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07/08/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/08/2026 07:18

20 anni di lavoro per i diritti umani

Comunicato stampaPubblicato il 8 luglio 2026

20 anni di lavoro per i diritti umani

Berna, 08.07.2026 - Si sono conclusi a Ginevra i lavori della 62esima sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. Il Consiglio ha compiuto 20 anni il 19 giugno 2026. La Svizzera si è impegnata a favore della creazione di questo organo, che promuove la responsabilità degli Stati e contribuisce allo sviluppo degli standard internazionali in materia di diritti umani. La sessione che si è chiusa oggi era incentrata sui diritti delle donne e la parità di genere. La Svizzera si è battuta in particolare contro i matrimoni forzati e la violenza su donne e ragazze in diversi contesti.

Nel 2006 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la riforma - promossa dalla Svizzera - volta a sostituire la vecchia Commissione dell'ONU per i diritti umani con il Consiglio dei diritti umani. Il Consiglio, che ha sede a Ginevra, è uno spazio di dialogo tra Stati, esperte ed esperti, organizzazioni internazionali e rappresentanti della società civile. In 20 anni di attività ha contribuito all'evoluzione del diritto internazionale, adeguandolo alle sfide del mondo contemporaneo.

Temi quali la disinformazione, il cambiamento climatico e i diritti umani nello spazio digitale sono stati al centro dei lavori della sessione che si è chiusa oggi, con un'attenzione particolare alle questioni di genere.

La Svizzera ha svolto un ruolo di primo piano, guidando una coalizione di Stati che ha portato all'approvazione di una risoluzione per l'applicazione delle linee guida contro i matrimoni infantili, forzati o precoci, elaborate dall'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani.

La Svizzera sostiene il Consiglio anche perché il suo lavoro contribuisce, tra le altre cose, alla prevenzione dei conflitti. Individuando e documentando le violazioni del diritto internazionale umanitario, è in grado di cogliere i segnali di conflitti imminenti e consente l'adozione tempestiva di misure per disinnescarli. Strumenti quali l'Esame periodico universale, le procedure speciali e i meccanismi di indagine indipendenti danno voce alle vittime delle violazioni e contribuiscono a responsabilizzarne gli autori.

La Svizzera si adopera affinché il Consiglio sia efficace, credibile e capace di agire sul lungo periodo. Di fronte ai tentativi, sempre più frequenti, di mettere in discussione i diritti umani, la Svizzera ribadisce che questi ultimi non riflettono una visione regionale o culturale, ma costituiscono impegni di diritto internazionale liberamente sottoscritti dalla quasi totalità degli Stati.

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