Fondazione Don Carlo Gnocchi - Onlus

10/01/2026 | News release | Archived content

Vincenzo per la sesta volta a Compostela, nel segno di don Gnocchi

Ottocento chilometri con la sedia a rotelle lungo lo storico cammino di Santiago de Compostela. Per la sesta volta. È stata questa la nuova impresa di Vincenzo Russo, 75 anni, colpito da poliomielite all'età di tre anni, una vita trascorsa nei Centri e nelle strutture della Fondazione Don Gnocchi.


Nelle foto: Vincenzo Russo davanti alla cattedrale di Leon e la Cruz de Hierro, uno dei punti più famosi del Cammino, sui monti della regione di Leon

"Un cammino con un amico" è il titolo che lui stesso ha dato al suo percorso intrapreso durante la scorsa estate, perché Vincenzo ha dedicato nuovamente a don Carlo Gnocchi questa sfida, durante la quale è riuscito a conseguire un risultato d'eccezione: far celebrare in onore di don Carlo nello stesso giorno, il 24 agosto, sette Messe nelle chiese o cattedrali che custodiscono da tempo una reliquia del beato donata dallo stesso Vincenzo Russo durante cammini precedenti.

Va infatti ricordato che nel 2014, nel quinto anniversario della beatificazione di don Gnocchi, Vincenzo aveva portato a Compostela una reliquia di don Carlo, poi accolta nella maestosa cattedrale dedicata a San Giacomo e poi collocata definitivamente all'Hospital San Nicolas de Puente Fitero - gestito dalla Confraternita di San Jacopo di Compostella - luogo di passaggio e di ospitalità a migliaia di pellegrini da tutto il mondo che affrontano il cammino.

Ma ecco come Vincenzo Russo racconta quest'ultima avventura del cammino di Santiago 2026:

Un cammino con un amico

Quest'anno ho percorso il mio sesto cammino di Santiago. Ed è andato benissimo. Il cammino, quello "francese", è sempre lo stesso, ovviamente. Pur tuttavia, ogni volta, l'ho sentito sempre diverso e sempre un mistero. Come se, in realtà, sia il cammino a chiamarti. In modo discreto e vitale. Mentre mi davo da fare nel programmarlo, è saltato fuori un piccolo particolare. Che, in realtà, piano piano, è diventato il senso del cammino. Un particolare che quantunque piccolo rivestiva per me un gran significato. Durante i precedenti cinque cammini avevo affidato le reliquie di don Carlo a sei chiese o cattedrali: ovvero, Saint Jean Pied de Port, Burgos, l'eremo di San Nicolas di Puente Fitero, Leon, Santiago de Compostela e Muxia. Per inciso, Santiago de Compostela è stata la prima cattedrale dove affidai la prima reliquia. Era il 2014 ed era il mio primo cammino. Tra l'altro, l'idea della reliquia mi fu proposta dall'allora presidente della Fondazione, monsignor Angelo Bazzari. Pensando a tutto questo, mi accorgevo che mancava una delle cattedrali più importanti del cammino, quella di Pamplona. Ed ecco un motivo in più per intraprendere con volontà ancora maggiore il nuovo cammino. Come per tutti i precedenti cammini, il punto critico era la tenuta della mia carrozzina elettrica. Tra l'altro, l'anno precedente, ossia il quinto cammino, fu un disastro madornale. A causa, appunto, della carrozzina. Disastro che mi costrinse ritornare a casa a mani vuote. Mi trovai, pertanto, a parlare di questo con gli amici dell'officina ortopedica "La Carrozzineria". Valutarono il tutto e mi consigliarono il cambio delle batterie. Le nuove mi avrebbero garantito una tenuta chilometrica per circa trenta chilometri. Pur in presenza di salite e discese. Stavolta, ho preso atto di quella lezione e ho cambiato le batterie.


