04/17/2026 | Press release | Distributed by Public on 04/17/2026 10:37
"Con questo intervento ribadiamo il valore della cultura della memoria come fondamento della nostra comunità e il dovere di trasmetterla alle nuove generazioni". Con queste parole l'assessora regionale alla cultura Cristina Manetti ha annunciato il finanziamento di 450 mila euro della Regione Toscana per la nascita del Museo multimediale della Memoria a Civitella in Val di Chiana, uno dei luoghi simbolo delle stragi nazifasciste in Italia.
L'annuncio è arrivato durante una visita istituzionale nel comune aretino, nel corso della quale Manetti ha incontrato il sindaco Andrea Tavarnesi e l'assessore comunale ai lavori pubblici Ivano Capacci, confrontandosi con l'amministrazione locale sul progetto e sulle prospettive di sviluppo del museo.
Il finanziamento regionale è destinato alla realizzazione e al potenziamento del Museo della Memoria, struttura di proprietà comunale che avrà l'obiettivo di custodire e valorizzare il patrimonio storico legato alla strage del 29 giugno 1944, promuovendo al tempo stesso attività culturali, percorsi educativi e iniziative rivolte in particolare alle scuole e ai giovani.
"La cultura è uno strumento fondamentale, soprattutto per le nuove generazioni, per non dimenticare e comprendere fino in fondo le radici della nostra democrazia - ha sottolineato Manetti -. Il Museo multimediale della Memoria sarà un luogo vivo, capace di parlare ai cittadini e agli studenti, mantenendo viva la consapevolezza di quanto accaduto e dei valori che da quella tragedia sono nati".
La strage di Civitella in Val di Chiana si consumò durante la ritirata delle truppe tedesche lungo la Linea Gotica. In seguito all'uccisione di alcuni soldati, scattò una violenta rappresaglia: i nazisti rastrellarono la popolazione maschile e irruppero anche nella chiesa del paese, dove il parroco tentò senza successo di salvare i fedeli offrendosi al loro posto. Gli uomini furono uccisi a gruppi e il borgo venne incendiato, con l'intento di colpire anche chi si era nascosto.
Alla tragedia di Civitella si aggiunsero gli eccidi nelle frazioni di Solaia e Cornia e nella vicina San Pancrazio, dove furono uccise con particolare ferocia anche donne e bambini. Il bilancio complessivo fu di 244 vittime, rendendo l'episodio uno dei più gravi eccidi nazifascisti avvenuti in Toscana.
"Ricordare Civitella - ha concluso Manetti - significa non solo rendere omaggio alle vittime, ma anche rafforzare una coscienza civile fondata sui valori di libertà, giustizia e pace. Investire nella memoria vuol dire costruire un futuro più consapevole e responsabile, soprattutto per i più giovani, affinché tragedie come questa non si ripetano mai più".