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09/02/2026 | Press release | Distributed by Public on 09/02/2026 02:31

Misure di conversione: il Consiglio federale è aperto a un disciplinamento legale a livello nazionale

Comunicato stampaPubblicato il 2 settembre 2026

Misure di conversione: il Consiglio federale è aperto a un disciplinamento legale a livello nazionale

Berna, 02.09.2026 - Come conclude un rapporto adottato dal Consiglio federale il 2 settembre 2026 in adempimento di un postulato, le misure di conversione nei confronti di persone lesbiche, omosessuali, bisessuali, trans e queer (LGBTIQ+) sono una realtà presente anche in Svizzera. Tali pratiche rischiano di provocare notevoli sofferenze ai diretti interessati e sono respinte categoricamente dal Consiglio federale, il quale sottolinea che la legislazione vigente offre già un'ampia tutela in questo ambito. Tuttavia, siccome un numero crescente di Cantoni sta adottando disposizioni legali proprie, si potrebbe valutare l'introduzione di una normativa più precisa a livello nazionale.

Tramite il postulato ««Terapie di conversione». Verificarne la diffusione in Svizzera e la necessità di un loro disciplinamento legale» (21.4474), il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di esaminare la diffusione delle cosiddette misure di conversione e di verificare se la legislazione vigente è sufficiente per procedere contro tali pratiche.

Il termine «misure di conversione» (in alternativa, terapie di conversione o riparative) descrive pratiche che mirano a cambiare l'orientamento sessuale nonché l'identità o l'espressione di genere di una persona. Queste spaziano da metodi relativamente sottili, come l'influenza verbale, a gravi violazioni dell'integrità fisica, e si possono verificare sia durante l'infanzia e l'adolescenza che in contesti psicoterapeutici, medici, religiosi o interni alla propria famiglia. A seconda del caso, le misure di conversione rischiano di provocare notevoli sofferenze psicologiche, stati d'ansia e depressione, nonché compromettere l'autostima e le relazioni sociali.

Vista la limitata disponibilità di dati al riguardo, non è possibile stabilire con esattezza la diffusione di questa prassi in Svizzera. Il «Panel Suisse LGBTIQ+» del 2023 fornisce tuttavia alcune indicazioni in merito: secondo lo studio, oltre il nove per cento delle persone lesbiche, omosessuali o bisessuali interpellate ha riferito di essere stato esposto, almeno una volta, a tentativi di conversione volti a cambiarne l'orientamento sessuale o l'identità di genere. Nel caso delle persone trans, la percentuale saliva fino a circa il 16 per cento.

Con l'adozione del rapporto, il Consiglio federale ribadisce la ferma opposizione alle misure di conversione e ne condanna il ricorso. Sebbene sia difficile determinarne con precisione la diffusione e la tipologia, tali pratiche sono una realtà presente anche in Svizzera e provocano sofferenze alle persone che vi sono sottoposte. Il Consiglio federale ritiene che l'attuale diritto penale, civile e sulle professioni della salute offra già un'ampia tutela in questo campo. Diversi Cantoni hanno inoltre aggiunto alla loro legislazione vigente ulteriori relativi provvedimenti amministrativi o penali oppure hanno avviato progetti di legge in tal senso. Si osservano sviluppi simili anche nei Paesi europei (ad es. in Germania, Francia e Spagna), dove sono state introdotte normative per lottare contro le misure di conversione. Ciò dimostra la crescente volontà politica e sociale di contrastare tali terapie. Allo stesso tempo, però, la diverse normative cantonali comportano un livello di protezione disomogeneo in Svizzera.

Di conseguenza, appare opportuno introdurre un disciplinamento unitario a livello nazionale contro le terapie di conversione. L'elaborazione di una specifica norma penale richiederebbe un mandato esplicito da parte del Parlamento, che potrebbe essere attribuito per esempio nell'ambito della mozione pendente «Vietare e sanzionare le terapie di conversione rivolte alle persone LGBTQ» (22.3889). Spetta ora alla Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) decidere in merito agli ulteriori sviluppi dell'atto parlamentare.

Maggiori informazioni

Rapporto (disponibile in francese e tedesco): Bundesratsberichte

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