10/22/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/22/2026 07:39
L'iniziativa internazionale per gli Oceani Mission Blue ha designato lo Stretto di Sicilia e l'Altopiano tunisino come nuovo "Hope Spot", con il sostegno della Mediterranean Marine Initiative del WWF, conferendo un riconoscimento globale a un ecosistema marino in cui convergono straordinaria biodiversità, culture, economie e nazioni.
«L'oceano non riconosce i confini che tracciamo sulle mappe. Balene, squali, tartarughe e tonni si muovono in queste acque come un unico sistema interconnesso. Lo Stretto di Sicilia e l'Altopiano tunisino ci ricordano che proteggere l'oceano richiede che agiamo allo stesso modo: insieme, oltre i confini. Questo nuovo "Hope Spot" è una fonte di speranza per il Mediterraneo e un invito a trasformare la conoscenza in azione», ha dichiarato Sylvia Earle, CEO e fondatrice di Mission Blue, che sarà presente a Roma il 28 ottobre per l'evento del WWF "Mediterraneo Mare Protetto".
Con una superficie di poco superiore a 114.000 km², l'Hope Spot comprende una straordinaria varietà di habitat. Importanti processi oceanografici, tra cui le correnti ascensionali, creano acque ricche di nutrienti che sostengono le praterie di Posidonia oceanica, le scogliere coralligene, i fondali di maërl e gli ecosistemi corallini di acque profonde.
Questi habitat costituiscono aree fondamentali per l'alimentazione, la riproduzione, la crescita dei piccoli e la migrazione di un'ampia varietà di specie marine, tra cui balenottere comuni, capodogli, delfini, tursiopi, tartarughe marine comuni, tonni rossi e uccelli marini. Lo Stretto riveste particolare importanza per gli squali e le razze, ospitando 32 specie e ottenendo il riconoscimento di "Area importante per squali e razze" grazie alla sua eccezionale diversità di elasmobranchi.
«Lo Stretto di Sicilia si trova al crocevia tra biodiversità, mezzi di sussistenza e geopolitica, il che lo rende una delle espressioni più evidenti del nostro futuro mediterraneo condiviso», ha affermato Giuseppe Di Carlo, direttore della Mediterranean Marine Initiative del WWF. «Questo è un luogo in cui convergono fauna marina, rotte commerciali, corridoi energetici, culture e destini umani.»
Dalle conoscenze scientifiche all'azione coordinata
La designazione dello Stretto di Sicilia e dell'Altopiano tunisino come "Hope Spot" si basa su anni di ricerca scientifica e di attività di conservazione già in corso in tutta la regione.
Dal 2023, la Mediterranean Marine Initiative del WWF e i suoi partner stanno unendo scienza, politiche e coinvolgimento delle parti interessate per identificare le aree prioritarie per la conservazione e gettare le basi per un approccio più coordinato in tutto lo Stretto. Questo lavoro ha comportato un impegno costante con le autorità e le parti interessate in Italia e Tunisia, oltre che a Malta e con le istituzioni regionali, con l'obiettivo di trasformare un solido corpus di conoscenze scientifiche in azioni concrete e a lungo termine per la conservazione.
Questo impegno è sostenuto da un'ampia rete di partner, tra cui Pew Bertarelli Ocean Legacy, il Tethys Research Institute e Global Fishing Watch, nonché da autorità nazionali e istituzioni regionali quali il Centro di attività regionale per le aree specialmente protette della Convenzione di Barcellona e la Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo.
Il riconoscimento degli "Hope Spot" non introduce nuove normative né tutele giuridiche. Conferisce invece maggiore visibilità, slancio e una piattaforma condivisa al lavoro già in corso: contribuire a creare legami attorno a una visione comune per lo Stretto.
Il prossimo capitolo riguarda il passaggio dal riconoscimento alla protezione e alla gestione coordinate. Tra le iniziative promosse vi è la proposta di istituire un'Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea (SPAMI) nell'ambito della Convenzione di Barcellona, che potrebbe fornire un quadro di riferimento per la collaborazione tra i paesi a livello di ecosistema.
L'evento del 28 ottobre a Roma
Proprio il futuro del Mediterraneo sarà al centro di "Mediterraneo Mare Protetto", l'evento organizzato nel contesto del 60esimo anniversario del WWF Italia presso la Sala Buontempo del Museo MAXXI di Roma il 28 ottobre dalle ore 18,00.
L'incontro sarà un confronto tra istituzioni, ricerca e conservazione per riflettere sul ruolo strategico della tutela degli ecosistemi marini nella stabilità e nella prosperità della regione.
L'evento si aprirà con l'introduzione di Giuseppe Di Carlo, direttore della Mediterranean Marine Initiative del WWF.
Tra gli ospiti:
Sylvia Earle, biologa marina e oceanografa americana di fama internazionale, fondatrice di Mission Blue e della rete Hope Spot
Raffaele Marchetti, Direttore del Centro di Ricerca per Studi Internazionali e Strategici della LUISS
Modera Federico Ferrazza, Direttore di Green&Blue di Repubblica.
L'evento si concluderà con un cocktail di saluto.
Si chiede alle giornaliste e ai giornalisti interessati a seguire uno più eventi di accreditarsi contattando uno degli addetti stampa del WWF Italia.