02/23/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/23/2026 08:10
Domani, 24 febbraio, ricorrono quattro anni dall'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia. Gli attacchi contro le abitazioni, le scuole, gli ospedali e le infrastrutture energetiche continuano senza sosta, lasciando la popolazione senza elettricità e senza riscaldamento nel più rigido inverno della guerra.
Mentre la guerra entra nel suo quinto anno, il 2026 deve essere l'anno del ritorno alla pace in Ucraina. La pace, tuttavia, non può essere una pausa nella violenza. Deve essere giusta, duratura e protetta da garanzie vincolanti e dal riconoscimento delle responsabilità dell'aggressione. Una pace sostenibile deve essere costruita dall'Ucraina, con l'Europa, e deve essere fondata sul diritto.
La responsabilità non è un principio astratto. È il fondamento stesso della ripresa dell'Ucraina e di una pace duratura.
Come sottolineavo la scorsa settimana a Kiev, "possiamo aiutare a fare in modo che i crimini non scompaiano e che ciò che è stato fatto all'Ucraina non venga cancellato. Questa pace, quando sarà ristabilita, non sarà costruita sull'impunità".
Il nostro Registro dei danni ha già ricevuto più di 110.000 richieste, che rappresentano solo una parte della distruzione inflitta al popolo ucraino. Oggi, il Registro apre una nuova categoria di richieste: i rifugiati ucraini che sono stati costretti a trasferirsi all'estero potranno presentare richieste di risarcimento per i danni subiti.
Lo scorso dicembre, abbiamo aperto alla firma la Convenzione che istituisce una Commissione internazionale per i reclami. Trentacinque Stati e l'Unione europea l'hanno firmata il primo giorno, una dimostrazione di unità senza precedenti. Il messaggio è chiaro: senza risarcimento e senza riparazione, non può esserci una vera e propria ripresa.
Parallelamente, un gruppo preparatorio del Consiglio d'Europa sta lavorando alla creazione di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione. Come ho indicato al Presidente Zelensky a Kiev, la tappa successiva richiede ora un impegno politico al più alto livello da parte degli Stati. Il principio di responsabilità deve tradursi in atti concreti.
Il Consiglio d'Europa non resta a guardare. Stiamo attuando il Piano d'azione più ambizioso della nostra storia, uno strumento strategico che accompagna l'Ucraina nel suo percorso di riforma verso l'adesione all'Unione europea e ancora saldamente la ripresa alle norme democratiche, allo Stato di diritto e ai diritti umani. Questo Piano d'azione non è un'assistenza tecnica: è un pilastro della ricostruzione dell'Ucraina e dell'architettura della sicurezza europea a lungo termine.
Tutte le entità del Consiglio d'Europa si sono mobilitate.
L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa pone la responsabilità, la giustizia e la resilienza democratica in cima alle priorità parlamentari nazionali. La delegazione ucraina ha ottenuto circa trenta risoluzioni e raccomandazioni a sostegno dell'Ucraina e le attività di cooperazione dell'APCE assistono la Verkhovna Rada nel rafforzare il quadro istituzionale essenziale per una democrazia resiliente, anche in tempi di crisi.
I dirigenti locali e regionali sono in prima linea fin dal primo giorno dell'aggressione. Il Congresso dei poteri locali e regionali ha mobilitato sindaci e responsabili regionali di tutta Europa a favore della governance democratica, della pianificazione della ripresa e della creazione di fiducia a livello locale, dove inizia la ricostruzione, continuando al contempo ad assistere le autorità ucraine nella riforma di decentramento e nei preparativi per la transizione dall'amministrazione militare all'amministrazione civile.
Il Commissario per i diritti umani ha condotto un lavoro sul campo per valutare l'impatto della guerra sui diritti umani e per assicurare che i diritti umani restino al centro degli sforzi di pace e di ripresa, come indicato nel suo Memorandum sugli elementi relativi ai diritti umani per la pace in Ucraina, e sostiene il lavoro essenziale del Commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino.
La Corte europea dei diritti dell'uomo resta l'unica giurisdizione internazionale a pronunciarsi sulle violazioni dei diritti umani commesse nel quadro di questa guerra. In una sentenza storica emessa lo scorso luglio, ha ritenuto la Russia responsabile delle violazioni diffuse commesse in Ucraina dal 2014. La Corte ha inoltre indicato chiaramente che la Russia è responsabile del trasferimento e dell'adozione illegali di bambini ucraini e che deve cooperare al loro rimpatrio sicuro. Utilizzeremo ogni meccanismo giuridico a disposizione per assicurare che questi bambini siano riportati a casa.
Quattro anni di guerra hanno messo alla prova la resilienza dell'Ucraina, ma non l'hanno distrutta. I soldati e i veterani ucraini hanno fatto sacrifici immensi. La ripresa deve pertanto includere la reintegrazione, una giustizia indipendente, garanzie contro la corruzione, politiche inclusive e un sostegno sul territorio affinché tutti gli ucraini possano partecipare alla ricostruzione del paese. Stiamo contribuendo alla promozione della parità di diritti per le donne e le ragazze, anche in tempo di guerra. Attraverso i nostri programmi di cooperazione, integriamo questi principi nelle istituzioni dell'Ucraina e nel suo futuro.
La pace non sarà garantita da semplici dichiarazioni. Sarà garantita dal diritto, dalle istituzioni e da un impegno politico sostenuto. Il Consiglio d'Europa sta modellando le basi giuridiche e istituzionali su cui poggeranno la pace e la ripresa dell'Ucraina, dai meccanismi per il riconoscimento delle responsabilità alla riforma democratica e dalla protezione dei diritti umani alle norme anticorruzione.
Il futuro dell'Ucraina è europeo. L'Ucraina è membro di lunga data del Consiglio d'Europa e la sua ricostruzione, la sua giustizia e la sua resilienza democratica sono una responsabilità europea comune. Continueremo a impegnarci appieno, non solo fino alla fine della guerra, ma finché non sarà fatta giustizia e una pace giusta e duratura non sarà stabilmente garantita.
Dichiarazione del Segretario generale in ucraino
Sostegno del Consiglio d'Europa all'Ucraina
Il Registro dei danni apre le richieste di risarcimento ai rifugiati ucraini all'estero