Regione Toscana

07/16/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/16/2026 08:45

'Capitale Umano' nel carcere di Volterra, la produzione della Compagnia della Fortezza

Da sinistra Nardini, Punzo, Manetti, Bacci, Salvini

Dal 24 luglio al 1° agosto 2026 la Compagnia della Fortezza, nel Carcere di Volterra (Rampa di Castello, 4 Volterra-Pisa), presenta il primo studio della nuova produzione dal titolo Il Capitale Umano, con la regia e la drammaturgia di Armando Punzo.

Il lavoro prende forma nel dialogo con l'eredità delle grandi utopie moderne e con la necessità di ripensare radicalmente il valore dell'umano. Lo spettacolo è prodotto da Carte Blanche ETS / Compagnia della Fortezza in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana, musiche originali e disegno sonoro di Andreino Salvadori, scene di Alessandro Marzetti e Armando Punzo, costumi di Emanuela Dall'Aglio e movimenti della coreografa Pascale Piscina.

Il lavoro della Compagnia è stato presentato questa mattina in palazzo Strozzi Sacrati dall'assessora alla cultura Cristina Manetti insieme all'assessora con delega alle politiche regionali per le questioni carcerarie Alessandra Nardini, al al direttore artistico Armando Punzo, con l'assessora alla cultura e turismo di Volterra Ilaria Bacci, la presidente di Carte BlancheMonica Barni e il consigliere della Fondazione CRVolterra Alessandro Salvini.

"La Regione Toscana- ha spiegato l'assessora Manetti- conferma con convinzione il proprio sostegno alla Compagnia della Fortezza e alla straordinaria esperienza di teatro in carcere costruita a Volterra da Armando Punzo. Un impegno che anche quest'anno si traduce in un investimento di 250mila euro, perché crediamo profondamente nel valore della cultura come strumento di crescita, trasformazione e libertà. La Compagnia della Fortezza rappresenta da quasi quarant'anni un esempio unico, riconosciuto a livello nazionale e internazionale, capace di superare i confini del carcere e di mettere al centro la dignità, il talento e il potenziale delle persone. Sostenere questo progetto significa difendere un'idea alta di cultura, capace di generare comunità, inclusione e nuove possibilità".

"Armando Punzo, l'associazione Carte Blanche, la Compagnia della Fortezza- ha detto l'assessora Nardini- , rappresentano una realtà che da 40 anni è davvero importante e preziosa, capace di portare in carcere cultura e arte, dando così un significato concreto al senso rieducativo della pena: la possibilità di offrire un'altra opportunità alle persone detenute. La Compagnia, tra l'altro, riesce a mantenere una qualità artistica sempre di assoluto rilievo, guadagnandosi così giusti apprezzamenti nazionali e internazionali.
Sono orgogliosa delle produzioni che nascono nel carcere di Volterra in quanto incarnano perfettamente la storia e i valori della Toscana, terra di diritti e di dignità, dove cerchiamo di sostenere sempre di più le esperienze culturali, lo studio scolastico e universitario ed i percorsi di formazione professionale negli istituti di pena, proprio riconoscendo la centralità dell'obiettivo di rieducazione che la nostra Costituzione indica per le detenute e i detenuti.
L'esperienza del teatro in carcere a Volterra è una luce nel buio della situazione che vivono le carceri Italia e in Toscana, con una situazione di sovraffollamento inaccettabile e altrettanto inaccettabili condizioni strutturali degli istituti. "

Accanto al nuovo lavoro, in scena anche le riprese di altri due spettacoli della Fortezza: Cenerentola - L'arte, la scienza e la conoscenza e Fame.

L'ingresso agli spettacoli della Compagnia della Fortezza nel Carcere di Volterra è previa autorizzazione (per informazioni https://www.compagniadellafortezza.org).

