06/28/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/28/2026 11:46
La 24 Ore di Spa più calda della storia, con temperature ambientali arrivate fino a 44 gradi secondo la colonnina del circuito e asfalto fino a 50 gradi, non ha tradito le attese, confermando una volta di più la propria fama di gara imprevedibile, selettiva e spettacolare. Davanti al numeroso pubblico presente sulle tribune e nel paddock, la corsa ha offerto colpi di scena dalla prima all'ultima ora, senza una vettura realmente dominante per l'intero arco delle 24 ore e con più equipaggi capaci di alternarsi al comando.
Due, però, le protagoniste assolute: la Porsche numero 80 del team Lionspeed GP, condotta da Thomas Preining, Ricardo Feller e Bastian Buus, e la mai doma Ferrari numero 51 di AF Corse, finita terza grazie allo spirito battagliero di Alessio Rovera, Tommaso Mosca e Nicklas Nielsen. Tra Ferrari e Porsche, sul secondo gradino del podio, è salita la Mercedes-AMG numero 48 del team Mann-Filter, affidata a Lucas Auer, Luca Stolz e Maro Engel.
La vittoria della Porsche 80 si è costruita giro dopo giro, ben prima della fase conclusiva. Partita dalla pit lane, la vettura è risalita con passo costante, strategia efficace e sorpassi pesanti nei momenti chiave, fino a trasformarsi da outsider in riferimento della corsa. Nelle ultime ore la sua superiorità si è progressivamente consolidata, anche grazie a una gestione pulita delle fasi più delicate e all'assenza di errori nei momenti decisivi.
Alle sue spalle, la Mercedes-AMG 48 ha difeso con solidità la seconda posizione, contenendo fino alla fine il ritorno della Ferrari. La vettura di AF Corse, dopo aver dominato la Superpole e le fasi decisive delle qualifiche, ha guidato più volte la gara e confermato un potenziale assoluto da vittoria. A comprometterne il risultato sono stati però episodi sfavorevoli, contatti e contrattempi che ne hanno interrotto a più riprese la corsa. La rimonta finale l'ha riportata fino al terzo posto, ma questa volta la sua ennesima resurrezione non è bastata per contendere il successo alla Porsche di Preining, Feller e Buus.
Nel corso delle 24 ore, segnate da un caldo fuori norma nelle fasi diurne e da una breve ma violentissima pioggia nella seconda parte della notte, si sono alternate al comando 7 vetture di 6 costruttori differenti: la Ferrari 51, la Mercedes-AMG 48, l'Audi 84, la Ford Mustang 64, la BMW 46, la Ferrari 74 e la Porsche 80. Numerose anche le neutralizzazioni, con 12 Full Course Yellow e 6 ingressi della Safety Car, che hanno inciso su strategie, distacchi e gerarchie di gara.
Matteo Braga, responsabile Circuit Activity Pirelli: "La gestione degli pneumatici è stata cruciale. Alla fine hanno avuto successo gli equipaggi che nei giorni precedenti hanno sfruttato le condizioni diverse delle varie sessioni per lavorare sulla consistenza del passo di gara che si è rivelato essenziale nei momenti più difficili della gara. La severa escursione termica era una delle principali insidie da gestire, sia per le vetture sia per gli pneumatici.Le P Zero DHG hanno assicurato prestazione e affidabilità, supportando una competizione estremamente combattuta dall'inizio alla fine, nella quale sono stati protagonisti moltissimi piloti e vetture molto diverse tra loro, tutte ai massimi livelli della performance".
Nella GT4 European Series, la più attesa tra le categorie di supporto insieme con il McLaren Trophy, anch'essa rifornita da Pirelli, doppietta per la BMW M4 GT4 G82 EVO numero 12 del team Borusan Otomotiv Motorsport, vincitrice di gara 1 con Thomas Rackl e di gara 2 con Gabriele Piana.