Consiglio Regionale del Veneto

06/30/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/30/2026 08:58

Morosin (Liga Veneta Repubblica): 'Femminicidio, il Consiglio regionale dia un messaggio unitario: nessuno può negare questa realtà. L'indifferenza ci rende complici'

30 giugno 2026

(Arv) Venezia, 30 giugno 2026

"Sul femminicidio non possono esserci ambiguità né tentennamenti. Il Consiglio regionale del Veneto ha il dovere di lanciare un messaggio chiaro e unitario: nessuno può negare una realtà che continua a colpire donne, famiglie e l'intera società". E' quanto dichiara il consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica), intervenendo oggi in Aula consiliare, nel dibattito dedicato alla relazione dell'Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne.

"Nel mio intervento, - ribadisce Morosin - ho rivolto un appello ai colleghi consiglieri, in particolare agli uomini, affinché ciascuno prendesse posizione contro le dichiarazioni che negano l'esistenza del femminicidio come fenomeno specifico. Ho chiesto a tutti i colleghi maschi di intervenire, anche solo per trenta secondi, per dire con chiarezza che non siamo d'accordo con chi nega il femminicidio. Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, e questo diritto va sempre difeso, ma proprio per questo è importante che il Consiglio faccia sentire con altrettanta forza una posizione netta. Sarebbe un gesto di grande civiltà istituzionale, di rispetto verso le colleghe che siedono in quest'Aula e soprattutto un messaggio rivolto a tutti i cittadini veneti".

"Faccio presente - sottolinea Morosin - che il termine femminicidio non è un'invenzione recente, ma trova fondamento nel diritto internazionale e oggi anche nella legislazione italiana, con il nuovo reato introdotto dal Parlamento, ed entrato in vigore lo scorso dicembre".

"Non stiamo parlando soltanto di numeri -commenta Morosin - anche se, come tutti auspichiamo, questi reati dovessero diminuire, il femminicidio rimarrebbe comunque un atto di prevaricazione e di violenza intollerabile contro le donne. È un tema che riguarda il livello di civiltà della nostra società".

"Nel corso del mio intervento - prosegue Morosin - ho inoltre richiamato la Convenzione di Istanbul, sottolineando l'importanza dei quattro pilastri su cui si fonda: prevenzione, protezione, perseguimento dei responsabili e politiche integrate. Da avvocato, ho poi evidenziato la necessità di investire maggiormente nella specializzazione degli operatori che si occupano delle vittime di violenza, raccontando un caso professionale seguito personalmente, nel quale un errore procedurale ha rischiato di compromettere il diritto della vittima a ottenere il risarcimento previsto dalla legge. La protezione passa anche attraverso la preparazione di chi interviene per primo. Forze dell'Ordine, magistrati e operatori devono essere sempre più specializzati, perché un errore può avere conseguenze gravissime per chi ha già subito una violenza devastante. Lo Stato oggi prevede un indennizzo fino a 25 mila euro nei casi previsti dalla legge: come Regione potremmo valutare ulteriori forme di sostegno, anche simboliche, per accompagnare le vittime nel loro percorso di recupero".

"Infine, ringrazio le consigliere che hanno illustrato il lavoro dell'Osservatorio regionale, ribadendo che la lotta alla violenza contro le donne richiede l'impegno di tutte le istituzioni. Non possiamo essere indifferenti davanti alla violenza sulle donne. L'indifferenza non è neutralità: chi resta indifferente finisce per essere complice. Per questo il reato di femminicidio non si tocca e il nostro dovere è continuare a rafforzare ogni strumento di prevenzione, tutela e sostegno alle vittime", conclude Morosin.

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