Italia Nostra Onlus

08/24/2026 | News release | Distributed by Public on 08/24/2026 02:00

Dopo il furto al Museo Regionale ‘Accascina’ di Messina: ripensare la tutela dei musei siciliani tra educazione al patrimonio e sicurezza

La tutela del patrimonio culturale dovrebbe essere una priorità costante dell'azione politica e non un tema da richiamare soltanto in occasione di fatti di cronaca come il furto avvenuto al Museo Regionale "Accascina" di Messina. La tutela del patrimonio è una questione culturale: senza cittadini capaci di "leggere", riconoscere e amare le opere d'arte, anche i sistemi di sicurezza più sofisticati restano un argine parziale.

L'educazione al patrimonio

Eppure, nella scuola italiana, l'educazione al patrimonio e, in particolare, l'insegnamento della Storia dell'arte occupano da tempo un ruolo ancillare rispetto ad altre discipline. Si tratta, invece, di una materia che dovrebbe essere presente in tutti gli ordini e gradi di scuola con un peso formativo paragonabileaquelloriconosciutoallostudiodellalinguaedellaletteraturaitaliana,perchéparimentiattraversolaconoscenzadell'arteentriamoinrelazioneconl'essenzaprofondadellanostraumanità.

Non è un tema nuovo: già nel 1967, all'interno della Commissione Franceschini che per prima definì in Italia la nozione di "bene culturale", fu lo storico dell'arte Carlo Ludovico Ragghianti a coordinare l'indagine sulla formazione degli specialisti e degli insegnanti di Storia dell'arte, insistendo sullanecessità dirafforzarequestopresidioeducativocomeparteintegranteenonaccessoriadellatuteladelpatrimonio.Un'indicazioneche,quasisessant'annidopo,restainlargapartedisattesanellascuolaitaliana.

La riduzione del patrimonio culturale a mera risorsa turistica ed economica

A questa distorsione se ne affianca un'altra: la riduzione del patrimonio culturale a mera risorsa turistica ed economica, secondo quella logica del "petrolio d'Italia" che da decenni orienta molte politiche pseudoculturali. In questa visione, museiecentristoricirischianodiesserepensatisoprattuttocomeattrattoridiflussituristici,piuttostochecomeluoghidiconoscenza,memoriaecittadinanza.Èunaprospettivachepuòcondizionareanchelepoliticheditutelaesicurezza.

Un'opera percepita soltanto come attrazione turistica o commerciale rischia di non ricevere la considerazione che merita come bene culturale, la cui perdita costituisce una ferita alla memoria individualeecollettiva.Ancheperquestolasicurezzadeimuseinonpuòesseredisgiuntadaunavisionepiùampia,capacedirestituirealpatrimonioilsuovalorecivileeculturale,primaancoracheturistico.

Il furto delle opere di Antonello da Messina

Il furto messo a segno nella notte di Ferragosto al Museo Regionale Interdisciplinare "Accascina" di Messina, con la sottrazione di quattro opere di Antonello da Messina (tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta opistografa raffigurante sul recto la Madonna col Bambinoefratefrancescanoesulversol'EcceHomo),valettoanchecomeunsegnaledellavulnerabilità delpatrimoniodifronteallelogichedisfruttamentoeallecriticità delsistemaditutela.

Un aspetto merita di essere sottolineato con particolare apprezzamento: a dare l'allarme non è stato il sistema di sicurezza del museo, bensì alcuni cittadini che si sono accorti della presenza di due tavole del polittico di Antonello abbandonate lungo la recinzione esterna della struttura e, con senso civico, hanno immediatamente avvertitoleforzedell'ordine.Uncomportamentochetestimoniacomelaconsapevolezzadiffusadelvaloredelpatrimonioculturalepossarivelarsideterminante;l'educazionealpatrimoniocomepresidioditutela.

Premesso che nessuno può risarcire l'umanità per la perdita di un'opera d'arte, poiché si tratta di una sottrazione culturale e spirituale essenziale per la crescita della sensibilità dell'essere umano e quindi irreparabile e mai quantificabile in denaro, si ritiene che sia prioritario rendere più solido, trasparente e verificabile lo stato di sicurezza di tutti i musei dell'Isola,colmandoildivarioconilrestodelPaese.

Il ruolo dell'Istituto centrale per la gestione dei rischi del patrimonio culturale (ICRI)

Fin dal 2001 il Ministero della Cultura ha individuato nell'analisi del rischio l'approccio di riferimento per la sicurezza museale a cui segue nel 2026 la creazione dell'Istituto centrale per la gestione dei rischi del patrimonio culturale (ICRI). Inoltre,leindicazionipresentinelnuovoCodiceEticoICOMperiMusei,approvatoil25giugno2026aParigi,definisconoglistandarddisicurezza,conservazioneegestionedelrischiocheogniistituzionemusealeeilsuostaffdevonogarantirepertutelareilpatrimonioculturaleaffidato.

