Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia

09/28/2026 | Press release | Distributed by Public on 09/28/2026 11:20

SIMBOLI. PELLEGRINO (AVS): BANDIERA STORICA FRIULI NON È DI PARTITO

SIMBOLI. PELLEGRINO (AVS): BANDIERA STORICA FRIULI NON È DI PARTITO

28.09.2026
19:01
(ACON) Trieste, 28 set - "L'utilizzo della bandiera storica del Friuli sul prato di Pontida, da parte degli esponenti friulani e giuliani della Lega, rappresenta un fatto politico grave e un uso improprio che va fermamente stigmatizzato. Il fatto che non sia stata sventolata la bandiera istituzionale della Regione Friuli Venezia Giulia non attenua la gravità dell'episodio, in quanto i simboli identitari appartengono alla collettività, non a un singolo partito". Così risponde la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), al collega Antonio Calligaris aggiungendo che "il capogruppo della Lega ammette che sia stata utilizzata la bandiera della Patria del Friuli, una bandiera istituzionale riconosciuta con la Lr. 6/2015 a prima firma del consigliere Alessandro Tesini del Pd".

"Questa legge - sottolinea l'esponente AVS - ha formalmente riconosciuto la 'bandiera della comunità friulana', definendola come la bandiera storica del Friuli e ne stabiliscono l'uso e i criteri per l'esposizione". "L'impianto normativo - incalza Pellegrino - sancisce in modo inequivocabile che quel vessillo è patrimonio esclusivo della collettività, esattamente come quella della Regione autonoma Fvg, e della cultura friulana. Non sono ammesse altre appartenenze, né tantomeno strumentalizzazioni di partito".

"Siamo di fronte - prosegue la consigliera - a una questione culturale profonda e di un esplicito abuso dei simboli istituzionali. La Lega non può appropriarsi di un emblema che unisce un intero popolo per farne un feticcio da propaganda all'interno di un raduno di partito, utilizzandola anche come tovaglia dove mangiare e bere".

Secondo l'esponente rossoverde, "questo tentativo di piegare la storia e l'identità friulana a logiche di fazione deve essere respinto con forza per la tutela della dignità e dell'autonomia culturale del nostro territorio. Il percorso per arrivare al riconoscimento dell'identità friulana, con i suoi simboli, ha occupato studiosi e storici, e ha attraversato 10 secoli".

"Forse il collega non ha mai superato il fiume Isonzo - conclude pellegrino - e non è a conoscenza dell'importante dibattito che si è svolto, fin dai primi anni settanta del secolo scorso, in Friuli. Sarà utile fargli pervenire sia il testo di legge che la ricca bibliografia da cui potrà apprendere molto di più di quanto può imparare dal prato di Pontida". ACON/COM/aa



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