"Sono molte le parole, scrive Armando Punzo, le immagini e le situazioni che si affollano negli ultimi tempi nella nostra cella-teatro. Ci sono fogli bianchi sulle pareti e sugli specchi che recitano cosi: Lettera agli attori, lettera che ho scritto agli attori ad agosto 2025 e che ha dato inizio alle riflessioni sul nuovo lavoro; Lo Sfondo, il mondo che ci circonda e nel quale siamo immersi, malgrado noi; Il Capitale Umano, con tutte le contraddizioni e fraintendimenti che può generare; Una compagnia di teatro che lavora su una diversa idea di comunità, di comunione: una compagnia di cui stiamo scrivendo la storia; e poi: Marx; Metodi di recitazione; La Rana nella pentola; La Crisi; I miei appunti; Il Principe Costante; Il Silenzio; Personaggi come ingredienti necessari all'Uomo; Le idee vanno nutrite; La Comune; Don Chisciotte; Gesù e Cristo; Si corrono rischi mortali in ogni pretesa di trasformazione radicale dell'esistente; Un discorso sull'Uomo; e molti altri che sembrano disegnare una possibile traiettoria poetica. Sembrano non appartenere allo stesso nucleo, eppure, sono parte dell'idea alla quale stiamo cercando di dar vita e forma. Oltre al primo studio del nuovo lavoro, quest'anno riprenderemo l'ultimo spettacolo della Fortezza, Cenerentola, l'arte, la scienza e la conoscenza, e poi Fame con Paul Cocian e con Andreino Salvadori, ci sarà la presentazione del mio nuovo libro Breviario di Etica Artistica scritto con Rossella Menna, la presentazione del nuovo disco dalla nostra Cenerentola Tra una luce e l'altra di Andreino Salvadori, la consueta Masterclass per artisti e operatori nell'ambito del progetto Per Aspera ad Astra, la mostra fotografica di Stefano Vaja, a cura di Cinzia de Felice, la proiezione del nuovo film DENTRO di Elsa Amiel sulla Compagnia della Fortezza. Con una speciale ritualità che si rinnova da trentotto anni, ci prepariamo ad accogliere chi ancora non si è arreso, chi ancora sta cercando una strada.

Nel primo studio de Il Capitale Umano (Carcere di Volterra, 24, 25, 26, 27 luglio ore 16; 29, 30, 31 luglio, 1° agosto, ore 18), Armando Punzo e la Compagnia della Fortezza interrogano una delle parole-chiave più controverse della modernità: capitale. Un termine che rimanda immediatamente a Karl Marx, alla sua critica radicale del sistema economico e sociale, ma anche alla storia di una promessa di liberazione che, nel corso del Novecento, è stata fallimentare e archiviata come una causa persa. Il percorso prende le mosse proprio da questa idea: che forse alcune cause non sono state perse perché sbagliate in sé, ma perché ancora immature, da rivedere, da affinare, oppure perché sono state tradite, ridotte, irrigidite, perché sono state applicate (o meglio si è tentato di applicarle) senza riuscire a trasformare davvero l'essere umano, senza una rivoluzione profonda della sensibilità, dello sguardo, del desiderio. Il titolo Il Capitale Umano gioca consapevolmente con un'espressione che, nel lessico economico contemporaneo, ha assunto un significato negativo: l'essere umano ridotto a risorsa, a fattore produttivo, a valore da estrarre e misurare. Punzo rovescia questa prospettiva. Per il regista l'unico capitale possibile è quello che non si consuma, ma cresce: il capitale umano come potenziale di trasformazione, di libertà, di consapevolezza, di cura reciproca. In dialogo con Marx, ma anche con pensieri che ne hanno rimesso in gioco l'eredità - come In difesa delle cause perse di Slavoj Žižek - lo spettacolo attraversa il corto circuito tra una storia che ha dichiarato fallite le grandi utopie e un presente che sembra aver rinunciato a ogni spinta trasformativa. Tra stasi, assuefazione all'esistente e paura di perdere privilegi, Il Capitale Umano cerca un'altra via: non una nostalgia ideologica, ma un atto poetico e politico che rimette al centro l'essere umano come forza generativa. Come sempre nel lavoro della Compagnia della Fortezza, il teatro diventa una macchina dell'incanto: un luogo in cui creare le condizioni perché emerga ciò che normalmente resta sommerso. Un teatro che non rappresenta il mondo così com'è, ma tenta di aprire spazi di possibilità, immaginando una diversa idea di felicità, di bene comune e futuro condiviso.

Anche Cenerentola - L'arte, la scienza e la conoscenza e Fame hanno la regia e la drammaturgia di Armando Punzo, la produzione di Carte Blanche ETS / Compagnia della Fortezza e Fondazione Teatro della Toscana, le musiche originali e il disegno sonoro di Andreino Salvadori, le scene di Alessandro Marzetti e Armando Punzo, i costumi di Emanuela Dall'Aglio e i movimenti della coreografa Pascale Piscina.

