06/23/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/23/2026 05:30
"Le notizie relative ai percorsi di autonomia differenziata che il Governo Meloni starebbe portando avanti con alcune Regioni del Nord, in particolare Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto, destano forte preoccupazione, soprattutto laddove riguardano un settore delicato e fondamentale come quello della sanità". Lo afferma il consigliere regionale di Basilicata Democratica, Piero marese, ritenendo che: "non sia possibile procedere verso il riconoscimento di ulteriori forme e condizioni di autonomia senza che siano stati preventivamente definiti e adeguatamente finanziati i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) su tutto il territorio nazionale. Farlo significherebbe accentuare divari già esistenti tra aree del Paese, mettendo a rischio il principio costituzionale di uguaglianza e il diritto di ogni cittadino ad accedere ai medesimi servizi essenziali, indipendentemente dalla Regione di residenza".
"La Basilicata, come tutte le regioni del Mezzogiorno, - sottolinea Marrese - ha bisogno di politiche che rafforzino la coesione territoriale e riducano le disuguaglianze, non di scelte che rischiano di consolidare una geografia dei diritti differenziata. È necessario garantire a tutti gli italiani pari opportunità e pari livelli di tutela, evitando che il luogo di nascita o di residenza possa determinare condizioni diverse nell'accesso alla sanità, all'istruzione, ai trasporti e agli altri servizi fondamentali. Per questo motivo considero indispensabile che venga fermato qualsiasi ulteriore avanzamento di questi percorsi fino alla piena definizione e copertura finanziaria dei LEP. Solo così sarà possibile affrontare il tema dell'autonomia in un quadro di equilibrio, solidarietà e reale unità nazionale".
"In questo contesto, non posso non evidenziare - continua il consigliere - la grave responsabilità politica di chi, in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni, continua ad avallare le scelte del Governo senza una preventiva e rigorosa valutazione delle ricadute per la Basilicata. Troppo spesso il presidente Bardi, direttamente o attraverso assessori da lui delegati, ha espresso posizioni di sostanziale assenso verso indirizzi politici del centrodestra nazionale che appaiono in evidente contrasto con gli interessi generali della comunità lucana. La Conferenza Stato-Regioni non può essere considerata un luogo nel quale ratificare automaticamente decisioni assunte altrove per ragioni di appartenenza politica. Al contrario, rappresenta la sede nella quale ogni Regione dovrebbe difendere con determinazione i propri cittadini, le proprie prerogative e le proprie esigenze".
"Quando sono in gioco il diritto alla salute, la qualità dei servizi pubblici e le prospettive di sviluppo dei territori più fragili, - conclude Marrese - il dovere delle istituzioni lucane è quello di far sentire una voce autonoma e autorevole, non di adeguarsi passivamente a scelte che rischiano di penalizzare ulteriormente il Mezzogiorno. Su questi temi non servono atteggiamenti remissivi né logiche di schieramento: serve una difesa ferma degli interessi della Basilicata e dei diritti dei lucani, affinché il principio di unità della Repubblica si traduca concretamente in pari dignità e pari opportunità per tutti i cittadini".