La partenza di Vincenzo in una foto del precedente Cammino del 2021

Le Messe per don Gnocchi nelle sette cattedrali

Il cammino… Il giorno 15 Luglio giungo a Saint Jean Pied de Port, da dove il 17 avrei iniziato il cammino. Il 16 mattino, mentre sto facendo colazione tra la folla di pellegrini in partenza per il cammino, mi fulmina un pensiero. Divenuto il leit motiv dell'intero mio cammino 2026: decido che avrei sollecitato i Priori delle chiese o cattedrali in cui riposavano le reliquie di don Carlo a celebrare una Santa Messa in onore dello stesso beato don Gnocchi. Con una precisazione: le Sante Messe avrebbero dovuto essere celebrate nello stesso giorno, in modo tale da "certificare", in un certo senso - almeno per me - che il Cammino di Santiago de Compostela diventava pure, allo stesso tempo, il Cammino di don Carlo Gnocchi. L'idea prende ad ardere senza posa in me. Divenendo, come detto, la "traccia" del mio cammino 2026. Una traccia lunga, appunto, 800 chilometri. La scelta della data in cui celebrare la Santa Messa in nome di don Carlo aveva due punti determinanti: la "disponibilità" dei Priori interessati e la data del mio arrivo a Santiago. Tale punto è stato quello più nevralgico, in quanto da questo sarebbe stato possibile proporre ragionevolmente ai diversi Priori una possibile data per la Santa Messa. Ho preso così immediatamente a calcolare, con quanta più precisione possibile, una ragionevole data del mio arrivo a Santiago. E le date tra il 15 e il 20 agosto parevano quelle più probabili, tenendo oltretutto conto che il mio volo di ritorno a Milano, già programmato, era previsto per il 25 agosto. Pertanto, il giorno 24 agosto, era la data per me più indicata per la Santa Messa. Una volta decisa tale data, andai subito dal Priore della Chiesa del Pellegrino di Saint Jean Pied de Port. Per fortuna non era ancora andato via. E quindi euforico gli proposi la data del 24 agosto per la celebrazione della Santa Messa in onore di don Carlo. Davanti al suo sì mi sono commosso come un pulcino. Durante poi tutto il cammino, ho fatto la stessa cosa per le altre sei chiese o cattedrali che ad oggi custodiscono le reliquie di don Carlo. E' stata questa "silente premura" la nota che ha musicato tutto il mio cammino. Lo dovevo a don Carlo. Perché è stato lui il mio "cammino" di vita...


*Un tratto del Cammino e il santuario di Santiago de Compostela
*

L'emozione a Santiago

Il mio cammino 2026 ha avuto inizio il 17 Luglio. Con un'accortezza riguardante proprio la prima tappa. Questa è notoriamente una delle tre più aspre e critiche del cammino. E non solo per una carrozzina, ma pure per tutti i pellegrini. Si sale infatti fino a 1500 metri di altitudine: da Saint Jean Pied de Port (Francia) a Roncisvalle (Spagna). Con sentieri montani per niente asfaltati e la necessità di grandi fatiche per i pellegrini. Le altre due tappe critiche sono quelle della Cruz de Hierro e quella dell'O Cebreiro, che ho dovuto tralasciare per ovvie ragioni utilizzando un taxi.
Dopo di che, il cammino è andato via liscio e senza problemi, permettendomi di raggiungere Santiago de Compostela il 15 agosto. E dato che sarei ripartito per Milano il 25 agosto, avevo ben dieci giorni per riposare e rilassarmi. Metà di questo periodo l'ho trascorso a Muxia, di fronte all'oceano. Un luogo dove l'anima s'invola verso l'infinito. Durante la Santa Messa del 24 agosto nella Cattedrale di Santiago de Compostela, il Priore, a un certo punto, si ferma... E, a mani giunte, portando lo sguardo su di me, che ero davanti all'altare, invita i fedeli a pregare per il beato don Carlo Gnocchi, colui che ha creato la Fondazione che porta oggi il suo nome. Un umile servitore di Dio. Che con il miracolo della fede ha saputo donare speranza a migliaia di ragazzi umiliati dalla guerra. Sentendo queste parole, ho cominciato a piangere come un bambino. Avvertendo una densa sensazione di abbraccio, per me lungo più di sessant'anni. L'abbraccio di don Carlo. Buen Camino, caro don Carlo!


L'attestato ufficiale rilasciato a Vincenzo Russo il 15 agosto 2026

Fondazione Don Carlo Gnocchi - Onlus published this content on October 01, 2026, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on October 05, 2026 at 15:55 UTC. If you believe the information included in the content is inaccurate or outdated and requires editing or removal, please contact us at [email protected]