Dopo il successo dello scorso anno nel carcere di Volterra e nella versione teatrale al Teatro della Pergola di Firenze torna in scena Cenerentola), riscrittura della celebre fiaba che dà forma a una Cenerentola intesa come "utopia che si può realizzare", "vita piena", "vita senza paura". Quarto capitolo di una lunga saga cominciata dieci anni fa, l'opera mette in discussione l'idea, radicata nel canone occidentale, di un essere umano destinato a restare prigioniero della stessa immagine di sé. «Cenerentola - scrive il regista - è il possibile concreto del sogno a occhi aperti, che si può raggiungere, il non ancora esistente che si può realizzare a costo di perdere noi stessi, di mettere in atto una trasformazione che annienta quelle che sembrano verità inscalfibili. La sua utopia è la verità della vita possibile e libera, della vita che cerca l'umano nell'uomo» (Carcere di Volterra, 29, 30, 31 luglio, 1° agosto ore 16).

Fame, che ha come protagonista Paul Cocian, attore della Compagnia della Fortezza, nasce dall'incontro di Armando Punzo con il romanzo dello scrittore Premio Nobel Knut Hamsun, letto come la storia intima della nascita di un'opera d'arte e di un uomo che aspira a diventare egli stesso opera d'arte. Al centro non c'è soltanto la fame fisica, prosaica e divorante del giovane scrittore protagonista, ma una fame simbolica, spirituale, smisurata: il desiderio di non arrendersi alla propria natura umana così com'è data, di mettere alla prova sé stessi, di scrivere nuove regole per il proprio stare al mondo. «Ho fame di non arrendermi», scrive Punzo nelle sue note, riconoscendo in questa tensione una forma di autoesclusione consapevole dai dettami del mondo, una fame «disperatamente felice», capace di congiungere vita e morte, morte di un sé e nascita di un altro sé. Paul Cocian, libero da oltre un anno, lavora oggi agli scavi dell'Anfiteatro Romano di Volterra e continua a rientrare in carcere per lavorare con la Compagnia e portare avanti il suo percorso artistico (Carcere di Volterra, 24, 25, 27 luglio ore 18, 31 luglio, 1° agosto ore 21).

Parte integrante del progetto, la Masterclass di alta specializzazione con la Compagnia Della Fortezza Per Aspera ad Astra. Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza - IX edizione. (dal 18 al 27 luglio, partecipazione gratuita su selezione, Carcere di Volterra - Teatro di San Pietro). La Masterclass è parte della IX edizione del progetto di Per Aspera ad Astra, sostenuto da ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa) e da una rete di dodici Fondazioni di origine bancaria, il cui obiettivo è tracciare un percorso che consenta di mettere assieme le migliori esperienze e prassi di teatro in carcere, presenti in diversi contesti territoriali, farle dialogare e diffonderne l'approccio anche a beneficio di altri contesti e ambiti operativi; un'opportunità unica per 30 operatrici e operatori che svolgono, o sono interessati a svolgere, un'attività artistico-culturale o che sono interessati alle pratiche teatrali in carcere.

La Masterclass è condotta da Armando Punzo, insieme alle registe e ai registi delle realtà partner del progetto: Opera Liquida/Casa di Reclusione di Milano Opera; Compagnia degli Scarti/Casa Circondariale di La Spezia; Associazione Baccanica/Casa Circondariale di Palermo Pagliarelli; Teatro e Società/Casa Circondariale di Torino Lorusso Cutugno; Teatro e Società/ Istituto Penale Minorile "Ferrante Aporti" di Torino; Teatro dell'Argine/Casa Circondariale di Bologna Dozza; Teatro Stabile dell'Umbria/Casa Circondariale di Perugia Capanne; Cada Die Teatro/Casa Circondariale di Cagliari Uta; Teatro Necessario/Casa Circondariale di Genova Marassi; Voci Erranti Onlus/Casa di Reclusione di Saluzzo (CN); FormAttArt/Casa di Reclusione di Milano Bollate; ACS Abruzzo Circuito Spettacolo/Casa Circondariale di Teramo; Associazione Puntozero/Istituto Penale Minorile C. Beccaria di Milano; Teatri di Bari/ Istituto Minorile Nicola Fornelli di Bari; Finisterrae Teatri/Casa Circondariale di Trento e Teatro Nazionale di Genova/Sezione Femminile Casa Circondariale di Genova Pontedecimo.

