08/05/2026 | News release | Distributed by Public on 08/05/2026 08:30
Dal maggio del 1999 al marzo del 2003 sono stato componente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari della Provincia di Caltanissetta. Ero anche giovane presidente della Sezione di Italia Nostra Caltanissetta.
In quel periodo ebbi l'opportunità di fare da correlatore per due tesi di laurea: una intitolata "Caltanissetta: edilizia residenziale pubblica - Analisi degli interventi dal 1930 ad oggi"; tesi di laurea di Davide M. Locelso e Salvatore Cosentini, relatore il prof. arch. Giuseppe Cancemi, correlatore, chi scrive e il compianto arch. Pierluigi Campione. L'altra tesi era intitolata "Urbanistica contemporanea e architettura razionalista a Caltanissetta"; tesi di laurea di Elio Amico, relatore il prof. arch. Giuseppe Cancemi, correlatori, ancora una volta, chi scrive e Pierluigi Campione. Il prof. Giuseppe Cancemi era stato nostro decente di "Analisi dei sistemi urbani" e "Urbanistica" presso la Facoltà di Architettura di Palermo.
Oggi, a distanza di tre mesi dalla scomparsa del carissimo Pierluigi (come corre via veloce il tempo delle nostre esistenze!), mi è tornato in mente questo ricordo che ci lega. Entrambi architetti, studiosi e appassionati di arte, architettura e urbanistica, entrambi impegnati politicamente, entrambi ricchi di sogni e di progetti. La vita, poi, è andata come è andata, in questa città lontana e sola, in questa nostra città sfruttata e offesa. In questa nostra città che spende oggi le sue ultime carte, tra agognata rigenerazione e inesorabile decadenza.
Leandro Janni, Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia
NOTA - Pierluigi Campione nel ricordo di Fiorella Falci
Caltanissetta, 4 maggio 2026 - Pierluigi Campione ha lasciato questo mondo improvvisamente, sorprendendo dolorosamente tutti quanti lo hanno stimato e gli hanno voluto bene. Intelligenza gentile e profonda, ironico e sensibile, attento con studio e competenza alle questioni sociali, a cominciare dall'assetto della città, archetipo del superamento delle disuguaglianze e delle ingiustizie, a partire dalle forme dell'abitare e del vivere in comunità.
Architetto, funzionario dell'IACP, studioso dell'housing sociale e delle esperienze internazionali dell'urbanistica più avanzata, ha impegnato la sua vita in una ricerca di senso che potesse orientare eticamente i comportamenti e costruire condizioni autenticamente umane in una società complessa e abbandonata, in questa periferia dell'Occidente globalizzato in cui possiamo conoscere le frontiere più avanzate senza avere poi gli strumenti e le possibilità concrete di raggiungerli. E senza lasciarsene mai scoraggiare.
Era stato impegnato politicamente, a sinistra, segretario della mitica Sezione "Faletra" del PDS, e da quella esperienza aveva imparato a combattere per la giustizia, l'uguaglianza, la solidarietà, a combattere mettendosi in discussione, a partire dalle sue fragilità, che aveva affrontato con determinazione esemplare. E' stato componente autorevole del Consiglio direttivo della Sezione di Italia Nostra Caltanissetta.
Pierluigi aveva anche saputo riconoscere nella pratica politica le ipocrisie, l'opportunismo, le doppiezze di chi se ne vuole servire, e aveva preso le distanze dalla militanza attiva, senza smettere mai di pensare, di studiare, di cercare una dimensione politica in cui una cultura autenticamente democratica e progressista potesse crescere e svilupparsi per il benessere di tutti.
Nutriva dei suoi viaggi la sua sete inesauribile di conoscenza del mondo, visitando tanti paesi, anche molto lontani, e dovunque tessendo amicizie, condivisioni, esperienze di comunità significative.
Pierluigi aveva un'anima luminosa, capace di affetti profondi, di cui amava parlare, con i suoi post sui genitori, la mamma Loredana amatissima, il papà Luigi di cui andava fiero, la "zietta" e il nonno quasi centenario e modernissimo che ha accompagnato negli ultimi anni tessendo un dialogo tra generazioni che si può considerare un archetipo da seguire per tutti. Fino all'affetto per i suoi cagnolini, compagni di vita accuditi con dedizione, che gli sono stati accanto fino all'ultimo istante.
La sua vita, anche difficile, complicata, vissuta sempre "in piedi" anche nelle fasi di difficoltà più acuta, è stata una testimonianza limpida di cittadinanza consapevole, a partire dalla dimensione privata, sempre letta in un contesto sociale che ne restituiva un senso più profondo, fino alla capacità di pensare e lavorare impegnandosi a cambiarlo, quel contesto, nei suoi aspetti di ingiustizia, in cui le persone e le loro fragilità vengono spesso isolate, emarginate, quando non calpestate.
Non è facile incontrare nel nostro contesto una personalità come quella di Pierluigi, portatore di una spiritualità sociale unica, di un disinteresse esemplare e di una disponibilità all'amicizia autentica, disarmata e disarmante. Che porteremo sempre nel cuore.