Regione Autonoma della Sardegna

05/26/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/26/2026 09:20

Ambiente: assessora Laconi, procedure autorizzative ambientali e tutela del territorio, “la sentenza chiarisce che la normativa regionale vigente non può essere ignorata

Cagliari, 26 maggio 2026 - Dopo il pronunciamento della Presidente della Regione sulla sentenza n. 88 della Corte costituzionale, l'assessora della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, interviene per evidenziare le implicazioni della decisione sul piano delle procedure ambientali e della tutela del territorio.

La sentenza riguarda direttamente il funzionamento delle procedure autorizzative ambientali, annullando sei decreti ministeriali adottati senza applicare la normativa regionale vigente in materia di aree idonee e non idonee agli impianti da fonti di energia rinnovabile (FER).

L'esito della sentenza ha una rilevanza straordinaria soprattutto se si pensa che il Ministero ha agito per 16 mesi disapplicando sistematicamente la legge regionale n. 20 del 2024 e dichiarandolo apertamente nelle sedi istruttorie alle quali l'Assessorato regionale della Difesa dell'Ambiente ha partecipato, ne è stata negata l'applicazione sul presupposto che fosse incostituzionale. È stato necessario un ricorso per conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale per far valere le ragioni della Regione. "La Corte costituzionale chiarisce un principio essenziale: le procedure autorizzative ambientali non possono svolgersi prescindendo dalla normativa regionale vigente. L'autorizzazione serve a verificare la compatibilità concreta di un progetto con il contesto in cui si inserisce - suolo, paesaggio, habitat, equilibrio agricolo, vulnerabilità ambientale - e questo giudizio non può essere reso ignorando gli strumenti normativi adottati dalla Regione." Così l'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi.

La stessa sottolinea come la decisione della Consulta confermi la necessità di integrare la transizione energetica dentro un quadro di regole certe e di governo del territorio. La pronuncia rappresenta una vittoria non solo per l'ambiente, ma soprattutto per l'autonomia regionale: per la seconda volta la Corte costituzionale sancisce che le leggi regionali devono essere applicate.

"La sentenza non rallenta la transizione energetica: al contrario, ne rafforza la solidità amministrativa e giuridica. Un procedimento costruito senza considerare la pianificazione territoriale è un procedimento più esposto al contenzioso e più fragile sotto il profilo della legittimità."

La pronuncia si inserisce nel quadro già delineato dalla sentenza n. 184 del 2025 della stessa Corte costituzionale, che aveva confermato la competenza legislativa regionale nell'individuazione delle aree idonee e non idonee, pur intervenendo su alcune specifiche disposizioni della legge regionale n. 20 del 2024.

" La Corte oggi annulla sei progetti rispetto ai quali l'Assessorato aveva espresso un motivato parere contrario. Il principio è ora chiaro: le norme regionali devono essere applicate. Se il Ministero non modificherà le proprie decisioni, la Regione impugnerà anche gli altri decreti già emanati e quelli futuri. Un risultato reso possibile anche grazie al prezioso lavoro dell'Ufficio legale della Regione davanti alla Corte costituzionale." Conclude la Laconi.

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