05/28/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/28/2026 04:17
(Arv) Venezia, 28 maggio 2026
"Le indagini sugli incresciosi scontri avvenuti in occasione del derby di Torino, nel corso dei quali è rimasto gravemente ferito un sostenitore della Juventus al quale va rivolto un pensiero e un augurio di pronta guarigione, ricostruiranno con esattezza le dinamiche di quanto è accaduto. Di certo, in questa vicenda, non possono essere ignorati alcuni nodi, legati alle condizioni in cui si ritrovano a lavorare le Forze dell'Ordine che prestano servizio per sedare le violenze tra tifoserie calcistiche e assicurare la sicurezza dentro e attorno agli stadi". La riflessione è di Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della Commissione che si occupa di legalità.
"Faccio presente - prosegue Trevisi - che negli stessi scontri di Torino sono rimasti feriti anche sei agenti di polizia, e spesso passano in secondo piano o non vengono del tutto considerati i rischi cui si ritrovano esposti le donne e gli uomini in divisa. Come è ben noto, le risorse, i mezzi e gli investimenti per il personale, messi a disposizione delle Forze dell'Ordine sono sempre insufficienti. E, contemporaneamente, i costi per la sicurezza in occasione di manifestazioni calcistiche sono elevatissimi".
"Proprio per questo denuncio il fatto che non è più sostenibile che il peso economico e operativo ricada quasi esclusivamente sulla collettività. Per questo ritengo necessario aprire una riflessione seria sul fatto che le società sportive debbano contribuire in maniera significativa ai costi della sicurezza. Basterebbe togliere qualcosa dagli altissimi stipendi dei giocatori per contribuire agli enormi costi necessari per l'impiego di lavoratori in divisa. Lo sport - evidenza Trevisi - deve tornare a essere un luogo di partecipazione, rispetto e condivisione, non un contesto di guerriglia urbana ormai settimanale. E gli interessi economici - conclude Trevisi - non possono valere più della sicurezza di cittadini ed operatori delle Forze dell'Ordine".