06/29/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/29/2026 09:02
Comunicato stampaPubblicato il 29 giugno 2026
Berna, 29.06.2026 - Trent'anni fa entrava in vigore la legge federale sulla parità dei sessi (LPar). Il 29 giugno 2026 a Berna si sono svolte le celebrazioni su invito del ministro di giustizia Beat Jans e alla presenza di rappresentanti della politica, della società civile e dell'amministrazione. I relatori hanno riconosciuto i progressi resi possibili dalla LPar, ricordando tuttavia che l'obiettivo della parità uomo-donna nella vita professionale e nella società è lungi dall'essere raggiunto.
L'uguaglianza di uomo e donna è sancita dalla Costituzione federale. Per promuovere la parità nel mondo del lavoro è stata adottata la legge federale sulla parità dei sessi (LPar), che consente ai lavoratori di difendersi dalle discriminazioni basate sul sesso - ad esempio per quanto riguarda la retribuzione, la promozione e il licenziamento, ma anche le molestie sessuali. La legge obbliga inoltre i datori di lavoro con più di 100 collaboratori a effettuare analisi della parità salariale.
Su invito del ministro di giustizia Beat Jans e alla presenza di rappresentanti della politica, della società civile e dell'amministrazione, il 29 giugno 2026 a Berna si è celebrato il 30° anniversario della legge, entrata in vigore il 1° luglio 1996. I relatori hanno sottolineato i passi compiuti grazie alla LPar sulla via della parità di genere. La LPar ha contribuito in modo significativo a migliorare la situazione nel mondo del lavoro, a vantaggio non solo delle donne, ma anche degli uomini, dell'economia e della società. La LPar offre, ad esempio, la possibilità di adire le vie legali per far rispettare la parità uomo-donna. Costituisce quindi un buon esempio di come il diritto contribuisca a garantire pari diritti e pari trattamento.
I relatori concordano inoltre sul fatto che la LPar presenti dei limiti e che l'obiettivo di eliminare le disparità di trattamento tra i sessi non sia ancora stato raggiunto. I dati mostrano chiaramente che le donne guadagnano in media il 18 per cento in meno rispetto agli uomini e dispongono di una previdenza per la vecchiaia nettamente inferiore. Un bilancio intermedio ha evidenziato inoltre che i datori di lavoro spesso effettuano in modo approssimativo l'analisi obbligatoria della parità salariale, il cui obiettivo è quello di individuare eventuali disparità salariali ingiustificate tra uomini e donne, inducendo le imprese ad adeguare i propri sistemi retributivi in modo da rispettare il diritto costituzionale alla parità salariale per un lavoro uguale o di pari valore.
Il Consiglio federale ha pertanto deciso di anticipare la valutazione dell'efficacia dell'obbligo di analizzare la parità salariale. I risultati consentiranno di stabilire se siano necessarie misure supplementari, o addirittura una revisione della LPar, per raggiungere la parità salariale sancita dalla Costituzione.