L'urgenza di una ricognizione tempestiva dello stato della sicurezza dei musei siciliani

Appare quindi quanto mai urgente attivare una ricognizione tempestiva sullostatodellasicurezzadeimuseisiciliani,verificandoimpianti,sistemidiallarmeevideosorveglianza,vigilanza,modalità dicustodiadelleopereeprocedurediemergenza,conparticolareattenzioneagliistitutipiùespostiodotatidiminoririsorse.

Occorre inoltre rafforzare la presenza di operatori dellavigilanzaadeguatamenteformatieconcompetenzespecifichenelsettoredeibeniculturali,affiancandoaisistemidisicurezzatradizionalistrumentitecnologicipiùavanzati,compresisistemiditracciamentoelettronicoperleoperediparticolarerilevanzaovulnerabilità.

Nell'intervista rilasciata oggi a la Repubblica, l'assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato ha dichiarato di non escludere il ricorso alla vigilanza armata nei musei siciliani. Italia Nostra non ritiene che le guardie armate rappresentino la soluzione più efficace:laloropresenzanongarantiscediperuninnalzamentorealedellivellodiprotezioneerischiadiconfigurarsicomeunarispostaemergenziale,dettatadall'ondaemotivadelfurto,piùchecomel'esitodiunastrategiastrutturaleeduratura.

La priorità è un salto di qualità tecnologico e organizzativo

La priorità dovrebbe essere piuttosto un salto di qualità tecnologico e organizzativo: sistemi divideosorveglianzaintelligenti,sensoriantintrusione,controllodegliaccessi,collegamentidiretticonleforzedell'ordine,monitoraggiodaremotoesistemidisicurezzaintegrati,affiancati,comegià indicato,dapersonalequalificatoeadeguatamenteformato.

Il furto delle opere di Antonello dimostra che occorre verificare l'effettiva tenutadeisistemidisicurezzadiognisingolomuseoeinterveniremiratamentesullecriticità riscontrate.Selerisorsecisono,comelostessoassessoreafferma,perchésinoadoranonsonostateinvestitesecondounprogettocoerenteeorganicoperlatutela?

Questa attenzione, inoltre, non può limitarsi ai musei, ma va estesa a una tutela diffusa su tutto il territorio, considerando anche il patrimonio storico-artistico delle chiese e degli edifici religiosi nelle città, nei paesi e nei piccoli borghi dell'entroterra, spesso privi diqualunquepresidiodisicurezza.Valelapenaprecisare,infatti,cheanchesulpatrimonioecclesiasticolaRegionehacompetenzaditutela,senonaltroimpartendolineeguidaeverificandoconilpropriopersonalechesianoosservatelenormedisicurezza.

Investire nella sicurezza e nell'educazione al patrimonio: due aspetti della stessa responsabilità collettiva

Investire nella sicurezza e nell'educazione al patrimonio sono, in fondo, due aspetti della stessa responsabilità collettiva. È questo il senso dell'articolo 9 della Costituzione,cheponetraiprincipifondamentalidellaRepubblicalapromozionedellosviluppodellaculturaelatuteladelpatrimoniostoricoeartistico:unaresponsabilità chelegaindissolubilmentelaconoscenzadelpatrimonioallacrescitamoraleeciviledelPaese.

L'appello alla tutela del patrimonio culturale

Italia Nostra rinnova dunque il proprio appello alle istituzioni, regionali e nazionali, affinché la tutela del patrimonioculturalediventiunapriorità stabiledell'agendapolitica,sostenutadarisorseadeguateecontinuativeedapersonalequalificato,enonsoltantountemadaaffrontareall'indomanidiunfurtoodiundanno.

La sicurezza dei musei, la professionalità di chi vi opera e l'educazione delle nuove generazioni alla conoscenza del patrimonio devono essere considerate parti di un'unica politica di tutela.

Solo un impegno concretoecontinuativoinquestadirezionepuòrestituirepienaconsapevolezzadelfattocheilpatrimonioculturalenonèunamerceunsempliceattrattoreturistico:appartieneaciascunodinoiedèparteessenzialedellanostracrescitaumanaecivile.

Annalisa Raffa, presidente Italia Nostra Messina, vice presidente Italia Nostra Sicilia

Nella Tranchina, Presidente Italia Nostra Sicilia

Germana Giallombardo, vice presidente e referente Educazione al Patrimonio Culturale Italia Nostra Messina

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