03/26/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/26/2026 10:22
"Umanoidi, automazione e industria AI": è questo il titolo e il tema del quinto appuntamento, tenutosi questo pomeriggio, nella torre di Santa Maria, di "innovIAmo", un ciclo di eventi volto ad esplorare il ruolo crescente dell'Intelligenza artificiale per il futuro delle imprese e l'innovazione del territorio, promosso dal Comitato Piccola industria, dai Gruppi Telecomunicazione e informatica e Terziario avanzato e dal Digital innovation hub di Confindustria Udine.
"L'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie non rappresentano più uno scenario futuro, ma - ha rimarcato nei suoi saluti istituzionali Annalisa Paravano, vicepresidente e presidente del Comitato Piccola industria di Confindustria Udine - sono una realtà già presente nelle nostre imprese. Non è la tecnologia a determinare il futuro, ma le decisioni che prendiamo oggi: la vera sfida non è tecnologica, ma culturale. Soprattutto per le PMI, che rappresentano il cuore del nostro tessuto produttivo, servono consapevolezza, competenze e la capacità di guidare il cambiamento, accompagnando le aziende in un percorso concreto di crescita".
Sono stati poi Cristian Feregotto, capogruppo Aziende telecomunicazione e informatica, e Mauro Pinto, capogruppo Aziende terziario avanzato, a introdurre gli interventi tecnici.
"Con innovIAmo, giunto alla sua quinta edizione, abbiamo voluto raccontare in modo concreto come l'intelligenza artificiale stia entrando sempre più nelle nostre aziende, trasformando il modo di lavorare ben oltre il semplice effetto 'wow'. Fin dal primo incontro nell'ottobre 2024 - ha spiegato Feregotto - abbiamo privilegiato casi pratici e applicazioni reali, e anche oggi abbiamo seguito lo stesso approccio, concentrandoci sul ruolo crescente dell'AI nell'automazione industriale, un ambito in cui la robotica sta vivendo uno sviluppo straordinario. Il valore di questo convegno è dato anche dalla qualità degli ospiti: imprenditori del territorio, manager di grande esperienza e il contributo fondamentale della formazione, con i supertecnici dell'ITS Academy, come li definisce il nostro Presidente Luigino Pozzo".
Per Pinto "l'intelligenza artificiale non è il futuro: è già dentro l'industria. Il vero tema emerso da Innoviamo 5 è che la competitività non si gioca più solo sulla tecnologia, ma sulla capacità delle imprese di integrarla in una visione strategica che tenga insieme produzione, energia e geopolitica. Oggi le aziende industriali non stanno semplicemente innovando; stanno ripensando il proprio posizionamento in uno scenario globale in cui le catene del valore si stanno ridefinendo e la tecnologia è diventata un fattore di potere, non solo di efficienza. In questo contesto, l'Italia ha ancora un vantaggio competitivo molto forte: la qualità della sua manifattura e la capacità di trasformare conoscenza tecnica in valore industriale. Ma questo vantaggio va evoluto rapidamente, perché la velocità del cambiamento non lascia spazio a modelli statici. La vera sfida -ha concluso Pinto - non sarà adottare l'intelligenza artificiale, ma saperla integrare nei processi decisionali, nelle organizzazioni e nei modelli di business. Chi riuscirà a farlo avrà un vantaggio competitivo reale. Chi resterà fermo rischia di trovarsi fuori mercato nel giro di pochi anni. Innoviamo 5 ha dimostrato che il nostro territorio ha tutte le competenze per essere protagonista di questa trasformazione. Ora serve la capacità di fare sistema e accelerare".
Hanno quindi aperto le relazioni tecniche Greta Moretto, Marketing & Event director SPS Italia, Carlo Marchisio, presidente del Comitato Scientifico di SPS Italia, e Stefano Faccio, membro del Comitato Scientifico di SPS Italia e responsabile Machinery Safety di Marelli Automotive lighting spa che, in materia di automazione digitale, AI e competenze, hanno raccontato il viaggio di SPS Italia verso la manifattura smart.
"L'industria manifatturiera - hanno evidenziato Moretto eFaccio - sta evolvendo attraverso l'integrazione intelligente di robotica, automazione digitale e gestione dei dati, con un'attenzione particolare alla sicurezza di operatori, macchine e processi. Soluzioni basate su interoperabilità, monitoraggio continuo e intelligenza artificiale possano rendere i processi più efficienti, predittivi e controllabili, mantenendo al centro la sicurezza come valore non negoziabile. Mi piace sottolineare, in tale ottica, il contributo del Comitato Scientifico di SPS Italia per trasformare queste innovazioni in linee guida pratiche mediante l'ascolto delle esigenze delle aziende, la diffusione delle best practice e la promozione di un modello di innovazione che unisce tecnologia, sicurezza e crescita competitiva".
