10/01/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/01/2026 07:24
Il 4 ottobre 2026 è il primo San Francesco celebrato in Italia come festa nazionale. Pace, fratellanza, tutela dell'ambiente e della solidarietà sono solo alcuni dei valori da promuovere in questa giornata.
San Francesco ci ha insegnato il rispetto degli altri animali e la cura delle creature più diverse, compreso il lupo. Oggi è proprio questo predatore a rappresentare uno dei simboli più controversi del rapporto tra la nostra società e la fauna selvatica.
L'Operazione San Francesco
Nel 1972 il WWF Italia e il Parco Nazionale d'Abruzzo lanciarono l'Operazione San Francesco per la tutela del lupo, allora ridotto a poche decine di esemplari a causa di una persecuzione durata decenni. A distanza di oltre cinquant'anni, il lupo oggi è tornato a occupare i territori da cui era stato eradicato, espandendosi su tutto l'Appennino e ricolonizzando gran parte delle Alpi e molte aree di collina e pianura, da nord a sud.
Tuttavia, questo straordinario successo di conservazione è oggi messo in discussione, e il lupo in questa giornata di celebrazione ha poco da festeggiare. Con il declassamento del suo stato di protezione da "rigorosamente protetto" a "protetto" a livello europeo si apre una nuova fase in cui gli Stati (Italia compresa) potranno gestire la specie anche ricorrendo più facilmente a piani di abbattimento.
Una decisione politica che determina anche la riduzione delle sanzioni contro le uccisioni illegali e che va contro le più recenti evidenze scientifiche. L'unica strategia davvero efficace per diminuire le predazioni sul bestiame è investire nella prevenzione. Gli abbattimenti invece non risolvono i conflitti e non migliorano l'accettazione sociale della specie.
Già all'epoca, di fronte a un lupo che terrorizzava la comunità, San Francesco non cercò di eliminarlo, ma di ricomporre il conflitto. Chiese al lupo di non spaventare più gli abitanti e alla comunità di garantirgli il rispetto necessario per vivere, fondando così un simbolico patto di convivenza.
L'attenzione alle allodole
Ma il lupo non è l'unico animale su cui la tradizione francescana ci invita a riflettere.
Le allodole, piccoli uccelli noti per il loro canto melodioso, occupano un posto particolare nelle fonti francescane. Secondo il racconto tramandato nei secoli, al momento della morte del Santo grandi stormi di allodole si radunarono sopra la casa, cantando e volando al crepuscolo, quasi a salutarlo. Un'immagine che lega uno dei più familiari canti della campagna italiana alla figura del Santo.
Una specie in difficoltà
Oggi, però, anche l'allodola è una specie in difficoltà. Essendo legata agli ecosistemi agricoli, che sono sempre più degradati, presenta un trend di popolazione negativo, tanto da essere classificata come Vulnerabile nella Lista Rossa italiana della IUCN, nonostante ciò è inclusa tra le specie cacciabili. ISPRA ha evidenziato il marcato declino della specie a livello europeo e, analizzando i dati sulla pressione venatoria in Italia, ha rilevato che l'allodola è il passeriforme, tra le specie cacciabili e ad esclusione dei turdidi, con il maggior numero di abbattimenti registrati.
L'allodola è anche al centro di traffici illegali: molti esemplari sono prelevati illegalmente in natura per essere usati come "richiami vivi". La normativa consente l'utilizzo di animali a questo scopo solo se questi provengono da allevamenti autorizzati ma è noto come sia di fatto impossibile riprodurre allodole in cattività e per questo si ricorre al prelievo e al traffico illegale. Proprio nei giorni in cui celebriamo San Francesco, coincidono con le prime giornate della stagione venatoria, e questo piccolo passeriforme canoro, piuttosto che essere protetto e custodito, viene visto solo come un bersaglio per le doppiette e un ingrediente per qualche ricetta.
Gli effetti drammatici del DDL Caccia
A rendere il quadro ancora più drammatico è il "DDL caccia", approvato dal Senato e ora all'esame della Camera. Il testo prevede il definitivo declassamento del lupo e nel corso dell'iter di discussione il Senato ha respinto anche un emendamento che proponeva di escludere proprio l'allodola dalle specie cacciabili, senza considerare la riapertura della possibilità di cattura di uccelli selvatici da utilizzare come richiami vivi, una pratica crudele e anacronistica che ha già comportato all'Italia diverse condanne da parte della Corte di Giustizia europea.
Il canto dell'allodola e la presenza del lupo sono indicatori di ambienti ancora capaci di sostenere una ricca biodiversità. San Francesco ci insegna che la coesistenza è possibile, ma non può essere costruita sulla paura e sulla contrapposizione, bensì sulla conoscenza delle altre specie, riconoscendone il valore e imparando a gestire i conflitti attraverso la ricerca, la prevenzione e la sensibilizzazione, per ritrovare un equilibrio con la natura di cui facciamo parte.
L'appuntamento con "Rivoluzione naturale"
In particolare, è fondamentale informare e sensibilizzare non solo l'opinione pubblica, ma tutti i soggetti coinvolti nella tutela della natura. Fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1966, il WWF ha contribuito a cambiare il modo in cui l'Italia guarda alla natura, trasformando l'ecologia da interesse di pochi a patrimonio collettivo e sviluppando un nuovo linguaggio capace di coinvolgere cittadini, istituzioni, imprese e mondo della cultura.
Per questo nell'anno del sessantesimo anniversario dell'associazione, il Corner MAXXI di Roma ospita dal 9 ottobre all'8 novembre 2026 "Rivoluzione Naturale. Viaggio tra temi, media e linguaggi che hanno costruito la coscienza ambientale in Italia", la mostra con cui il WWF Italia ripercorre 60 anni di campagne, battaglie, intuizioni ed innovazione che hanno contribuito alla costruzione nel nostro Paese di una cultura della natura fondata su conoscenza, rispetto e responsabilità. Tutte le informazioni sono disponibili a questo link.
Le giornaliste e i giornalisti interessati a partecipare possono accreditarsi tramite QUESTO LINK.