Università degli Studi di Parma

05/28/2026 | News release | Distributed by Public on 05/28/2026 06:54

Future Women Innovators: la ricerca femminile che ridisegna l'Industria 5.0 sul palco di SPS Italia

Parma, 28 maggio 2026 - L'innovazione tecnologica non è solo una questione di nuovi strumenti industriali, ma di prospettive e di soluzioni concrete per la società. È questo il messaggio emerso nei giorni scorsi all'Arena NEXT delle Fiere di Parma, dove la manifestazione SPS Italia ha ospitato l'appuntamento conclusivo del percorso Future Women Innovators e dove l'Ateneo era presente con un proprio stand informativo.

L'iniziativa, nata dalla sinergia tra ART-ER e Università di Parma, She is a Scientist e She SPS Italia, ha portato sotto i riflettori il contributo cruciale delle giovani scienziate nella transizione verso l'Industria 5.0.

L'obiettivo è stato valorizzare la ricerca accademica facilitandone l'impatto nel mondo produttivo e, contestualmente, contrastare il divario di genere nelle discipline tecnico-scientifiche.

Dopo l'apertura dei lavori affidata al Rettore dell'Università di Parma Paolo Martelli, il dialogo tra Nicole Ticchi, Presidente di She is a Scientist, e Vera Codazzi, COI&C Innovation Network Manager di Chiesi, ha tracciato le traiettorie di carriera possibili per chi esce dal dottorato, mettendo in luce l'importanza di connettere gli attori dell'ecosistema dell'innovazione territoriale.

Ma il vero cuore dell'incontro è stata la Pitch Session, dove l'esplorazione e la visualizzazione dei dati si sono tradotte in progetti dal forte impatto sociale e ambientale.

Oltre l'eco-design: il paradosso del riciclo della plastica

L'ingegnera Maria Vittoria Rizzo, dottoranda in Ingegneria Industriale, ha affrontato una delle sfide ambientali più complesse partendo dai numeri: oggi solo il 14% della plastica a livello globale viene inviata al riciclo, e una quota ancora più allarmante, appena il 2%, viene recuperata in un ciclo virtuoso a circuito chiuso (loop chiuso). Gran parte degli imballaggi, pur essendo onnipresenti, non risulta realmente riciclabile, finendo per disperdersi nell'ambiente e aggravare la crisi climatica.

La soluzione analizzata è il progetto Re.Mo.Pack, basato sull'adozione di imballaggi mono-materiale (costituiti per almeno il 95% da un singolo polimero come PE o PP) compatibili con le linee industriali esistenti. Attraverso lo strumento del Life Cycle Assessment (LCA) per valutare l'impatto ambientale, è stato dimostrato che queste strutture riducono l'impronta ecologica in tutte le fasi della vita del prodotto. Tuttavia, il messaggio finale lanciato alle aziende manifatturiere è chiaro: l'eco-progettazione, da sola, non basta. È indispensabile un sistema infrastrutturale in grado di recuperare e trattare effettivamente questi materiali.

L'Intelligenza Artificiale per misurare l'evoluzione del Parkinson

Con Marta Bettini, dottoranda in Tecnologie dell'Informazione, che ha presentato Oltre la clinica: AI e IoT per monitorare il Parkinson, il focus si è spostato dalla sostenibilità ambientale all'analisi dei dati applicata al settore medicale.

La criticità evidenziata dalla dottoranda risiede nel limite intrinseco della valutazione clinica tradizionale: una visita medica standard restituisce la fotografia di un singolo momento, condotta in un tempo limitato (massimo 20 minuti) e in un ambiente ospedaliero controllato, che spesso differisce dalla reale vita quotidiana del paziente.

L'innovazione propone l'uso di sensori indossabili e dispositivi IoT per osservare il movimento in modo oggettivo, quantitativo e continuo, direttamente a domicilio. Analizzando parametri come le accelerazioni e l'equilibrio attraverso modelli di Intelligenza Artificiale, è possibile estrarre segnali utili per valutare l'andamento della terapia e individuare tempestivamente eventuali peggioramenti. Non si tratta di sostituire la figura del neurologo, ma di fornire un supporto decisionale basato su dati oggettivi, sorretto da una logica stringente: "Se vogliamo curare meglio una malattia che cambia nel tempo, dobbiamo imparare a misurarla nel tempo".

L'appuntamento si è concluso con un confronto a più voci tra tutte le speaker. Un talk che ha sancito non solo il successo di un percorso di empowerment per le dottorande, ma anche una chiara visione per il futuro: le tecnologie abilitanti, se guidate da un'analisi rigorosa e orientata all'impatto reale, sono il vero motore per lo sviluppo del territorio.

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