Come da tradizione, la Masterclass prevede anche un convegno, che quest'anno ha il titolo di L'ETICA DEL LIMITE: PER ASPERA AD ASTRA IX EDIZIONE E LA PRATICA ARTISTICA IN CARCERE (domenica 26 luglio dalle ore 17.30, dopo lo spettacolo della Compagnia della Fortezza nel carcere di Volterra). L'incontro riflette sul valore trasformativo della pratica artistica in carcere, riunendo esperti e istituzioni per un confronto sulla capacità dell'arte di superare i confini del limite e farsi laboratorio di umanità.

A seguire, sempre all'interno del Carcere di Volterra, presentazione del nuovo album Tra una luce e l'altra, di Andrea Salvadori, musicista, compositore e drammaturgo musicale, che da oltre 20 anni collabora alle produzioni della Compagnia della Fortezza a fianco del regista e fondatore Armando Punzo. L'album, di 19 brani, frutto del lavoro svolto negli ultimi tre anni con la Compagnia della Fortezza nel carcere di Volterra, l'album raccoglie e mette in luce tutte le suggestioni e i colori musicali che hanno attraversato il progetto "Atlantis" tra il 2023 e il 2024, fino alla sua forma teatrale definitiva con "Cenerentola - l'arte, la scienza e la conoscenza", spettacolo presentato nell'estate 2025. Andrea Salvadori dal 1999 condivide il proprio percorso artistico anche con Ginevra Di Marco e Francesco Magnelli. È fondatore e direttore di Funambulo Lab Label e nel 2018 ha ottenuto il Premio Ubu per il miglior progetto sonoro e la miglior musica originale con lo spettacolo Beatitudo della Compagnia della Fortezza.

Arricchisce il programma, la presentazione del film documentario Dentro della regista Elsa Amiel sulla Compagnia della Fortezza, produzione Les Films du Bilboquet et Bande à Part Fidel (Cinema Centrale di Volterra, domenica 26 luglio, ore 19.00).

Cornice visiva del progetto, la mostra fotografica in strada di Stefano Vaja, dal titolo Fortezza- La Saga del Principio Speranza, a cura di Cinzia de Felice, una produzione di Carte Blanche ETS - Compagnia della Fortezza/ Fondazione Teatro della Toscana. Il Principio Speranza di Ernst Bloch è il testo segreto che accompagna una fase del lavoro di Armando Punzo che dura da dodici anni. Ogni fotografia è una soglia. Una testimonianza, un varco, un esercizio di prossimità. A firmarle è Stefano Vaja, storico fotografo della Compagnia, che da sempre accompagna questo laboratorio unico al mondo con uno sguardo partecipe, complice, poetico (dal 13 luglio al 3 agosto via Don Minzoni, Volterra).

Prodotto da: Carte Blanche ETS - Compagnia della Fortezza, con il sostegno di: MiC - Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Volterra, Ministero della Giustizia Casa di Reclusione di Volterra, ACRI - Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.

Main sponsor: Locatelli Saline di Volterra. Media partner: Associazione Vai Oltre, Anti Social Social Park, Fatti di Teatro, Funambulo.

Fondata da Armando Punzo nel 1988 all'interno del Carcere di Volterra, la Compagnia della Fortezza è la prima e più longeva esperienza di teatro professionale in un istituto penitenziario. In trentasette anni di attività ha dato vita a oltre quaranta spettacoli, molti dei quali ospitati nei maggiori festival e teatri italiani, imponendosi come una delle esperienze più radicali e riconosciute della scena contemporanea. Da oltre vent'anni Punzo persegue l'obiettivo della realizzazione del primo Teatro Stabile in carcere al mondo, la cui progettazione è stata affidata nel 2022 all'architetto Mario Cucinella. Regista, drammaturgo e attore, Punzo ha ricevuto tra gli altri il Leone d'Oro alla Carriera della Biennale Teatro di Venezia 2023, sei Premi UBU (otto agli spettacoli della Compagnia), la Medaglia del Presidente della Repubblica, il Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro, il Premio Europa Taormina Arte e il Premio Speciale Biglietto d'Oro Agis. Nel 2025 è stato insignito dell'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitagli motu proprio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È autore di È ai vinti che va il suo amore (Clichy 2013); Un'idea più grande di me. Conversazioni con Rossella Menna (Luca Sossella Editore 2019) e Breviario di Etica artistica (con R. Menna, LSE 2026).

Regione Toscana published this content on July 16, 2026, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on July 16, 2026 at 14:46 UTC. If you believe the information included in the content is inaccurate or outdated and requires editing or removal, please contact us at [email protected]