Consiglio Regionale della Basilicata

05/04/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/04/2026 04:58

Forestazione, M5s: noi ci siamo, ora tocca alla Giunta Bardi

Alessia Araneo e Viviana Verri
Le Consigliere regionali del M5s: L'emendamento sulla forestazione trasformato odg è una proposta concreta, una copertura chiara, una richiesta di riforma strutturale. Ora rispondano i padroni del discorso pubblico lucano

"Nel corso della seduta del Consiglio Regionale del 28 aprile 2026, il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento alla Legge di Stabilità Regionale 2026 per il settore forestazione sottoscritto convintamente da tutti i rappresentanti delle opposizioni. La presidenza dell'assemblea lo ha trasformato in ordine del giorno votato all'unanimità, ma la sostanza della proposta rimane intatta nella sua precisione: turnover più quattro milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2026 e 2027, destinati all'incremento delle giornate lavorative dell'intera platea delle lavoratrici e dei lavoratori forestali - storici, SAAP e ASA - con copertura assicurata dalla riduzione degli stanziamenti della Missione 17 sull'energia, nelle risorse disponibili e non ancora obbligate. Non un atto di indirizzo generico, non una dichiarazione di buona volontà: una proposta con numeri precisi, capitoli di bilancio identificati e un mandato esplicito alla Giunta per presentare, entro sessanta giorni, proposte legislative di riforma complessiva del settore". Lo dichiarano le consigliere regionali del M5s, Alessia Araneo e Viviana Verri, che aggiungono:

"Il comparto forestale in Basilicata non è una voce di spesa residuale da tamponare anno per anno. È un'infrastruttura territoriale permanente: quattromila lavoratrici e lavoratori che presidiano le aree interne, prevengono il dissesto idrogeologico, mantengono vivo un patrimonio boschivo che nessuna misura emergenziale può sostituire. Da anni vivono nell'incertezza di giornate insufficienti, nella frammentazione tra platee trattate in modo diseguale, in un sistema che li ha utilizzati storicamente come ammortizzatori di consenso senza mai affrontare il problema alla radice. La nostra proposta chiedeva che si avviasse finalmente una programmazione pluriennale stabile, il progressivo superamento della frammentazione tra le categorie, garanzie reali di sicurezza nei cantieri. Non un'emergenza tamponata, ma un comparto finalmente governato con una visione".

"Nell'aula del 28 aprile - sottolineano - abbiamo ascoltato ancora una volta l'assessore Cupparo difendere la gestione regionale del settore con la consueta sicumera: le risorse ci sono, tutto è sotto controllo, il problema sarebbe chi fa le domande e non chi non dà le risposte. Eppure il suo collega di Giunta Cicala ha dichiarato in aula il contrario: la copertura è insufficiente, le risorse bastano per pochi mesi. Due assessori della medesima Giunta, stesso dossier, stessa seduta, versioni inconciliabili. Viene spontaneo chiedersi quale delle due sia vera. E soprattutto: chi risponde ai quattromila lavoratori e lavoratrici che attendono? Cupparo ha anche manifestato, come già nelle sedute precedenti, una certa insofferenza verso la nostra vicinanza ai lavoratori. Lo diciamo con chiarezza: quella vicinanza non è demagogia, non è tatticismo, ma il presupposto elementare di ogni azione politica degna di questo nome. Un assessore che interpreta la solidarietà istituzionale verso chi lavora come un attacco al governo regionale rivela più di sé di quanto non voglia".

"Marcello Pittella ha ritenuto opportuno ricordare all'intera aula che sul tema forestazione lui detiene una competenza storica e un'autorità acquisita: ha presieduto la Regione, ha contribuito a costruire quelle platee lavorative, conosce i meccanismi dall'interno. Può essere vero. Ma la competenza acquisita in passato non autorizza a squalificare le proposte altrui nel presente né a occupare il terreno del merito con l'arma dell'anzianità. Il sistema che lui stesso ha contribuito a costruire ha generato esattamente quella frammentazione - storici, SAAP, ASA - che oggi rende i lavoratori diseguali tra loro e instabili nel complesso. Se questo è il titolo per intervenire dall'alto, lo rispettiamo come si rispetta un'eredità complicata: riconoscendola, non celebrandola. La politica lucana non si migliora difendendo ciò che non ha funzionato. Si migliora avendo il coraggio di cambiarlo".

"Nell'aula del 28 aprile - concludono Araneo e Verri - si è esultato per i contributi alle feste patronali dei capoluoghi. Noi abbiamo presentato una proposta per chi non ha nulla da festeggiare. Non chiediamo benedizioni. Chiediamo risposte".

GP
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