02/24/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/24/2026 09:11
Domenica scorsa, l'esercito messicano ha ucciso Rubén Nemesio Oseguera Cervantes, detto El Mencho, il narcotrafficante più ricercato al mondo, sul quale gli Stati Uniti avevano posto una taglia di 15 milioni di dollari. El Mencho era a capo del Cartel Jalisco Nueva Generación (CJNG), una delle organizzazioni criminali più violente classificata tra quelle terroriste dagli Usa, operante in una trentina di Stati messicani e con alleanze e contatti in decine di altri paesi di continenti diversi, secondo quanto afferma la DEA, l'agenzia antidroga statunitense. Il dispositivo della polizia che ha portato alla cattura del capo del CJNG, poi deceduto in seguito alle ferite riportate nello scontro a fuoco con le forze dell'ordine, è stato esclusivamente messicano, sottolinea la presidente Claudia Sheinbaum, con l'aiuto delle informazioni ottenute dall'intelligence americana. Un successo per la strategia della presidente messicana in termini di sovranità territoriale nel contenzioso con Donald Trump, che vorrebbe invece direttamente operanti in Messico le agenzie statunitensi per combattere il narcotraffico.
Appena si è diffusa nel paese la notizia della morte del Mencho, gli affiliati al cartello hanno iniziato una campagna durata diverse ore di attacchi violenti, con blocchi di strade e attacchi a stazioni di servizio e banche, che ha obbligato alla cancellazione di voli per ragioni di sicurezza, nella quale è rimasto ucciso anche l'uomo di fiducia del leader del CJNG e suo operatore finanziario, Hugo "H", detto El Tuli. Complessivamente, a fine giornata si contavano oltre 70 vittime mortali, di cui 45 del Cartello e il resto di addetti delle forze dell'ordine e una civile. La situazione è quindi tornata calma, almeno in apparenza, perché nessuno sa dire che cosa comporterà la lotta interna al clan per decidere la successione ai vertici dell'organizzazione criminale.
Come ha spiegato in conferenza stampa il segretario della Difesa Nazionale Ricardo Trevilla, l'operazione per la cattura del Mencho è avvenuta nella località di Tapalpa, nell'interno dello Stato di Jalisco. È stata la visita al suo rifugio di una donna, una delle sue compagne sentimentali, a confermare la presenza del capo del Cartello. L'obiettivo era quello di arrestarlo, ma la sua reazione all'accerchiamento, sparando contro gli agenti di polizia e la successiva fuga nella boscaglia, hanno dato luogo a un fuoco incrociato ove sono rimasti feriti un militare, El Mencho e due uomini della sua scorta. Nel viaggio sull'elicottero che trasportava i feriti a Guadalajara, El Mencho e i suoi due uomini sono deceduti.
Meno internazionalmente famoso del Chapo - boss del narcotraffico messicano già a capo del Cartel de Sinaloa, attualmente rinchiuso in una prigione degli Stati Uniti - El Mencho era nato 59 anni fa ad Agulilla, figlio di una famiglia povera di contadini. Migrato da giovane negli Stati Uniti e quindi deportato in Messico per aver compiuto reati collegati con la droga, cominciò la sua carriera di narcotrafficante dal basso nel Cartel de Sinaloa, fino a conquistare la fiducia di una delle sue fazioni. Nel 2010 creò il Cartel de Jalisco, come uno dei bracci armati del clan di Sinaloa, riuscendo ad approfittare della caccia dei governi messicani a questo e agli altri cartelli più celebri, per occupare gli spazi di azione lasciati liberi. Sotto la sua guida, il Cartel de Jalisco ha accresciuto e diversificato il giro di affari oltre la droga - metanfetamine e fentanil -, occupandosi di estorsioni, furti, tratta di migranti, assassinii o aggressioni a giudici, politici e militari.
Bisognerà vedere ora come si ricostruiranno gli affari del Cartel de Jalisco con alcune organizzazioni del narcotraffico colombiano. L'intelligence della Colombia parla di contatti e alleanze con i dissidenti delle Farc, a cui pagherebbe l'affitto di laboratori di cocaina, con la guerriglia dell'Eln, Ejército de Liberación Nacional e con il Clan del Golfo, la struttura illegale più grande del paese che organizza gli itinerari del narcotraffico. E poi c'è la riorganizzazione del Cartello per il controllo del crimine in Messico, perché le faide interne al Cartel de Sinaloa per la successione hanno favorito la crescita del CJNG. Un vuoto di potere come quello lasciato dal Mencho può generare più violenza, magari maggiormente diffusa, perché non sempre l'eliminazione dei boss è efficace per eliminare i cartelli. È possibile, infatti, che la caduta del Mencho acceleri l'atomizzazione delle bande criminali in Messico.
Trump insiste nel dire che il Messico deve fare di più per combattere il narcotraffico che si dirige verso gli Stati Uniti. Nonostante Sheinbaum abbia dimostrato di stare affrontando il problema con una strategia differente dal passato. Ai tempi del suo predecessore, Andrés Manuel López Obrador, la scelta era quella di evitare lo scontro con le bande criminali, sintetizzata nell'espressione "Abrazos, no balazos", "Abbracci non proiettili". Con Sheinbaum l'azione contro il crimine organizzato è evidente e si basa sull'attacco ai leader delle bande criminali, con l'aiuto dell'intelligence e delle indagini e in questo senso lo scambio di informazioni con gli Stati Uniti è considerato utile. Purché si rispettino i principi del rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale, della responsabilità condivisa, della cooperazione nel rispetto e nella reciproca fiducia.