patrimonio vivo della nostra regione. La flora spontanea che cresce sulle dune e sulle spiagge, come il giglio di mare, la gramigna delle spiagge, il finocchio marino, non è erbaccia da togliere per fare spazio a sdraio e pedane.

È un elemento fondamentale dell'ecosistema costiero, trattiene la sabbia, protegge dall'erosione, è protetta da direttive europee. Tutelarla significa tutelare la spiaggia stessa. Senza poi tenere conto che queste zone sono spazi vitali per la nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta, del Fratino e del Corriere piccolo. Allo stesso modo, i fondali marini, in particolare nelle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e nei Siti di Interesse Comunitario (SIC) presenti lungo la costa calabrese, con le praterie di Posidonia oceanica, le scogliere, gli habitat di interesse comunitario, non sono aree neutre dove poter ancorare in modo indiscriminato o realizzare opere a mare.

Sono ecosistemi protetti a livello europeo ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE, la cui conservazione è condizione imprescindibile per la stessa esistenza della spiaggia. Rinunciare alla conservazione di questi ecosistemi (la spiaggia, i sistemi dunali, le falesie, la flora spontanea e autoctona, la vegetazione psammofila, i fondali marini e il mare così come tutti gli habitat che insistono in queste zone), per un mero vantaggio economico immediato, vuol dire rinunciare anche a qualsiasi prospettiva di sviluppo economico, turistico e sociale a lungo termine.

Valorizzare non significa occupare di più. Significa far rendere meglio ciò che c'è, ma conservandolo integro. Valorizzare una spiaggia e il suo mare significa lasciarla libera, pulita, accessibile a tutti e integra dal punto di vista paesaggistico, naturalistico e marino, compresa la sua flora e la sua fauna autoctona e i suoi fondali. La si distrugge, non la si valorizza, se la si riempie di piattaforme in cemento, chioschi fissi e stabilimenti e se si compromettono i fondali con opere e attività incompatibili.

Per questo la valorizzazione turistica è legittima solo ENTRO i limiti posti dalla tutela, nel rispetto del delicato equilibrio tra conservazione e fruizione economica del patrimonio. Mai OLTRE. Prima si tutela, poi, dentro la tutela, si valorizza.

1- Il diritto al paesaggio: il diritto di vedere il mare. Nella costruzione dei Piani Spiaggia va garantito un altro principio fondamentale: il diritto al paesaggio, ossia il diritto di chi sta sulla spiaggia, sui lungomari o sulle aree pubbliche retrostanti di poter vedere il mare. La spiaggia e il mare sono anche un paesaggio. Nessun Piano Spiaggia può prevedere una linea ininterrotta di lidi, chioschi, cabine, recinzioni, depositi e strutture fisse che creino una barriera visiva continua e impediscano la percezione del mare e del paesaggio costiero. Vanno garantiti coni e corridoi visivi liberi, varchi paesaggistici, soluzioni di discontinuità tra le concessioni, altezze contenute e strutture a basso impatto visivo e facilmente rimovibili. Il paesaggio costiero va tutelato anche nella sua percezione visiva, non solo nella sua fisicità. Un Piano Spiaggia che occlude la vista del mare con una cortina edilizia sulla battigia tradisce la stessa finalità della tutela paesaggistica di cui all'art. 142 del D.Lgs. 42/2004.

2- Il ruolo delle Soprintendenze, garanzia di tutela. Prendiamo atto con particolare favore della presenza al tavolo delle Soprintendenze territorialmente competenti della Calabria. Le Soprintendenze non sono semplici controparte in una trattativa, ma sono l'organo di garanzia della tutela costituzionale del patrimonio italiano. Confidiamo pertanto che le Soprintendenze, nell'ambito di questo percorso di coordinamento, facciano valere con fermezza il principio di prevalenza della tutela e il rispetto del Codice dei Beni Culturali, affinché le linee di indirizzo che verranno definite non si traducano in un abbassamento del livello di protezione delle coste calabresi, ma anzi ne rafforzino la salvaguardia. Il loro ruolo tecnico e di garanzia è per noi fondamentale e imprescindibile.

3- Richiesta formale al Tavolo Regionale. Chiediamo pertanto che nel documento di indirizzo che uscirà dal tavolo tra Regione, Comuni e Soprintendenze venga espressamente stabilito e scritto a chiare lettere che:

a) La tutela del paesaggio, del patrimonio culturale, delle risorse naturali, della flora spontanea e autoctona, della fauna nidificante e dei fondali marini, con particolare riferimento alle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) della Calabria, costituisce limite inderogabile ad ogni ipotesi di valorizzazione economica e turistica delle aree demaniali;

b) Nessun Piano Spiaggia potrà prevedere nuove occupazioni, ampliamenti o trasformazioni in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, ambientale o marino, o in prossimità di habitat marini protetti, se non previo parere vincolante e favorevole della Soprintendenza competente e previa Valutazione di Incidenza ambientale;

c) Ogni Piano Spiaggia dovrà garantire il diritto al paesaggio, ossia la percezione visiva del mare, prevedendo obbligatoriamente varchi visivi, discontinuità tra le concessioni e divieto di realizzazione di barriere continue che occludano la vista del mare;

d) Il principio di prevalenza della tutela sulla valorizzazione sia richiamato quale principio ispiratore di tutti i Piani. Chiediamo che le presenti osservazioni vengano prese in seria e doverosa considerazione dal Tavolo Tecnico regionale ai fini della definizione delle linee di indirizzo in materia di Piani Spiaggia. Diversamente, qualsiasi tentativo di "armonizzare" sacrificando anche solo in parte la tutela per fare spazio a concessioni e strutture fisse, verrà contrastato per quanto compete alle nostre associazioni.

Le Associazioni firmatarie

1-LIPU Calabria

2-Legambente Circolo Riviera dei Cedri

3-Italia Nostra Sezione Alto Tirreno Cosentino, Soverato Guardavalle, Crotone

4-WWF Calabria Citra

5- VAS Paola,Rende

6- I Giardini di Eva

7- Come Può Uno Scoglio Arginare il Mare

8- Comitato Difesa Ambiente Diamante e Cirella

9- Artemis

10- Associazione Italiana Difesa Ambiente Animali Salute

11-Costituente Terra

12-Associazione Amici di San Nicola Arcella

13-Maditerraneam Media

14-Terra e Libertà Calabria

15-Forum Ambientalista

03.11.2026

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