03/03/2026 | News release | Distributed by Public on 03/03/2026 04:20
Cosa troveranno i paleontologi tra un milione di anni scavando nei sedimenti della nostra epoca? Non solo conchiglie o resti di cetacei, ma i "fossili" di un'era dominata dai polimeri: la plastica. Parte da questa provocazione "PaleoPlastica - I Fossili del Futuro", un progetto scientifico e culturale di respiro internazionale che verrà inaugurato il prossimo 21 marzo 2026 a Scandicci (FI).
L'iniziativa, nata dalla sinergia tra CNR-IFAC, GAMPS OdV, Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa e l'Istituto Russell-Newton, propone un parallelismo visivo ed emotivo senza precedenti: il dialogo tra gli straordinari fossili autentici del Pliocene toscano e i rifiuti persistenti recuperati sulle nostre spiagge.
La mostra "Paleoplastica - I Fossili del Futuro" nasce con l'obiettivo di sensibilizzare il pubblico sul problema dell'inquinamento da plastica e sul suo errato smaltimento. Il GAMPS, da anni impegnato nella tutela dei beni paleontologici della Toscana, propone un parallelismo provocatorio: i sedimenti incontaminati del Pliocene toscano ci hanno restituito reperti di straordinaria bellezza; i sedimenti di domani, invece, restituiranno i rifiuti della nostra era. L'esposizione trasforma i residui plastici raccolti sulle coste toscane (Calambrone e Marina di Vecchiano) in veri e propri "reperti storici", simboli di un benessere che si è trasformato in una minaccia ambientale globale.
La mostra si articola su una superficie di circa 300 metri quadri, integrando i reperti plastici moderni con i fossili originali di milioni di anni fa e si rivolge alle scolaresche e alla cittadinanza tutta, proponendosi come momento di riflessione critica sul nostro impatto geologico. Attraverso il concetto di "fossile del futuro", Paleoplastica invita a riscrivere il presente per salvare gli ecosistemi di domani.
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