10/06/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/06/2026 10:30
(Arv) Venezia, 6 ottobre 2026
"Lo scorso 21 luglio avevo depositato una mozione per chiedere al Governo e alla Commissione europea di accelerare i risarcimenti. Il Veneto è il cuore della filiera avicola italiana: non possiamo più permettere ritardi. L'approvazione da parte della Commissione europea dei regolamenti che consentono di destinare all'Italia 73,25 milioni di euro di risorse europee, che arrivano a 146,5 milioni con il cofinanziamento nazionale, rappresenta una risposta importante alle aziende agricole e zootecniche che hanno subito pesanti conseguenze dalle restrizioni sanitarie legate all'influenza aviaria. Ora, però, è fondamentale che queste risorse arrivino rapidamente alle imprese e, in particolare, agli allevatori veneti che attendono da anni i ristori per i danni indiretti". Lo scrive in una nota Matteo Pressi, capogruppo di Stefani Presidente in Consiglio regionale del Veneto, che ricorda "di aver depositato la mozione proprio per chiedere alla Giunta regionale di rappresentare al Governo e alla Commissione europea l'assoluta urgenza di procedere alla liquidazione dei ristori spettanti agli allevatori avicoli del Veneto. La misura approvata a livello europeo prevede, per l'influenza aviaria ad alta patogenicità, 60,69 milioni di euro di fondi Ue, che salgono a 121,38 milioni con il cofinanziamento nazionale, destinati a compensare i danni indiretti subiti dal comparto avicolo italiano in relazione ai focolai registrati tra il 2022 e il 2025. È un risultato importante perché riconosce finalmente la gravità delle conseguenze economiche che le misure sanitarie hanno prodotto anche sulle aziende che, pur non essendo direttamente colpite dall'infezione, sono state costrette a fermare l'attività o a prolungare i vuoti sanitari".
"Si tratta di imprese che hanno rispettato le prescrizioni delle autorità sanitarie - sottolinea Pressi - pagando però un prezzo economico molto elevato. Ricordo, infatti, che il Veneto rappresenta il principale polo italiano della produzione di carni bianche, con una particolare concentrazione nelle province di Verona, Vicenza, Padova e Treviso. Una situazione che ha reso particolarmente pesanti gli effetti delle cosiddette "bolle" sanitarie, nelle quali anche allevamenti non direttamente interessati da un focolaio sono stati sottoposti a fermo. Il problema dei danni indiretti è particolarmente significativo nel nostro territorio. Nel sistema della soccida, che caratterizza gran parte della filiera avicola, l'allevatore non è necessariamente proprietario degli animali: quando scatta il fermo sanitario, può quindi trovarsi nell'impossibilità di utilizzare i propri capannoni e di proseguire normalmente la propria attività, subendo una perdita economica che non coincide con il danno diretto derivante dall'abbattimento degli animali. Proprio per affrontare questa situazione, la mozione da me depositata impegnava la Giunta regionale a rappresentare al Governo della Repubblica, e in particolare al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, nonché alla Commissione europea, l'assoluta urgenza di procedere alla liquidazione dei ristori spettanti per i cosiddetti danni 'indiretti' subiti dagli allevatori avicoli del Veneto a decorrere dal 2022. La mozione evidenziava inoltre come il Ministero dell'Agricoltura avesse già attivato, nel novembre 2025 attraverso la piattaforma SIAN, la procedura per la rilevazione dei danni indiretti subiti dalle aziende avicole nel periodo compreso tra il 1° maggio 2022 e il 31 maggio 2025".
"Quando ho depositato la mozione - ricorda il capogruppo - il punto era molto semplice: gli allevatori avevano già fatto la loro parte, rispettando le misure sanitarie e mettendo a disposizione i dati necessari per quantificare le perdite. Serviva che le istituzioni facessero altrettanto, sbloccando una situazione che si trascinava ormai da troppo tempo. Oggi arriva finalmente un passaggio concreto da Bruxelles. È una buona notizia, ma non possiamo fermarci all'annuncio delle risorse. Adesso bisogna trasformare gli stanziamenti in pagamenti effettivi e far arrivare rapidamente i ristori alle aziende che ne hanno diritto. La questione non riguarda soltanto il sostegno economico alle singole imprese, ma la tenuta di un'intera filiera strategica per il Veneto e per l'Italia. Parliamo di un comparto fondamentale per la nostra economia agricola e per la sovranità alimentare nazionale. Gli allevatori veneti hanno sopportato per anni gli effetti delle emergenze sanitarie, contribuendo in prima persona al contenimento dell'epidemia".
"È doveroso che ora lo Stato e la Regione garantiscano risposte rapide e certe. La decisione europea sblocca una parte importante del percorso: ora il Veneto faccia la propria parte e vigili affinché nessun allevatore debba aspettare ancora anni per ricevere quanto gli spetta", conclude Pressi.