Regione Veneto

04/04/2025 | Press release | Distributed by Public on 04/04/2025 05:54

Sanità. Lanzarin a confronto internazionale su “rivoluzione silenziosa” in atto. “In Veneto l’innovazione è in atto da tempo, ma niente, nemmeno l’IA può prescindere dal[...]

04 aprile 2025

Comunicato n° 580

(AVN) Venezia, 4 aprile 2025

"In Veneto la rivoluzione silenziosa in sanità è iniziata da molto tempo. Abbiamo fatto passi importanti, nell'organizzazione degli ospedali in Hub e Spoke, nelle tecnologie di ultima generazione, nel telemonitoraggio e nella telemedicina. Ma tutta questa rivoluzione non può prescindere anche da una rivoluzione delle professioni sanitarie. Tutta l'innovazione del mondo sarebbe praticamente inutile senza la presenza e l'apporto del capitale umano che è, e sarà sempre imprescindibile, sul piano professionale e umano".

Lo ha detto l'Assessore alla Sanità della Regione Veneto, intervenendo oggi a Jesolo al congresso internazionale dal titolo "La rivoluzione silenziosa: come l'innovazione sta trasformando la sanità"., organizzato dall'Ullss 4 Veneto Orientale.

Il confronto si è incentrato sulle le sfide globali che le professioni sanitarie devono affrontare per garantire un accesso universale a cure sanitarie eque, solidali e resilienti. Un dibattito di fondamentale importanza non solo in Italia, ma a livello mondiale, poiché la sostenibilità dei sistemi sanitari dipende sempre più anche dall'integrazione di tecnologie avanzate e dall'innovazione digitale nell'ambito dell'assistenza, della cura e della ricerca.

"Anche l'ultima frontiera dell'innovazione come l'intelligenza artificiale - ha detto Lanzarin - è un elemento che aiuta, ma non risolve tutti i problemi. E' utilissima in questo momento per le diagnosi precoci, le diagnosi di precisione, le terapie personalizzate, e si lega anche all'importante settore dei farmaci innovativi, ma anche in questo caso l'elemento umano rimane imprescindibile".

"Quanto sia importante il capitale umano lo possiamo capire guardando alle professioni infermieristiche - ha aggiunto l'Assessore - che stanno soffrendo per mancanza di vocazione, ma anche di una visione che le veda al centro della rivoluzione in atto. Una professione che, in base alle competenze, deve e può crescere anche in modo autonomo, parlando di avanzamenti retributivi e di carriera e godendo di autonomia all'interno del sistema sanitario. Non dimentichiamo poi - ha proseguito - che l'infermiere deve anche confrontarsi con le cronicità, l'invecchiamento, la non autosufficienza e quindi anche con la medicina domiciliare. Impegni molteplici e gravosi, per i quali dobbiamo a questa categoria tutta la nostra riconoscenza".

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