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Regione Friuli Venezia Giulia

07/02/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/02/2026 11:44

50° sisma: Riccardi, costruire competenze e reti per gestione crisi

50° sisma: Riccardi, costruire competenze e reti per gestione crisi

Consegnati gli attestati ai primi 32 esperti del corso voluto dalla Regione con Uniud ResilHub
Gemona, 2 lug - "La cerimonia di consegna degli attestati certifica un percorso importante di crescita delle competenze in una materia complessa come la gestione delle emergenze, dove la conoscenza reciproca e il rapporto di fiducia tra le persone fanno la differenza: governare l'imprevedibile significa assumere decisioni che possono incidere sulla vita delle persone e, per questo, servono competenze sempre più solide."
Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi alla cerimonia di consegna degli attestati di frequenza ai primi 32 "Resilience officer", gli specialisti in emergenze ambientali, territoriali e socio-economiche, formati dall'Università di Udine in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia. L'iniziativa è stata organizzata dalla Scuola laboratoriale di alta formazione in resilienza per lo sviluppo sostenibile (Uniud ResilHub) dell'Ateneo.
I nuovi esperti in situazioni di crisi hanno ricevuto a Palazzo Fantoni a Gemona del Friuli l'attestato di partecipazione al corso intensivo per Resilience officer alla presenza del rettore Angelo Montanari, del delegato dell'ateneo per il polo di Gemona, Andrea Cafarelli e del direttore della Scuola, Stefano Grimaz, del sindaco di Gemona, Roberto Revelant e del direttore della Protezione civile regionale Amedeo Aristei.
"Questo percorso di formazione - ha sottolineato Riccardi - è tra le esperienze significative realizzate nell'ambito del cinquantesimo anniversario del terremoto. È stata un'occasione per rileggere in modo critico quanto è accaduto, valorizzando ciò che è stato fatto e individuando gli aspetti da migliorare. Per questo non può esaurirsi con la consegna dei primi 32 attestati: deve crescere e coinvolgere un numero sempre maggiore di professionisti chiamati a operare nelle emergenze." L'assessore ha evidenziato la necessità di investire nella formazione continua e nella collaborazione tra professionalità diverse.
"Dobbiamo continuare a far crescere le competenze delle persone, ma anche lavorare sulla multidisciplinarietà - ha rimarcato Riccardi -. Le competenze di ciascuno iniziano in un punto e terminano in un altro: è fondamentale che si integrino. Per questo i modelli orizzontali di collaborazione sono determinanti e dobbiamo superare quella verticalità che appartiene ancora, in parte, alla pubblica amministrazione. I protagonisti di questa esperienza devono fare un ulteriore sforzo: essere testimoni di questa alfabetizzazione nei confronti delle organizzazioni nelle quali vivono ogni giorno. Devono far comprendere che questo non è solo un attestato in più da appendere dietro la scrivania, ma un modello culturale attorno al quale il sistema deve rafforzarsi per dare risposte migliori in condizioni critiche."
Riccardi nel suo intervento ha evidenziato una lacuna normativa e formativa nel sistema italiano: la mancanza di titoli ufficiali che abilitino alla gestione delle emergenze complesse. Come figure professionali nate negli ultimi decenni - il responsabile unico del procedimento o quello della sicurezza, per esempio - un tempo inesistenti o considerate marginali e oggi centrali così il sistema istituzionale e universitario è opportuno inizi a formare e, soprattutto, a certificare formalmente queste competenze, affinché ruoli delicati come quello di commissario straordinario siano ricoperti da figure con una qualifica codificata e riconosciuta.
Il corso, a carattere residenziale, si è articolato in cinque giornate di attività laboratoriali e di confronto. Lo scopo è sviluppare competenze trasversali che favoriscano il coordinamento sistemico tra i vari enti coinvolti nelle emergenze. Inoltre, garantire una lettura dinamica e integrata dei rischi, attivare risorse territoriali e promuovere soluzioni adattive calibrate sulle specificità dei contesti locali. La nuova figura specialistica di Resilience officer coniuga competenze tecniche, strategiche e relazionali per assicurare la continuità operativa e la gestione efficace delle emergenze. Può ricoprire funzioni centrali: nell'analisi delle vulnerabilità e delle interdipendenze tra le reti infrastrutturali; nel supporto alle decisioni attraverso sistemi informativi evoluti; nella pianificazione di strategie di adattamento; nel coordinamento tra soggetti gestori e protezione civile.
Molto diversificate le provenienze lavorative dei primi 32 Resilience officer: Protezione civile regionale, Amministrazione regionale, Vigili del fuoco, Prefetture, Capitanerie di Porto, società autostradali, aziende pubbliche di trasporto, ferrovie locali, società di gestione della rete ferroviaria, società di distribuzione dell'energia elettrica ARC/EP/ma

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