Consiglio Regionale del Veneto

10/20/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/20/2026 08:32

Cendron (Le Civiche Venete): “La prevenzione non fa rumore, ma è l’unica risposta che funziona davvero. Sui giovani serve una rete, non solo l’emergenza”

20 ottobre 2026

(Arv) Venezia, 20 ottobre 2026 "Gli episodi di questi giorni legati alle manifestazioni giovanili ci interrogano tutti. Chi sbaglia deve risponderne, senza sconti. Ma se ci limitiamo a rincorrere l'emergenza con la sola repressione, tra qualche settimana saremo di nuovo qui a commentare un altro episodio". Così la consigliera regionale Rossella Cendron (Le Civiche Venete), interviene sul tema della sicurezza e del disagio giovanile.

"I ragazzi e le ragazze di oggi non vivono in una bolla. Sono inseriti in contesti sociali precisi: famiglie, scuole, associazioni, servizi sociali comunali, Asl. Sono questi soggetti che devono riuscire a fare rete, per offrire ai giovani luoghi di incontro e di dialogo e per far emergere i loro bisogni veri, prima che il disagio si trasformi in qualcos'altro. Questa è prevenzione. La prevenzione non si vede e non fa lo stesso rumore di una manifestazione degenerata o di un tafferuglio in piazza. È silenziosa, ma ha una portata molto più importante. I luoghi vivi, frequentati e abitati sono i luoghi più sicuri", spiega Cendron.

"Da sindaca di Silea - la consigliera richiama la propria esperienza amministrativa - ha promosso gli 'Stati generali del disagio giovanile', un tavolo che ha riunito ULSS 2 Marca Trevigiana, servizi sociali e sanitari, Forze dell'Ordine, parrocchie, associazioni, cooperative educative e volontariato. Un tavolo che ha investito su educatori di strada, progetti di prevenzione mirati e sullo sport, con un contributo di 200 euro a ogni ragazzo e ragazza dai 6 ai 18 anni che lo pratica in modo continuativo, perché lo sport è un presidio educativo e comunitario. Come ribadito anche oggi: i sindaci non hanno poteri repressivi, ma possono e devono agire sulla prevenzione".

"Questo non significa meno attenzione alla Polizia locale, anzi - precisa Cendron -. Molti comuni non hanno uomini e mezzi sufficienti per presidiare con continuità le zone più critiche. Vanno tolti i tetti di spesa che vincolano i comuni su Polizia locale e sicurezza e sbloccate le assunzioni degli agenti. E servono convenzioni e servizi associati tra comuni vicini, perché la sicurezza non può finire dove finisce un confine comunale. Ma accanto a questo serve un fondo regionale per la prevenzione e le politiche giovanili, che parta dalle esperienze che hanno dimostrato di funzionare. Negli anni, in molte città, le risorse per le politiche giovanili e l'inclusione sociale sono state progressivamente svuotate: non possiamo stupirci di un fenomeno che nasce anche da quell'abbandono".

"La certezza della pena è necessaria, tanto quanto la certezza delle opportunità per i giovani. Regione e Comuni devono lavorare assieme sul disagio giovanile, superando le logiche di schieramento. Gli amministratori locali e le famiglie non possono essere lasciati soli: è in gioco la libertà dei nostri ragazzi di vivere, muoversi e crescere senza paura", conclude Cendron.

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