È stata poi la volta di Federico Nardone, ceo di Effedi Automation srl, a parlare dei robot umanoidi "che stanno attirando grande attenzione nel mondo dell'automazione e dell'intelligenza artificiale". Ma quale ruolo potranno avere realmente nelle fabbriche? L'intervento di Nardone, attraverso l'esperienza di chi progetta e integra sistemi robotizzati per l'industria, ha offerto uno sguardo concreto sulle opportunità, sui limiti e sui possibili scenari di adozione degli umanoidi nei processi produttivi. "Un passaggio dalla promessa tecnologica alla realtà industriale".
Ha chiuso la serie degli interventi tecnici Michele Masone, coordinatore tecnico Meccatronica di ITS Academy Udine "dove accompagniamo i diplomati in un percorso intensivo che, nell'arco di due anni, li rende tecnici competenti per la fabbrica digitale. Per farlo, progettiamo itinerari formativi progressivi che permettano agli studenti di avvicinarsi a tecnologie complesse attraverso tappe intermedie, riducendo difficoltà iniziali e tassi di abbandono. Il laboratorio rappresenta il fulcro del nostro metodo: un ambiente in cui teoria e pratica si integrano senza soluzione di continuità, consentendo di verificare immediatamente sul campo la validità delle soluzioni apprese. Fondamentale è anche il ruolo dei formatori, professionisti in grado non solo di padroneggiare gli strumenti tecnologici, ma di trasmettere competenze in modo coordinato e orientato al lavoro di squadra. Le aziende costituiscono per noi un punto di riferimento costante, guidandoci nell'individuare le evoluzioni tecnologiche e le esigenze emergenti. Il nostro obiettivo è formare i tecnici specializzati che saranno protagonisti delle fabbriche digitali dei prossimi decenni, sostenuti da un elemento per noi imprescindibile: la passione per ciò che si impara e si realizza".
Una conversazione con Giacomo Mareschi Danieli, ceo di Danieli & C Officine Meccaniche spa, ha preceduto la tavola rotonda conclusiva dell'evento, cui hanno partecipato, oltre allo stesso Mareschi Danieli, anche Giancarlo Locatelli, ceo di Cosma Group srl, e Gianluca Tesolin, presidente e ceo di bofrost* Italia spa.
"Un futuro presente esplora come l'intelligenza artificiale - intesa come insieme di AI, umanoidi e sistemi di automazione avanzata - stia cambiando il mondo, ma - ha osservato Mareschi Danieli - non nel modo inizialmente immaginato. Chiamata "intelligenza", l'AI oggi non pensa: prevede e suggerisce sulla base di grandi quantità di dati che non possono ancora sostituire il pensiero critico umano. Non è una tecnologia oggi matura per rimpiazzare l'uomo né per governare autonomamente processi manuali o industriali complessi, anche per la mancanza di un livello di affidabilità adeguato. Inoltre, la sua diffusione si scontra con i limiti legati alla protezione dei dati, poiché richiederebbe una condivisione molto più ampia di quanto oggi le imprese possano consentire. L'AI, insieme a umanoidi e automazione, sta trasformando il modo di lavorare, rendendo alcuni ruoli obsoleti e creando nuove competenze indispensabili. Si delinea così un'industria in cui tecnologia e intelligenza umana evolvono insieme".
Anche secondo Locatelli "gli umanoidi in fabbrica non sono una visione futuristica: sono un tema già sul tavolo delle imprese, ma vanno letti con grande concretezza. Oggi non siamo di fronte a macchine che sostituiscono l'uomo, ma a tecnologie che possono affiancarlo in contesti specifici, soprattutto dove il lavoro è ripetitivo, usurante o difficile da presidiare con continuità. Il vero punto non è l'intelligenza dell'umanoide, ma la sua integrazione nei processi produttivi esistenti. La sfida per le aziende non è acquistare tecnologia, ma ripensare layout, organizzazione del lavoro e competenze interne per renderla davvero efficace. Gli umanoidi diventeranno rilevanti quando smetteremo di considerarli come "robot evoluti" e inizieremo a inserirli come parte di un sistema industriale progettato per lavorare insieme alle persone. È lì - ha concluso Locatelli - che si gioca la vera partita competitiva dei prossimi anni".
"L'adozione dell'AI - ha aggiunto Tesolin - è prima di tutto un percorso culturale: richiede competenze, formazione e un dialogo aperto tra aziende. Per bofrost* Italia è un'occasione per migliorare i processi con l'obiettivo di rafforzare la relazione umana e non di sostituirla".