05/13/2026 | News release | Distributed by Public on 05/13/2026 10:37
"Ad agosto scorso, fu la nave Ocean Viking ad essere presa di mira dalla cosiddetta Guardia Costiera libica, foraggiata dal governo italiano. Ieri è toccato alla Sea Watch che stava portando in salvo 90 persone che, altrimenti, sarebbero naufragate nel Mediterraneo.
Gli spari, a quanto pare, sarebbero partiti da una motovedetta donata proprio dall'Italia. E' questa la strategia del governo Meloni? Far fare il lavoro sporco ai libici, con i soldi e i mezzi forniti dall'Italia, per limitare gli sbarchi? Meglio sparare ai naufraghi e alle navi delle ONG invece di salvare vite?
Perché dato che il protocollo Albania continua a essere un clamoroso fallimento, come tutte le misure prese da questo governo per fermare gli sbarchi, viene il dubbio che persino questi metodi vengano sdoganati.
Non è un caso che le morti in mare siano aumentate del 150 per cento da quando Meloni è premier e Piantedosi ministro dell'interno. E non è un caso che nessuno dei due abbia avuto una sola parola di condanna su quanto accaduto.
Il protocollo con la Libia va abolito e il diritto internazionale rispettato. E il diritto internazionale dice, chiaramente, che le persone che rischiano di annegare vanno salvate, chiunque esse siano, e fatte sbarcare in un porto sicuro. E la Libia non è un porto sicuro, i centri di detenzione libici sono luoghi di tortura, la guardia costiera libica spara alle navi che trasportano persone. Tutto questo deve finire.
". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.