CNCA - Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza

01/28/2026 | News release | Distributed by Public on 01/28/2026 11:03

CPR d’Italia: violazioni sistematiche dei diritti e logiche da “istituzioni totali”

CPR d'Italia: violazioni sistematiche dei diritti e logiche da "istituzioni totali".
Il nuovo rapporto del Tavolo Asilo e Immigrazione rilancia l'appello:
"Come i manicomi, anche i CPR vanno chiusi"

Roma, 28 gennaio 2026 - I Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) restano in Italia luoghi di sospensione dei diritti fondamentali, segnati da isolamento, spersonalizzazione e degrado. È quanto emerge dal secondo Rapporto di monitoraggio del Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI), presentato oggi a Roma, che descrive un sistema incompatibile con i principi dello Stato di diritto e inefficace nei risultati.

Il TAI definisce i CPR "istituzioni totali", richiamando l'esperienza basagliana contro i manicomi: spazi chiusi e segreganti che trasformano la privazione della libertà in prassi di controllo sociale.

Nel corso del 2025, delegazioni di parlamentari e operatori hanno visitato dieci CPR in tutta Italia, segnalando limitazioni di accesso agli osservatori indipendenti e ostacoli alle visite ispettive.

Il Rapporto 2025, in dialogo con l'iniziativa "Il viaggio di Marco Cavallo" del Forum Salute Mentale, pone la salute mentale al centro dell'analisi. Nei CPR il diritto alla salute è sistematicamente compromesso: assistenza sanitaria privatizzata, diseguaglianze territoriali, ritardi nelle cure, scarso coordinamento con i servizi pubblici.

Sono documentati uso improprio di psicofarmaci, autolesionismi e tentativi di suicidio. I CPR non si limitano ad accogliere fragilità preesistenti: sono dispositivi patogeni che generano deterioramento psicofisico e perdita di dignità.

Gravi anche le limitazioni alla tutela legale: difficoltà d'accesso agli avvocati, informazioni frammentarie e scarsa consapevolezza del proprio status giuridico. Le condizioni materiali risultano degradate: sovraffollamento, scarse condizioni igieniche, isolamento e inattività forzata. Tutto ciò riflette una logica di contenimento e controllo, non di tutela.

Il Rapporto segnala inoltre criticità economiche e gestionali: nel 2024 oltre metà dei posti risultava inutilizzabile, mentre cresceva la quota di spazi formalmente attivi ma vuoti. Anche l'efficacia dei rimpatri è in calo: solo il 10,4% dei provvedimenti nel 2024 è avvenuto tramite CPR, confermando un sistema costoso e inefficiente.

Sul piano politico, il TAI denuncia una deriva europea verso la normalizzazione della detenzione amministrativa nelle politiche migratorie, rafforzata dal Nuovo Patto su migrazione e asilo e dal Protocollo Italia-Albania.

Richiamando l'eredità di Franco Basaglia, il Tavolo Asilo e Immigrazione conclude che i CPR non sono riformabili e chiede la loro chiusura definitiva, l'esclusione della detenzione amministrativa dalle politiche migratorie e un cambio di paradigma fondato su accoglienza, inclusione e rispetto della dignità umana.

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