08/05/2026 | Press release | Distributed by Public on 08/05/2026 07:25
Presenti i tecnici dell'Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. A seguire la visita al Campo scuola "Anch'io sono la Protezione Civile", organizzato dall'associazione di Pubblica assistenza di Borgo Val di Taro e Albareto
05 agosto 2026 15:10
Bologna - A Borgo Val di Taro, un intervento pronto a partire da 1,5 milioni di euro per la messa in sicurezza del torrente Tarodine, individuato grazie all'utilizzo di un modello idrodinamico che ha permesso di simulare diversi scenari di piena e di scegliere la soluzione più efficace.
Sulla frana del Lamino, invece, nel comune di Valmozzola, si avviano ormai alla conclusione i lavori di somma urgenza eseguiti nei mesi scorsi e prende ora il via un nuovo cantiere da 340mila euro per il ripristino della rete di drenaggio compromessa dai successivi movimenti franosi.
Sono gli interventi che riguardano alcune delle principali criticità della Val Taro, nel Parmense, e che interessano infrastrutture strategiche per la mobilità e la sicurezza del territorio: la frana del Lamino coinvolge la viabilità comunale e la strada statale della Val Taro stessa, mentre il Tarodine minaccia il quartiere San Rocco e le sue numerose attività produttive e aree residenziali. Per fare il punto sullo stato di avanzamento degli interventi, la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, ha effettuato oggi un sopralluogo nei due siti insieme ai tecnici dell'Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile.
"La sfida che abbiamo davanti è costruire territori sempre più sicuri e preparati ad affrontare fenomeni meteorologici che, per frequenza e intensità, stanno cambiando profondamente- spiega Rontini-. Per questo continuiamo a investire nella prevenzione e nella manutenzione del territorio, affiancando agli interventi necessari per affrontare le emergenze opere strutturali che riducono il rischio e aumentano il livello di sicurezza delle comunità. È una scelta precisa, che richiede continuità amministrativa, programmazione e risorse e che in Val Taro trova oggi una concreta applicazione in due interventi destinati a proteggere infrastrutture strategiche, attività economiche e collegamenti fondamentali per l'intera vallata. Continueremo a investire con questa impostazione, perché mettere in sicurezza il territorio significa garantire alle comunità condizioni migliori per vivere, lavorare e affrontare il futuro".
Al termine del sopralluogo, la sottosegretaria ha fatto visita anche al Campo scuola "Anch'io sono la Protezione civile" a Borgo Val di Taro, organizzato dall'associazione di Pubblica assistenza di Borgo Val di Taro e Albareto nell'ambito del progetto nazionale promosso dal Dipartimento della Protezione Civile insieme alle Regioni e alle organizzazioni di volontariato. Un'occasione per incontrare le ragazze e i ragazzi impegnati in attività formative, esercitazioni pratiche e simulazioni dedicate alla conoscenza dei rischi, alla cultura della prevenzione e al funzionamento del sistema di protezione civile, con l'obiettivo di promuovere comportamenti consapevoli e rafforzare il senso di responsabilità verso il territorio e la comunità.
La frana del Lamino
La frana del Lamino interessa un versante caratterizzato da un'elevata instabilità che, in seguito agli eccezionali eventi meteorologici del dicembre 2025, ha registrato un significativo aggravamento, con il rischio di coinvolgere in primo luogo la viabilità comunale e successivamente la strada statale della Fondovalle Taro, principale collegamento tra la valle e il capoluogo parmense. Alla base dell'evoluzione del dissesto, la forte saturazione dei terreni, la scomparsa delle linee naturali di deflusso delle acque superficiali nella parte alta del versante e le elevate pendenze delle scarpate in prossimità delle infrastrutture viarie, condizioni che hanno determinato un progressivo aumento dell'instabilità del corpo di frana.
Per questo, il 20 dicembre 2025, l'Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile era intervenuta con un primo intervento di somma urgenza, avviato contestualmente al sopralluogo tecnico e finanziato complessivamente con 160mila euro.
Le opere, in via di conclusione, hanno riguardato il mantenimento dell'officiosità idraulica del reticolo principale che attraversa il corpo di frana e del tombamento a servizio della viabilità comunale, la ricostruzione del reticolo idraulico superficiale minuto per favorire il drenaggio delle acque e ridurre la saturazione dei terreni, oltre alla sistemazione morfologica del versante e a tutte le lavorazioni necessarie al completamento dell'intervento. L'obiettivo era ripristinare un corretto deflusso delle acque meteoriche, elemento ritenuto determinante per contenere l'evoluzione del dissesto e ridurre il rischio di ulteriori movimenti franosi.
Il successivo riattivarsi della frana ha però compromesso parte della rete drenante realizzata durante la fase di somma urgenza. Per questo è previsto un nuovo intervento da 340mila euro, finalizzato alla ricostruzione del sistema di drenaggio danneggiato dagli ulteriori scivolamenti del versante. Si tratta della nuova fase di lavori programmata per proseguire le attività di messa in sicurezza del versante e della viabilità interessata dal dissesto, come illustrato nel corso del sopralluogo odierno.
