03/04/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/04/2026 02:43
Guerra in Medio Oriente, Italia seconda nella Ue per import di energia dal Golfo
Dall'area sono arrivati nel 2025 nella Penisola 2.822 mln € di prodotti raffinati, 2.524 mln € di Gnl (tutto dal Qatar) e 2.269 mln € di petrolio
Il conflitto divampato in Medio Oriente sabato scorso interessa un'area strategica per l'economia italiana per la fornitura di commodities energetiche e per le vendite di prodotti made in Italy, con esportazioni di prodotti manifatturieri nell'area per 27.877 milioni di euro, pari al 4,6% dell'export manifatturiero totale. Un prolungamento della guerra in Medio Oriente porterebbe ad una maggiore incertezza per le imprese, compromettendo la ripresa degli investimenti e accentuando la frenata del mercato del lavoro. Mentre la domanda di gas dell'Italia è sostenuta dalla crescita dell'import di GNL, un blocco dello stretto di Hormuz - già interessato da un forte calo dei transiti - riduce l'offerta mondiale di petrolio e di GNL, generando spinte al rialzo dei prezzi dell'energia, con un significativo impatto recessivo per l'economia italiana, già interessata da una fase di bassa crescita: le ultime stime del Fondo monetario internazionale indicano per il biennio 2026-2027 una crescita del PIL dello 0,7%, dopo il +0,5% del 2025 certificato ieri dall'Istat.
Una spinta prolungata al rialzo dei prezzi delle commodities, dopo la fiammata di questi giorni, invertirebbe le tendenze sottostante le previsioni dell'autunno 2025 quando il prezzo del gas fu stimato per il 2026 a 31,0 euro al MWh, in riduzione del 16% su base annua (QE 23/12). Nello scenario di rischio proposto nel Documento di finanza pubblica nel caso di quotazioni di petrolio e gas maggiori, rispetto allo scenario di riferimento, rispettivamente, di 10 dollari e 10 euro dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, si registrerebbe un minore tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2026.
Import di energia da Medio Oriente e paesi del Golfo - Secondo i dati di Energy Institute nel 2024 il Medio Oriente genera il 34,9% delle esportazioni mondiali di petrolio, quota che sale al 42,0% per il petrolio greggio. Secondo le rilevazioni di U.S. Energy Information Administration attraverso lo stretto di Hormuz transita il 19,7% del consumo mondiale di petrolio. Il volume di GNL che transita per lo stretto di Hormuz è destinato in Cina per il 23,3%, in India per il 19,2%, a Taiwan per il 9,8%, in Corea del Sud per l'8,6%, in Pakistan per il 7,9% e in Italia per il 6,4%.
Nel 2025 l'Italia importa 15.217 milioni di euro di beni energetici dal Medio Oriente, pari al 26,2% dell'import totale. Il 95,4% dell'import energetico dal Medio Oriente si concentra su quattro paesi fornitori: Azerbaigian con 7.469 milioni di euro, Arabia Saudita con 3.206 milioni, Qatar con 2.524 milioni e Iraq con 1.311 milioni.
Focalizzando l'attenzione sui paesi che esportano petrolio e GNL attraverso il Golfo Persico e il Golfo di Oman - collegati dallo stretto di Hormuz - l'analisi dei dati Eurostat evidenzia che l'Unione europea importa dall'area petrolio greggio, gas e prodotti raffinati per 50.887 milioni di euro, pari al 9,5% dell'import totale. L'Italia, dopo la Francia, è il secondo paese importatore dall'area del Golfo con 7.615 milioni di euro pari al 13,1% dell'import totale. Nel dettaglio si tratta di 2.822 milioni di euro di prodotti raffinati - prevalentemente dall'Arabia Saudita - di 2.524 milioni di euro di GNL interamente acquistato dal Qatar e di 2.269 milioni di euro di petrolio greggio, di cui 1.242 milioni dall'Iraq e 1.027 milioni dall'Arabia Saudita.
Il mancato transito delle navi nello stretto di Hormuz compromette le forniture all'Italia di GNL dal Qatar in una fase in cui la domanda di questa commodity è elevata, aprendo ulteriori spazi all'offerta degli Stati Uniti. Il Qatar è il secondo paese fornitore di GNL, con una quota del 34,6% degli acquisti del 2025, dietro agli Stati Uniti da cui proviene il 43,1% dell'import totale di GNL. L'apporto delle importazioni di GNL sostiene la domanda di gas. L'analisi dei dati del bilancio del gas del Mase evidenzia che nel 2025 i volumi delle importazioni di gas sono saliti del 3,6% rispetto al 2024, crescita sostenuta dall'aumento del 41,7% (+6.140 milioni di mc) degli acquisti dall'estero di GNL mentre si osserva una flessione del 9,0% dell'import via gasdotto (-4.018 milioni di mc). Il peso del GNL sull'import di gas sale di questi dieci punti percentuali, passando dal 24,9% del 2024 al 34,0% al 2025.
Rubrica Imprese ed energia su QE-Quotidiano Energia del 3 marzo 2026