02/03/2026 | Press release | Archived content
(Arv) Venezia, 3 febbraio 2026
Il Presidente della Giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto oggi, nell'Aula consiliare di palazzo Ferro Fini, per fare il punto sul percorso verso l'autonomia differenziata del Veneto, in attuazione dell'art. 116, terzo comma, della Costituzione.
Stefani, già relatore del Ddl Autonomia alla Camera e titolare della delega a trattare con il Governo, nella sua relazione, è entrato nel merito delle quattro materie oggetto della pre-intesa siglata dal ministero di Roberto Calderoli con le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria: tutela della salute, Protezione civile, professioni non ordinistiche e previdenza complementare e integrativa.
Dopo la discussione generale e le dichiarazioni di voto da parte dei consiglieri regionali, sono state votate le Mozioni n. 35 e 36 in materia di autonomia differenziata.
Nello specifico, è stata approvata, con 32 voti favorevoli e 2 contrari (15 consiglieri non hanno partecipato al voto), la Mozione n. 35, di cui è primo firmatario il consigliere Riccardo Barbisan (Capogruppo Lega- LV), 'Attribuzione alla Regione del Veneto di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'art. 116, terzo comma, della Costituzione. Rinnovo del mandato al Presidente della Giunta regionale alla prosecuzione del negoziato con il governo della Repubblica italiana'.
Respinta, invece, con 35 voti contrari, la Mozione n. 36, di cui è primo firmatario il Capogruppo Dem Giovanni Manildo, 'Autonomia differenziata del Veneto: il Presidente della Giunta regionale garantisca la più ampia partecipazione del Consiglio regionale nella definizione dei contenuti'.
"Un processo, verso l'autonomia differenziata, che ha portato, in questi anni, al percorso di individuazione dei LEP e alla Legge quadro, la n. 86 del 26 giugno 2024 - ha esordito il Presidente della Giunta regionale Alberto Stefani - Ritengo che il Consiglio regionale sia assolutamente centrale in ordine al processo verso l'autonomia differenziata."
Il Presidente della Giunta regionale si è quindi soffermato su ciascuna delle materie oggetto della pre-intesa, a iniziare dalla "tutela della salute pubblica. Possiamo impiegare i risparmi del Fondo sanitario nazionale e reinvestirli in Veneto: stiamo parlando di oltre 17 milioni di euro. Potremmo fare investimenti in edilizia sanitaria, creare enti intermedi, specialistici per quanto riguarda le attività ad alta standardizzazione, che permetterebbero alle regioni virtuose di fare risparmi di spesa. E serve l'integrazione strutturale dei Fondi integrativi sanitari."
Stefani ha poi affrontato la materia della Protezione civile, mettendo in evidenza che "con l'autonomia differenziata, si darebbe la possibilità al Presidente della Regione di diventare commissario per le emergenze, in caso di emergenze nazionali."
Dopo aver fatto un passaggio sulle professioni non ordinistiche, "con la necessità di aggiornare gli elenchi", Alberto Stefani ha espresso "la necessità di finanziare specifici fondi di previdenza complementare integrativa."
Alla fine del suo intervento, il Presidente della Regione, Alberto Stefani, ha indicato il "filo rosso che sottende alla richiesta di autonomia differenziata: adattare determinate funzioni e competenze al contesto sociale ed economico, alle caratteristiche del nostro territorio. Il principio di sussidiarietà è fondamentale. Serve però un grande lavoro di filiera istituzionale, veneta, nella convinzione che pezzi di autonomia si possano ottenere grazie al lavoro sinergico tra le regioni e il Parlamento nazionale. E la Regione Veneto deve sapere fare squadra tra le sue diverse componenti."
Stefani ha concluso la sua relazione ricordando "la possibilità della Regione del Veneto di avvalersi, fin da subito, della facoltà di autonomia orizzontale. Ovvero, con una legge regionale, il Veneto, nelle materie di sua competenza, può concludere accordi con altri Stati e intese con Enti territoriali interni ad altro Stato. L'autonomia ci permetterebbe di essere protagonisti, non solo in Italia, ma anche in Europa e nel Mondo."
"Questa è la sfida che dobbiamo assumerci, tutti assieme, in modo interpartitico - ha chiosato Alberto Stefani - Mi fa però specie che l'opposizione critichi il percorso verso l'autonomia differenziata che nasce proprio dalla riforma del Titolo V della Costituzione promossa dal Centrosinistra."
"Siamo un'opposizione costruttiva, che non dice 'No' a priori, ma che non può essere d'accordo sul concedere al Presidente Stefani una delega in bianco per l'autonomia differenziata - ha detto Giovanni Manildo, Capogruppo del Partito Democratico - Siamo invece per un approfondimento e una condivisione del percorso, nel rispetto delle prerogative del Consiglio e delle diversità partitiche. Auspichiamo che il nuovo Consiglio regionale abbia la possibilità di fare il bene dei territori assumendo funzioni che concretamente portino dei vantaggi ai territori stessi. Vogliamo e chiediamo concretezza, desideriamo che l'iniziativa della Regione sia corroborata da una adeguata istruttoria."