Il torrente Tarodine
Il secondo intervento riguarda il torrente Tarodine, nel capoluogo di Borgo Val di Taro, dove la Regione ha predisposto un progetto esecutivo da 1,5 milioni di euro per la mitigazione del rischio idraulico del quartiere San Rocco, un'area nella quale si concentrano numerose attività produttive e commerciali strategiche per il territorio, oltre a un'importante zona residenziale. L'opera è finanziata con risorse del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, nell'ambito dell'Accordo quadro per gli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico e di sicurezza idraulica del bacino Taro-Ceno. Il progetto interessa il tratto terminale del Tarodine, dal ponte di via Martiri della Libertà fino alla confluenza con il fiume Taro, comprendendo anche un tratto della sponda sinistra del Taro in corrispondenza della foce del torrente. L'obiettivo è ridurre il rischio di sommersione del quartiere artigianale di San Rocco aumentando la capacità di contenimento delle piene e migliorando il comportamento idraulico dell'intero sistema fluviale.
Prima della progettazione è stato sviluppato un approfondito quadro conoscitivo che ha previsto numerosi sopralluoghi, rilievi topografici, analisi geologiche e geomorfologiche, studi paesaggistici e ambientali, ricostruzioni idrologiche del bacino e modellazioni idrodinamiche. In particolare, è stato sviluppato un modello idrodinamico che ha simulato il comportamento del torrente in tre differenti scenari morfologici: nello stato attuale, in un'ipotesi di evoluzione del fondo del Tarodine dovuta alla sedimentazione del materiale trasportato e in un ulteriore scenario che considera anche l'evoluzione morfologica del fiume Taro. Le simulazioni hanno consentito di valutare il comportamento del corso d'acqua durante gli eventi di piena e di individuare le soluzioni progettuali più efficaci per ridurre il rischio idraulico nel medio e lungo periodo. Il cuore dell'intervento consiste nel rafforzamento del sistema arginale lungo entrambe le sponde del Tarodine. In sponda destra saranno realizzati 108 metri di ringrosso arginale e ulteriori 117 metri di arginatura con muri di sostegno in calcestruzzo armato nei tratti dove edifici, viabilità e spazi disponibili non consentono l'allargamento del rilevato. In sponda sinistra sono invece previsti un primo tratto di 24 metri, un secondo tratto di 232 metri di ringrosso arginale e 32 metri di muri di sostegno in cemento armato. Tutti gli interventi porteranno la sommità degli argini a una larghezza di quattro metri, così da garantire il passaggio dei mezzi necessari alle attività di controllo e manutenzione.
Dal punto di vista costruttivo il progetto prevede la preparazione del piano di posa mediante scotico e scavo, la formazione dei nuovi rilevati con materiale di cava rullato e compattato per strati successivi, la realizzazione di una massicciata stradale in sommità destinata alla pista di manutenzione e, nei tratti più vincolati, muri di sostegno in calcestruzzo armato rivestiti in ciottolame naturale del Tarodine, così da migliorare l'inserimento paesaggistico delle opere e garantire al tempo stesso la necessaria resistenza strutturale. Un capitolo specifico riguarda la confluenza tra Tarodine e Taro, considerata uno dei punti più delicati dell'intero intervento. Qui saranno potenziate le difese spondali esistenti attraverso nuove berme di protezione al piede realizzate con massi naturali di grande pezzatura e la costruzione di quattro nasi idraulici, opere progettate per orientare la corrente, limitare i fenomeni erosivi e migliorare la stabilità dell'alveo durante gli eventi di piena.
Il progetto affronta inoltre tutte le interferenze presenti lungo il tracciato. Prima dell'avvio dei lavori saranno effettuati ulteriori rilievi topografici e verifiche strumentali per individuare con precisione eventuali sottoservizi non censiti in prossimità dei capannoni produttivi, così da concordare con il Comune le soluzioni tecniche più idonee. È inoltre prevista l'installazione di nuovi dispositivi di chiusura (clapet) sugli scarichi delle acque meteoriche che attraversano gli argini, per impedire il riflusso dell'acqua durante le piene.
Grande attenzione è stata riservata anche agli aspetti ambientali. Oltre alle opere di ingegneria naturalistica previste lungo le sponde, il progetto comprende specifiche misure di compensazione ambientale con il recupero delle aree interessate dal cantiere, il rinverdimento delle nuove scarpate mediante idrosemina e la messa a dimora di nuove specie arboree e arbustive autoctone per ricostituire progressivamente il corridoio ecologico del torrente.
Annalisa Dall'Oca
In cartella stampa le immagini del sopralluogo e del campo scuola 'Anch'io sono la Protezione civile'
Ultimo aggiornamento: 05-08-2026, 15:10