Consiglio Regionale della Basilicata

04/21/2026 | Press release | Distributed by Public on 04/21/2026 02:13

Intelligenza artificiale, Bochicchio: scelte e consapevolezza

Antonio Bochicchio
Il Capogruppo di Avs-Psi-LBp: la Regione Basilicata avvii un piano straordinario sull'intelligenza artificiale, che metta insieme formazione, lavoro e diritti

"Apprezzo le iniziative che il Consiglio regionale sta mettendo in atto, in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale, per diffondere maggiore consapevolezza tra i giovani e nelle scuole sullo strumento dell'intelligenza artificiale, stimolando i ragazzi a riflettere su una tecnologia che inciderà profondamente sulla vita di tutti noi, in un futuro che è già presente. Ringrazio il presidente del Consiglio Pittella e gli uffici impegnati in questa campagna di sensibilizzazione". Lo dichiara il capogruppo di Avs-Psi-LBp in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che prosegue:

"Come ogni grande avanzamento, anche questo da un lato apre opportunità e schiude importanti novità, dall'altro genera apprensione per gli effetti sulle abitudini e sugli equilibri consolidati. È però necessario chiarire un punto, intelligenza umana e artificiale non sono in competizione, la seconda è un supporto della prima e non la surroga. Pensare di sostituire l'AI alla coscienza e all'intelletto umano è un errore grave oltre che irrealistico".

"Indubitabilmente - prosegue Bochicchio - molte cose stanno già cambiando e continueranno a trasformarsi, soprattutto nel mondo del lavoro. Le preoccupazioni sollevate anche in Basilicata dalle organizzazioni sindacali sono fondate, ma dietro ogni trasformazione non c'è un destino inevitabile, ci sono scelte umane. Ed è su queste scelte che occorre assumersi responsabilità, senza scaricarle su una presunta neutralità della tecnologia".

"Soprattutto i decisori politici, la classe dirigente a cui apparteniamo - evidenzia il capogruppo socialista - devono operare con senso di responsabilità, tenendo insieme sviluppo economico, innovazione e qualità della vita. Il compito non è rallentare o inseguire i processi, ma governarli, individuando e rafforzando gli effetti positivi. La storia ci insegna che di fronte a ogni innovazione gli uomini non si sono limitati ad adattarsi, ma hanno orientato il cambiamento, e questo deve valere anche oggi".

"La novità più rilevante - sottolinea Bochicchio - è che l'AI incide in modo diretto sul lavoro di concetto, coinvolgendo in misura crescente il settore impiegatizio. Come ha evidenziato Marco Bentivogli, sindacalista ed esperto di nuove tecnologie, l'AI non decide e non licenzia, le decisioni restano umane, politiche ed economiche. L'Ai non ci deresponsabilizza ma anzi ci carica di compiti che non possiamo delegare perché incidono sulla vita delle persone. Attribuire tutto alla tecnologia o a un fantomatico dominio della tecnica significa, troppo spesso, nascondere responsabilità precise. Le scelte devono invece essere orientate alla giustizia sociale, tutelando lavoratrici, lavoratori e cittadini".

"In conclusione - afferma Bochicchio - serve accrescere la consapevolezza per governare questa trasformazione. L'AI rappresenta un salto di qualità paragonabile alle grandi rivoluzioni del passato e cambierà le nostre vite. Come al solito, gli esiti dipenderanno dall'uso che ne faremo ma finora abbiamo sempre saputo gestire le grandi scoperte dell'umanità. Per questo è necessario che la Regione Basilicata avvii un piano straordinario sull'intelligenza artificiale, che metta insieme formazione, lavoro e diritti. Sarebbe utile alle lavoratrici e lavoratori ma anche alle nostre imprese. Serve investire nella formazione continua dei lavoratori e dei giovani, rafforzare le competenze digitali nelle scuole e nelle università, sostenere le imprese nei processi di innovazione, ma al tempo stesso introdurre strumenti di tutela per chi rischia di essere escluso, non esclusivamente assistenziali ma individuando modi e forme per riqualificarne le competenze. L'innovazione non può essere lasciata a sé stessa, va governata con politiche pubbliche chiare, affinché produca benefici diffusi e anziché ulteriori disuguaglianze".

GP
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