Rosanna Conte (Lega - LV) ha evidenziato come "il nostro problema è la mancanza di opportunità rispetto alle regioni a statuto speciale."
Nicolò Maria Rocco (Riformisti Veneti in Azione) ha fatto riferimento "al federalismo pragmatico citato da Mario Draghi a proposito dell'assetto futuro europeo. Penso sia necessario ragionare su quale tipo di autonomia vogliamo: esiste un'autonomia dei servizi e della sussidiarietà sulla quale è necessario confrontarsi."
"Come indipendentista, mi accorgo di come il percorso verso l'autonomia non risponda alle esigenze dei cittadini, alla luce degli esiti del referendum dell'ottobre del 2017.", ha detto Alessio Morosin (Lega Veneta Repubblica). "Stefani deve mettere sul tavolo una minaccia legale di disobbedienza fiscale, nonché la prospettiva di una fusione del Veneto a statuto ordinario con il Friuli-Venezia Giulia, regione a statuto speciale."
Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto) ha evidenziato che "i veneti vogliono una riforma delle istituzioni che sia al passo con i tempi: dobbiamo ammodernarle in forma macroregionale e cantonale."
Matteo Baldan (FdI) ha ricordato "gli esiti del Referendum del 2017, con tantissimi Veneti che hanno creduto nel percorso verso l'autonomia differenziata. Noi abbiamo sempre sostenuto questo percorso in modo concreto, per premiare le regioni virtuose, come il Veneto."
Stefano Valdegamberi (Lega- LV), ha chiesto al Presidente Stefani di adoperarsi affinché "per le materie che gestiremo, le economie rimangano nel nostro territorio, a beneficio dei cittadini."
Per Chiara Luisetto (Pd), vicepresidente della commissione consiliare Sanità, "serve il rispetto delle competenze regionali in materia sanitaria."
Con forme e toni differenti (maggioranza troppo centralista in Veneto; autonomia solo sbandierata e vuota di contenuti, mancanza di tempo per approfondire…) hanno espresso posizioni critiche nei confronti del processo verso l'autonomia differenziata tratteggiato dalla Legge Calderoli anche Jonatan Montanariello, Paolo Galeano, Alessandro del Bianco e Monica Sambo (Pd), Carlo Cunegato ed Elena Ostanel (Alleanza Verdi Sinistra).
Silvia Calligaro (FdI) ha chiesto al Presidente Stefani "di riconoscere le specificità e ottenere forme di autonomia per la Provincia di Belluno."
Filippo Rigo (Lega- LV), ha rivendicato "il merito della Lega nel percorso che porta all'autonomia", mentre Riccardo Barbisan (Capogruppo Lega- LV) ha rimarcato come "l'autonomia ha unito il popolo veneto quando è andato a votare nell'ottobre del 2017. La gente ci ha chiesto di portare avanti la battaglia per l'autonomia, anche se c'è rammarico per nove anni di attesa. Ma noi siamo sempre dalla stessa parte della barricata e continueremo perché questo processo possa andare in porto."
Riccardo Szumski (Szumski Resistere Veneto) si è fatto portatore della "disillusione dei Veneti rispetto agli esiti del Referendum del 2017. Lo Stato è un nemico: serve mobilitare i cittadini. Dobbiamo ottenere le risorse, a iniziare da quelle sanitarie. Non ci accontentiamo dei rimasugli della Legge Calderoli."
Alberto Bozza (Forza Italia) ha auspicato che "l'autonomia si concretizzi davvero: il Veneto ha una grande opportunità, nel rispetto dei cittadini veneti che si sono espressi nel 2017 con grande chiarezza. Ci auguriamo che si proceda, con gradualità, ad adottare atti concreti. Siamo a fianco del Presidente Stefani. E le commissioni consiliari devono diventare luogo di confronto costruttivo e di arricchimento."
Matteo Pressi (Capogruppo Stefani Presidente) è ritornato "sugli esiti del Referendum del 2017, con l'espressione di una precisa posizione politica. I Veneti hanno manifestato chiaramente l'esigenza dell'autogoverno. L'autonomia è uno strumento per migliorare la vita delle persone. È questo il senso del nostro impegno."
Enoch Soranzo (FdI) ha posto l'accento sul fatto che "l'autonomia differenziata serve al Veneto, ma soprattutto al Paese. Noi l'abbiamo sempre sostenuta. E rivendico che, se abbiamo fatto passi in avanti, lo dobbiamo al governo Meloni. Dobbiamo rinnovare il mandato al Presidente Stefani, già avuto dal Presidente Zaia. Per noi, l'impegno assunto verso i cittadini viene prima di tutto e per questo ci impegneremo con tutte le nostre forze per ottenere l'autonomia differenziata."