05/04/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/04/2026 09:30
L'assessore ha illustrato al Consiglio delle autonomie locali il disegno di legge regionale sugli enti provinciali
Udine, 4 mag - "Il parere favorevole espresso oggi dal Consiglio delle autonomie locali rappresenta un passaggio importante nel percorso che porterà all'istituzione degli enti provinciali dal 1° gennaio 2027".
Lo ha affermato oggi a Udine, nella sede della Regione, l'assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, dopo l'esame da parte del Consiglio delle autonomie locali (Cal) del disegno di legge regionale sulle Province. Al termine lo stesso Cal ha dato il suo parare favorevole.
Roberti ha spiegato che il ddl affronta tre aspetti collegati: la modifica della legge regionale 21/2019 per la parte relativa agli Enti di decentramento regionale (Edr), l'abrogazione delle parti ancora vigenti della Legge regionale 1/2006 e l'istituzione degli enti provinciali.
"L'intento - ha precisato l'assessore - è raccogliere in un unico testo l'ordinamento degli enti locali regionali, procedendo su un percorso già avviato".
Nel ricostruire l'iter, Roberti ha ricordato l'approvazione da parte del Consiglio regionale, il 31 gennaio 2023, della norma di modifica dello Statuto speciale del Friuli Venezia Giulia per l'inserimento degli enti di area vasta elettivi, fino all'approvazione definitiva in seconda lettura al Senato, avvenuta il 21 gennaio 2026. La modifica statutaria consente ora alla legge regionale di disciplinare la prima istituzione, le circoscrizioni, le funzioni, la forma di governo e le modalità di elezione degli organi degli enti di area vasta.
L'assessore ha ricordato inoltre che "il ripristino degli enti provinciali rientra nel programma di governo regionale e rappresenta un punto qualificante del percorso istituzionale avviato dall'Amministrazione". Ha quindi illustrato la scansione del percorso: approvazione della legge regionale istitutiva delle Province nella prima metà del 2026; successiva legge elettorale per gli organi politici provinciali; eventuali interventi di coordinamento tra estate e autunno; infine, dopo l'avvio delle Province, leggi di settore per il conferimento di ulteriori funzioni.
Per quanto riguarda la struttura del disegno di legge, Roberti ha evidenziato che "il testo comprende principi generali, disposizioni sull'ordinamento degli enti locali, istituzione, ordinamento e finanziamento delle Province, soppressione degli Edr e avvio dei nuovi enti, oltre alle modifiche di coordinamento alla normativa regionale vigente".
Sulle funzioni, l'assessore ha chiarito che le Province partiranno con "un perimetro definito e sostenibile: edilizia scolastica superiore, viabilità ex provinciale e funzioni di supporto ai Comuni, con particolare attenzione agli enti di minori dimensioni. Ai cittadini - ha rimarcato - interessano i servizi, le funzioni e l'efficienza delle prestazioni erogate. La nuova architettura istituzionale deve rispondere a questa esigenza molto pratica". Roberti ha inoltre richiamato il valore della responsabilità democratica degli organi elettivi, sottolineando che "dove si gestiscono risorse pubbliche e servizi ai cittadini è necessario un livello chiaro di rappresentanza e responsabilità".
In particolare, il disegno di legge prevede che le Province svolgano funzioni a servizio dei Comuni compresi nel rispettivo ambito territoriale. Per i Comuni fino a 5mila abitanti sono previste attività di supporto relative a servizi informativi e informatici, procedure espropriative e procedure di finanziamento europeo. Per i Comuni fino a 3mila abitanti è prevista anche l'assistenza per contratti di servizi e forniture per i quali non è richiesta la qualificazione, mentre per i Comuni fino a 5mila abitanti il supporto riguarda i casi in cui la qualificazione è necessaria.
Roberti ha richiamato, tra gli esempi, la possibilità di mettere a disposizione uffici specializzati, "in grado di supportare i Comuni in procedimenti complessi, come quelli espropriativi, riducendo tempi e difficoltà operative". Tra gli ambiti nei quali potranno essere attribuite ulteriori funzioni attraverso leggi di settore, Roberti ha citato anche le lingue minoritarie: "Abbiamo voluto esplicitare questo riferimento come messaggio politico a rafforzamento della nostra autonomia. In passato la promozione delle lingue minoritarie rientrava nelle attività culturali; ora viene indicata in modo chiaro".
Roberti ha inoltre evidenziato che il testo potrà essere oggetto di ulteriori modifiche nel percorso verso l'Aula, anche con riferimento all'eventuale individuazione di ulteriori funzioni da attribuire alle Province. "Il lavoro prosegue con un'impostazione graduale e aperta ai necessari affinamenti, mantenendo fermo l'obiettivo di costruire enti in grado di esercitare concretamente le competenze assegnate" ha spiegato l'assessore. Sul piano dell'avvio, il disegno di legge stabilisce che le Province esistano dalla pubblicazione della norma, senza esercitare funzioni fino al primo gennaio 2027. Fino al 31 dicembre 2026 continueranno quindi a operare gli Edr; dal primo gennaio 2027 resteranno attive le Province, che subentreranno agli enti soppressi.
Nel periodo intermedio potranno essere svolte le attività preparatorie, dall'apertura del codice fiscale alla predisposizione del bilancio di previsione. La fase di commissariamento partirà dal primo gennaio 2027 e accompagnerà gli enti fino all'insediamento degli organi politici, previsto nella prima tornata amministrativa utile. I dipendenti degli Edr passeranno alle Province mantenendo il trattamento attuale. Le Province porteranno inoltre a conclusione i procedimenti amministrativi già affidati agli Edr. Roberti ha posto l'attenzione anche sul personale collegato alle funzioni trasferite. "La Regione non intende sottrarre personale ai Comuni, che già affrontano difficoltà di organico. Le funzioni che saranno attribuite alle Province sono oggi in capo alla Regione e, quando verranno trasferite, sarà trasferito anche il personale regionale collegato a quelle funzioni" ha spiegato l'assessore.
A questo proposito Roberti ha ricordato anche il percorso per il nuovo contratto del Comparto unico 2022-24, con l'obiettivo di avvicinare ulteriormente il trattamento dei dipendenti comunali a quello regionale e con l'introduzione del welfare aziendale. Per quanto riguarda la parte finanziaria, l'assessore ha spiegato che la dotazione prevista è pari a 107 milioni di euro. "Si tratta delle risorse già oggi impiegate per erogare le funzioni: sono storni dal bilancio regionale all'ente provinciale. La parte ancora da definire riguarda i costi degli organi politici, che saranno legati alla successiva legge elettorale" ha precisato Roberti. ARC/PT/ma