Amnesty International – Sezione Italiana OdV

06/15/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/15/2026 07:21

Il Regno Unito vieterà le piattaforme social sotto i 16 anni

Commentando l'annuncio del primo ministro britannico Keir Starmer sul divieto di usare le piattaforme social al di sotto dei 16 anni a partire dal 2027, il direttore generale di Amnesty International Regno Unito Kerry Moscogiuri ha diffuso questa dichiarazione:

"Questo è il classico caso di una diagnosi giusta ma di una cura sbagliata. Molto spesso le aziende proprietarie delle piattaforme social promuovono prodotti e modelli di business per tenere online le bambine e i bambini per maggiore tempo a scapito della loro salute, della loro privacy e dei loro diritti.

Ma il problema non è che i bambini e le bambine stiano sulle piattaforme social. Il problema è che le aziende proprietarie le hanno progettate in modo insicuro. Vietarne l'uso al di sotto dei 16 anni vuol dire che il problema sono le persone giovani e non le aziende proprietarie e i sistemi che hanno sviluppato.

Le bambine e i bambini hanno bisogno di stare online in modo sicuro ma hanno anche dei diritti. Le piattaforme social possono esporre a contenuti dannosi ma sono anche il luogo dove si apprende, ci si connette con persone amiche, si cerca sostegno, ci si organizza su temi che interessano, si fa ascoltare la propria voce.

Non si può risolvere il problema di come sono progettate le piattaforme social applicando un divieto d'accesso. Se la diagnosi è che le prime danneggiano le bambine e i bambini, la cura dev'essere quella di regolamentare proprio le piattaforme e non di escludere le seconde.

La responsabilità della sicurezza delle bambine e dei bambini spetta anzitutto e in primo luogo alle aziende che sviluppano le piattaforme e ottengono profitti da esse. L'azione dei governi dovrebbe mirare alla fine dell'invadente profilazione delle bambine e dei bambini e delle caratteristiche manipolatorie e che creano dipendenza delle piattaforme.

Le bambine e i bambini non dovrebbero perdere la loro privacy per poter prendere parte alla vita digitale moderna. C'è bisogno di regole stringenti per contrastare il modello di business basato sulla profilazione, per proteggere i dati delle bambine e dei bambini e porre la sicurezza al di sopra dei profitti".

Ulteriori informazioni

Amnesty International chiede da tempo regole rigorose e applicabili sulle piattaforme social, tra le quali limitazioni alla prassi automatica di tracciamento e analisi, il sistema di raccomandazione iper-personalizzata dei contenuti, l'autoplay, lo scroll infinito e altre caratteristiche manipolatorie, insieme a più forti protezioni per la privacy e la sicurezza online delle bambine e dei bambini.

Le ricerche di Amnesty International hanno documentato come le piattaforme social possano dirigere le bambine e i bambini lungo percorsi dannosi. Nel suo rapporto del 2023, intitolato "Driven into Darkness", l'organizzazione per i diritti umani ha denunciato che il feed iper-personalizzato "For You" di TikTok può spingere anche bambine e bambini che hanno mostrato un interesse del tutto limitato per temi di salute mentale verso "tane di conigli" in cui proliferano contenuti dannosi, compresi quelli che romanticizzano o incoraggiano pensieri depressivi, autolesionismo e suicidio.

Amnesty International – Sezione Italiana OdV published this content on June 15, 2026, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on June 15, 2026 at 13:21 UTC. If you believe the information included in the content is inaccurate or outdated and requires editing or removal, please contact us at [email protected]